Nato a Frattamaggiore (provincia di Napoli, diocesi di Aversa) nel 1885 ed entrato tra i Frati Minori nel 1901, padre Sosio Del Prete fu ordinato sacerdote nel 1910: dopo essersi dedicato particolarmente alla musica sacra, nel vedere la situazione di grande miseria morale e materiale dei poveri di Afragola (Napoli), dove dimorava nel convento di Sant’Antonio, decise di volgere ogni sua energia al servizio degli ultimi. Per organizzare sistematicamente il soccorso agli emarginati, il 6 giugno 1932 diede avvio con Antonietta Giugliano all’istituto religioso delle Piccole Ancelle di Cristo Re, che ottenne il convinto sostegno del cardinale Alessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli.
Ulderico Parente (Teano 1964) insegna Storia contemporanea nella facoltà di Scienze Politiche della Libera Università degli Studi “San Pio V” di Roma e Storia della Chiesa moderna e contemporanea presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione “San Tommaso” di Napoli. Si occupa prevalentemente della storia degli istituti religiosi e della santità in epoca contemporanea. È autore dei volumi Riformismo religioso e sociale a Napoli tra Otto e Novecento (Urbino 1996), Bonaventura Gargiulo da Sorrento cappuccino, giornalista e vescovo (Napoli 2004) e Sui sentieri di Clotilde Micheli fondatrice delle Suore degli Angeli Adoratrici della SS. Trinità (Soveria Mannelli 2007). È redattore della Rivista di Studi Politici e di Campania Sacra e autore di numerosi saggi pubblicati in riviste italiane e straniere.
Don Divo Barsotti, scrittore e fondatore della poliedrica comunità dei Figli di Dio, è indubbiamente una delle personalità che più hanno inciso nella vita e nel rinnovamento della Chiesa italiana. In questo libro l'autore propone una rilettura spirituale del messaggio che la Madonna ha rivolto ai pastorelli Massimino e Melania a La Salette il 19 settembre 1846.
Il libro è il primo di una serie che avrà cadenza annuale. È sviluppato in due parti: una contenutistica e una tecnica.
La parte contenutistica offre una breve esposizione di come sviluppare una spiritualità cristiana e soprattutto “diocesana” (rivolta prevalentemente a ministri ordinati). In appendice una scheda per verificare sul territorio la vita spirituale della comunità parrocchiale.
Erio Castellucci, presbitero della diocesi di Forlì, è professore di teologia sistematica nella Facoltà teologica dell’Emilia- Romagna e membro del Centro Studi dell’Unione Apostolica del Clero. Per la stesura del presente studio l’Autore ha ricevuto la collaborazione del Presidente dell’UAC mons. Vittorio Peri.
Il protagonista cammina nel deserto della Galilea e dopo circa 7 chilometri, non lontano dal villaggio di Emmaus, viene avvicinato da uno strano personaggio vestito di una semplice tunica, che sembra appena uscito da un dipinto classico. Nasce un rapporto sconvolgente, giocato sul dubbio tra realtà e visione, sul riconoscimento di questa presenza reale eppure misteriosa, che trapassa l'intera vita e tutti i rapporti interpersonali di Alessandro. Un romanzo di forte impatto emotivo dal quale è tratto l'omonimo film.
Icona Discepoli di Emmaus concornice dorata. Copia fedele e austera in stile greco-bizantina realizzata da padre Pefkis (agiografo diplomato dell'Accademia Ecclesiastica del Monte Santo) su tela e legno invecchiato e dipinta a mano con colori autentici e tradizionali, con foglio dorato. La frazione del pane a Emmaus è il momento culminante del riconoscimento di Gesù da parte dei due Discepoli. Lo sguardo stupito, ammirato e soprattutto ormai consapevole dei due discepoli è lo stesso sguardo che il Cristo, nell’atteggiamento supremo dello spezzare il pane (donare la vita), chiede a chiunque si ponga in contemplazione di questa icona. È per questo che il Cristo non guarda i Discepoli, ma direttamente negli occhi di chi guarda l’icona. Il drappo rosso sulla casa che si vede sullo sfondo ci dice che la scena che stiamo contemplando in primo piano, in realtà sta accadendo all’interno della casa. Sulla tavola, oltre al pane, alcuni particolari: - il pesce, che nella successione delle lettere della parola greca contiene le iniziali delle parole Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore - la brocca del vino con chiara allusione all’ultima cena - la carota, spesso la si trova anche sulla tavola dell’Ultima Cena insieme con la cipolla e richiama il cammino nel deserto o la Pasqua ebraica.