Le lettere di Giuseppe Tiberii, inviate nell'arco di oltre vent'anni (1770-1791) a Giuseppe Pelli Bencivenni, e pubblicate qui per la prima volta, sono divenute il punto di partenza per un'indagine su aspetti e figure della cultura del settecento, relativa prevalentemente alle aree di appartenenza dei personaggi, Vasto e il Regno di Napoli per quanto concerne il Tiberii, Firenze e il Granducato di Toscana per quel che riguarda il Pelli Bencivenni. I due intellettuali, Tiberii legato al mondo dell'Arcadia, ma attento alle nuove proposte culturali, Pelli Bencivenni attratto e inserito nelle dinamiche del movimento riformista illuministico, sono espressione del clima erudito, dell'amore per le antichità e per l'arte, della moderazione con la quale si configurò l'illuminismo italiano. L'analisi dei personaggi, (i cui profili arricchiscono la lettura di un'epoca tra le più importanti, il dinamismo di quella "repubblica delle lettere" basilare per il nuovo corso, per la concezione moderna della nostra cultura), rende questo spaccato storico-letterario di grande interesse.
Il volume cerca di ripercorrere, attraverso uno spoglio dei documenti, la complessa vicenda dei soggiorni fiorentini di Giovanni Verga e di far luce sul ruolo che la città toscana svolse nel processo formativo del giovane Catanese, dal suo primo viaggio, verosimilmente del '65, a quello del '79: un arco di tempo in cui lo scrittore prese le distanze dalle problematiche romantico-risorgimentali dei suoi esordi e si accostò con graduale consapevolezza alle argomentazioni veriste e post-unitarie. Il libro propone dunque, per la prima volta, una rigorosa ricognizione di quanto ha preceduto ed accompagnato le scelte di Verga, la sua militanza nei "salotti" culturali, gli incontri con i giornali e i giornalisti, le frequentazioni teatrali, il circuito dei libri e degli autori e, insomma, il perimetro di quegli ambienti e di quelle sollecitazioni umane e intellettuali che lo aprirono ai temi della modernità e alla scrittura delle sue opere maggiori.
Il libro riporta i primi risultati scientifici del progetto di valorizzazione del Sepolcreto tra la fine del Medioevo e la prima Età Moderna, dell'Ospedale di Milano 'Ca' Granda'. L'Ospedale Maggiore di Milano, chiamato dai milanesi 'Ca' Granda', fu fondato nella seconda metà del '400 dal Duca Franccesco Sforza, per unificare diversi piccoli luoghi di cura esistenti. Al centro dell'edificio era posta la Cappella dell'Annunciata, la cui cripta, man mano ingrandita, è stata utilizzata come sepoltura per quanti morivano presso l'Ospedale dal 1473 al 1695, anno in cui vennero proibite le sepolture intramurarie.
Sussidio in cui si può trovare qualsiasi tipo di informaizone relativa alla Diocesi di Milano, dal numero di telefono di un parroco alla composizione dei direttivi dei seminari diocesani alle notizie statistiche delle sette zone patorali.Diviso in sette parti a seconda degli argomenti trattati (persone e ministeri nella Chiesa universale e locale, parrocchie e clero della diocesi, istituto di cultura e insegnamento, assistenza spirituale e sociale e il clero) e concluso da un'appendice, il testo risulta essere di facile consultazione.