L'omelia Non si parli in pubblico per compiacere fu presumibilmente pronunciata tra maggio del 386 e gennaio 387 ad Antiochia di Siria. Lo sforzo pastorale si concentra sulla figura del sacerdote che riveste il ruolo di pastore d'anime; il testo prende avvio dal comando paolino ammonisci, rimprovera, esorta (2Tm 4,2), ma in questa sede il pastore intende soprattutto sollecitare a ricordare i propri peccati, finalizzato al pentimento (?????o?a) e alla confessione (??a????????). Il pentimento è di tipo personale, in cui il fedele chiede a Dio di perdonarlo, perciò si instaura un rapporto diretto con lui al fine di reintegrarlo (??a???o?a?) nella comunione universale. Boccadoro compie una fine analisi psicologica dell'insinuarsi del peccato, offendo altresì dei criteri di discernimento riguardanti le parole, i pensieri e le azioni, indugiando sull'utilità di questo ricordo che «consola la mente, induce ad umiliarsi e attira l'affetto di Dio».
Il comune è una delle peculiarità della storia italiana del basso medioevo: allo stesso tempo è un laboratorio di ricerca e analisi documentaria vivissimo e un tema fortunato nel dibattito storiografico, anche perché la conoscenza approfondita di questo importante capitolo di storia offre l'occasione per riflettere sulla natura delle istituzioni e del potere pubblico anche al di là dello specifico ambito cronologico bassomedievale. Questo volume, frutto della collaborazione di un gruppo di specialisti di diversa estrazione, vuole andare oltre la mera narrazione di storia politica e offrire un punto di vista metodologicamente aggiornato, in particolare per gli studenti che si affacciano agli studi di storia comunale. La scelta di fondo del libro è quella di rinunciare agli schematismi delle ricostruzioni più tradizionali, ponendo il punto d'osservazione sulle pratiche che definivano la vita delle istituzioni nelle città dell'Italia centro-settentrionale tra XII e XIV secolo, con una speciale attenzione per il Duecento.
Il «capro espiatorio» è un fenomeno universale, presente in tutte le società sin dall'antichità. Stefano Tomelleri esamina il meccanismo persecutorio a partire da un'intervista con il suo maestro René Girard, tracciandone lo sviluppo nelle forme contemporanee. Dal suo uso politico per acquisire un ampio consenso, come nel caso di Donald Trump, alle sue fenomenologie grottesche della moda trash, il capro espiatorio sprigiona forze sociali che non rispondono unicamente alle moderne spiegazioni logiche del comportamento. L'elemento emotivo e incontrollabile è molto evidente, ricordandoci come, anche nell'evoluto occidente, la convivenza pacifica, la democrazia e la libertà non siano mai garantite. Rispondendo direttamente alla richiesta di promuovere società pacifiche e solidali, Il capro espiatorio dovrebbe diventare una lettura essenziale per tutti gli esperti di scienze politiche e sociali, nonché per gli educatori professionali e gli assistenti sociali, in formazione e in pratica. Sarà inoltre una risorsa preziosa per tutti i professionisti impegnati nel lavoro di gruppo e per gli operatori della formazione.
Dice l'Eterno Spirito: "Io ero quando nulla era ed Io sarò quando rimarrà unicamente il Cielo. Io sono l'ispiratore della creazione dell'uomo al quale fu donato il mondo per sua delizia, il mondo in cui, dagli oceani alle stelle, dalle vette alpine agli steli, è il mio sigillo. Io sarò che porro sulle labbra dell'ultimo uomo la suprema invocazione: "Vieni, Signore Gesù".