Il Giornale dell'Anima, una delle più alte testimonianze della spiritualità contemporanea, viene qui riproposto in un'ampia raccolta di pagine scelte, per la prima volta ordinate per sezioni e raggruppate per temi: dal fine della vita cristiana alla perfetta imitazione di Cristo, dalla devozione a Maria all'esercizio delle virtù, dall'esempio dei santi e dei maestri al pensiero della morte. Un cammino di santità iniziato in gioventù da Papa Giovanni e scrupolosamente percorso lungo tutta la sua vita, che consente a noi, che oggi lo veneriamo come santo, di recuperarne la trama interiore e di ricomporla in tutta la sua ricchezza. Pagine di straordinaria sapienza che ci restituiscono tutta la statura del sacerdote e dell'uomo, e nello stesso tempo ci indicano il cammino per cercare anche noi, sul suo esempio, di purificare e arricchire la nostra vita.
È ormai chiaro per tutti: i social network sono ambienti costitutivi dell'esperienza relazionale. Perché non guardare ad essi senza ingenuità - e anzi: con favore - anche all'interno della formazione dei seminari e degli istituti religiosi? È la domanda che si pone l'autore di questo volume, insistendo sull'urgenza di "ritrovare un'unità di vita, una vera connessione, tra tutti i luoghi relazionali che frequentiamo, in una prospettiva di relazione condivisa, nella quale - alla fin fine - si gioca l'efficacia della nostra sfida educativa". Con competenza e con stile sereno e non superficiale, questa guida pratica e operativa ci accompagna all'interno di quel nuovo "mondo- digitale che tanti oggi scoprono e imparano ad apprezzare. Costituisce anzi "uno strumento facile e pratico, realistico e concreto per indirizzare la riflessione e l'opera di tutti coloro che sono impegnati nell'ambito educativo in una prospettiva cristiana, in special modo all'interno dei seminari". (dalla Prefazione di S.E. card. Beniamino Stella)
"Quando hai la forza di dire: 'Voglio tornare a casa', troverai la porta aperta; Dio ti viene incontro perché ti aspetta sempre, Dio ti aspetta sempre, Dio ti abbraccia, ti bacia e fa festa. Così è il Signore, così è la tenerezza del nostro Padre celeste". Questo testo di Papa Francesco illumina la riflessione contenuta in questo volume su un tema che da sempre accompagna la rivelazione biblica: quello dell'amore gratuito e paziente di Dio. In queste pagine sono affrontate tre tematiche: il peccato, la misericordia e la conversione. Si tratta in realtà di tre volti di uno stesso aspetto: la consapevolezza di essere figli di un Dio che non si lascia scoraggiare di fronte al peccato, che tende continuamente la sua mano piena di misericordia affinché l'uomo vi si appoggi. Per questo, nei piani di Dio, dagli sbagli commessi non nasce la sfiducia, bensì la fede: il desiderio di tuffarsi in quella mano e farsi rivestire del suo contenuto d'amore.
Anche la Famiglia Paolina ha una storia di promesse e di avvenimenti compiuti da Dio; una storia che ci radica in un passato e che ci garantisce un presente e un futuro, a condizione di esserne consapevoli e di accettarla in tutte le sue implicazioni. Questa storia fa capo al beato don Giacomo Alberione e si snoda con altri anelli, in generazioni successive: il beato don Timoteo Giaccardo, primo sacerdote della Società San Paolo; i venerabili Maggiorino Vigolungo, aspirante della Società San Paolo, e Andrea Borello, discepolo del Divin Maestro; la venerabile suor Tecla Merlo, Superiora e prima Maestra delle Figlie di san Paolo; la venerabile Madre Scolastica Rivata, prima Superiora delle Pie Discepole del Divin Maestro; il venerabile can. Francesco Chiesa, direttore spirituale di don Alberione e formatore di anime. A questi possiamo ora aggiungere il servo di Dio don Bernardo Antonini, membro dell'Istituto "Gesù Sacerdote", il cui processo diocesano per la beatificazione e canonizzazione è stato concluso a livello diocesano. Questa corona di germogli, cresciuti attorno alla figura del beato Alberione, come i patriarchi ebrei attorno alla figura di Abramo, sono testimoni della presenza operante di Dio e della sua perenne provvidenza, modelli di vita e segni profetici di ciò che Dio vuole continuare a realizzare nel terzo millennio.
Il vangelo ci dice di amare Dio con tutto noi stessi, con la totalità delle energie di cui disponiamo, nel complesso delle facoltà che ci costituiscono. Una teologia dell'io come quella proposta in questo volume si spiega sulla base di questo approccio globale all'essere umano. Interiorità, eros, desiderio, emozioni, piacere e dolore sono solo alcune delle voci interpellate per dispiegarla. Come in uno stereogramma, il quadro che ne emerge offre poco per volta una straordinaria profondità prospettica: lo spirituale non è più qualcosa da aggiungere all'essere umano dall'esterno, come ci ha abituato a pensare il linguaggio di una certa teologia che per troppo tempo ha opposto anima a corpo, materiale a immateriale, natura a sovranatura. Spirituale è la dinamica che permette all'essere umano di aprirsi oltre se stesso. Forse è giunta l'ora che la teologia si riappropri dell'io, per un approccio più integrale della stessa spiritualità alla persona umana.
C'è un nuovo bambino nel cortile del condominio, ma è un po' strano: sta sempre per conto suo, ama disegnare e, soprattutto, tiene sempre la testa bassa, al punto che questo finisce per diventare il suo soprannome. Il suo vicino di casa, un bambino della sua stessa età, ne è incuriosito, vuole convincerlo a diventare suo amico e a giocare insieme. Ma Testa Bassa non ne vuole sapere di alzare gli occhi, sta bene così. Decidono però di fare insieme un esperimento: Testa Bassa proverà alzare lo sguardo mentre l'altro proverà a stare tutta la giornata con gli occhi fissi a terra... Chissà come andrà a finire! Età di lettura: da 8 anni.
Verrebbe spontaneo considerare come "canto della Figlia di Sion" il "Magnificat", se qui non volessimo intendere qualcosa di molto più ampio, vale a dire la rivisitazione, nel cuore e nella mente della Vergine Maria, degli straordinari interventi dell'Altissimo sin dall'inizio dei tempi allorché, pensandola immacolata, la vide Madre del suo Figlio e Madre degli uomini. In concreto, è la riproposta della peregrinazione nella fede dell'"eccelsa Figlia di Sion", secondo la definizione del Concilio Vaticano II, che, sormontate prove, incertezze, sofferenze immani, raggiunse la piena chiarezza quando, il giorno di Pentecoste, anche su di lei si posò la luce dello Spirito Santo. Un libro denso di poesia e spiritualità.
Una proposta di otto canti per la liturgia e la preghiera, incentrati sullo Spirito Santo; brani musicalmente moderni, con testi particolarmente curati, che attingono alla tradizione della Chiesa. Quattro diversi autori, molto popolari e apprezzati nel panorama musicale cristiano, hanno contribuito a questo progetto, indirizzato, per stile e linguaggio, alle assemblee di giovani.
Invocazioni, lodi e preghiere in canto: un nuovo contributo al repertorio liturgico delle parrocchie, adatto nella sua varietà alle celebrazioni per la Cresima, alla liturgia di Pentecoste, a incontri di preghiera e di catechesi con i giovani.
Titoli brani:
La vita che tu dai - Spirito Santo vieni - Se tu sei con me - Spirito di vita - Vieni Spirito amore di Dio - Fuoco d’amore -L’amore di Cristo - Vieni soffio di vita - Versioni strumentali
Paolo Auricchio. Sacerdote e cantauore napoletano della Diocesi di Pozzuoli. Dopo i primi anni di ministero come viceparroco in uno dei più problematici quartieri di Napoli, è stato per molti anni cappellano nel carcere minorile di Nisida (NA); successivamente incaricato diocesano della pastorale giovanile e rettore del seminario maggiore di Pozzuoli, ricopre attualmente l’incarico di vicario generale ed è direttore dell’ufficio diocesano di Azione Cattolica. Nel 1991 ha iniziato un percorso musicale, che ha visto la pubblicazione di diversi album per le Paoline, comprendenti lavori per l’animazione giovanile e per la liturgia. Ha tenuto molti concerti in tutta Italia e all’estero.
Fabio Baggio. Sedici anni di missione in Cile, Argentina e nelle Isole Filippine. Attualmente, svolge il suo ministero a Roma come professore dello Scalabrini International Migration Institute (SIMI), istituto incorporato alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università Urbaniana.
Come autore e compositore ha già pubblicato, presso Paoline Audiovisivi, apprezzate opere di teatro musicale e canti per la liturgia.
Francesco Buttazzo. Dopo le esperienze in Brasile, Europa e Sud Africa,
è stato vicario parrocchiale e direttore del Centro Giovanile G.B. Scalabrini di Roma. Successivamente, ha svolto il suo ministero in Svizzera e attualmente è a Londra, a servizio dei migranti di lingua italiana e portoghese. Dal 1992 collabora con Paoline Audiovisivi pubblicando proposte per la liturgia, in particolare canti per la Messa con i giovani.
Matteo Zambuto. Sacerdote della diocesi di Pavia, parroco di Borgarello, coordinatore dei cantautori cristiani di Il Mio Dio Canta Giovane della Lombardia, della cui Associazione Nazionale è stato Presidente. Ha collaborato attivamente per diversi anni all’organizzazione del festival Cantiamo la Vita promosso dal Movimento Nazionale per la Vita. Ha partecipato a spettacoli musicali e ha promosso numerose iniziative di carattere culturale. Con le Paoline ha pubblicato canzoni d’autore, opere per la liturgia e la catechesi, proposte di teatro musicale.
In una società segnata da un accentuato individualismo, con i tratti di narcisismo ed egoismo che la caratterizzano, c’è ancora posto per l’arte del donare? Donare è un’arte difficile: “donare se stessi” – perché si tratta non solo di dare ciò che si ha, ma di dare ciò che si è – richiede una coscienza profonda dell’altro. L’atto del donare provoca gioia al donatore perché è un atto concreto che lega il donatore al cosmo, all’altro: è un atto percepito come speranza di comunione.
L’essenza del cristianesimo sta nell’annuncio di un amore gratuito riversato da dio sugli uomini che ci raggiunge prima che noi possiamo fare qualcosa per meritarlo. La gratuità cristiana conosce la migliore narrazione nel dono per eccellenza, il per- dono. Il perdono è dono fino all’estremo che richiede un sacrificio di se stessi in rapporto all’altro, una vera conversione da attuarsi in se stessi; si tratta di rinunciare a vendicarsi, di rinunciare a rivalersi contro chi ha commesso il male.
Enzo Bianchi, nato a Castel Boglione il 3 marzo 1943, è un religioso e scrittore italiano, fondatore e attuale priore della comunità di Bose. Già durante gli anni universitari aveva, insieme ad altri giovani di diverse confessioni cristiane, fondato un gruppo di studi biblici, sulla scorta del Concilio Vaticano II. Si laurea in economia e commercio a Torino, quindi si ritira in solitudine in una cascina a Bose, una frazione abbandonata del Comune di Magnano sulla Serra di Ivrea, con l’intenzione di dare inizio a una comunità monastica e per tre anni (dall’8 dicembre 1965) vivrà in solitudine. Si aggiungeranno poi uomini e donne che sceglieranno quella via di riflessione e lavoro. La comunità viene approvata dal Vescovo diocesano che raccoglie le prime professioni monastiche. Enzo Bianchi è molto attivo all’interno della comunità, collaborando anche con importanti testate giornalistiche italiane (La Stampa, Avvenire, La Repubblica...) e straniere (La Croux, La Vie, Panorama). Dirige fino al 2005 la rivista Parola, Spirito e Vita. È membro della rivista di teologia Concilium e fa parte del comitato scientifico di Biennale Democrazia. Nel 1983 ha fondato la casa editrice Edizioni Qiqajon Comunità di Bose dove si pubblicano testi di spiritualità biblica, patristica e monastica, oltre che CD
ed e-book. È a tutt’oggi priore della comunità di Bose che conta un’ottantina di membri tra fratelli e sorelle di cinque diverse nazionalità ed è presente, oltre che a Bose, anche a Gerusalemme (Israele), Ostuni (BR), Assisi e San Gimignano (SI). Nel 2009 ha vinto il Premio Pavese con il libro “Il pane di ieri”.
il concilio Vaticano II è una bussola capace di orientare il cammino della vita cristiana, è la «novella Pentecoste» le cui feconde intuizioni attendono ancora di essere pienamente realizzate. Grazie al Vaticano II la chiesa è ritornata a dialogare con il mondo e i cristiani a essere tali nella società, nella compagnia degli uomini, senza evasioni né esenzioni. Solo una chiesa che saprà usare misericordia, che rifuggirà dal nascondersi dietro lo splendore di una verità che abbaglia e ferisce, sarà capace di raccontare i tratti di Gesù suo Signore.
Vengono qui presi in esame alcuni tra i testi più importanti promulgati dal Vaticano II: le Costituzioni Gaudium et spes e Lumen gentium, che delineano alcune note caratterizzanti la chiesa e il suo stare nel mondo; il Decreto conciliare Unitatis reditengratio sul dialogo tra la chiesa cattolica e le altre chiese cristiane.
Enzo Bianchi, nato a Castel Boglione il 3 marzo 1943, è un religioso e scrittore italiano, fondatore e attuale priore della comunità di Bose. Già durante gli anni universitari aveva, insieme ad altri giovani di diverse confessioni cristiane, fondato un gruppo di studi biblici, sulla scorta del Concilio Vaticano II. Si laurea in economia e commercio a Torino, quindi si ritira in solitudine in una cascina a Bose, una frazione abbandonata del Comune di Magnano sulla Serra di Ivrea, con l’intenzione di dare inizio a una comunità monastica e per tre anni (dall’8 dicembre 1965) vivrà in solitudine. Si aggiungeranno poi uomini e donne che sceglieranno quella via di riflessione e lavoro. La comunità viene approvata dal Vescovo diocesano che raccoglie le prime professioni monastiche. Enzo Bianchi è molto attivo all’interno della comunità, collaborando anche con importanti testate giornalistiche italiane (La Stampa, Avvenire, La Repubblica...) e straniere (La Croux, La Vie, Panorama). Dirige fino al 2005 la rivista Parola, Spirito e Vita. È membro della rivista di teologia Concilium e fa parte del comitato scientifico di Biennale Democrazia. Nel 1983 ha fondato la casa editrice Edizioni Qiqajon Comunità di Bose dove si pubblicano testi di spiritualità biblica, patristica e monastica, oltre che CD
ed e-book. È a tutt’oggi priore della comunità di Bose che conta un’ottantina di membri tra fratelli e sorelle di cinque diverse nazionalità ed è presente, oltre che a Bose, anche a Gerusalemme (Israele), Ostuni (BR), Assisi e San Gimignano (SI). Nel 2009 ha vinto il Premio Pavese con il libro “Il pane di ieri”.
Qual è la vera storia di Fatima? Perché la Madonna scelse di affidare il suo messaggio a tre semplici pastorelli come Lucia, Francisco e Giacinta? A quasi 100 anni dalle apparizioni mariane, questo straordinario DVD ci accompagna alla scoperta di uno dei più importanti fatti di fede dei nostri tempi. Ricostruzioni, testimonianze e interviste a esperti e personalità di spicco, svelano il significato profondo delle visioni avute dai tre bambini, mettendole in relazione con avvenimenti della storia recente. Esse, però, ci guidano anche nella comprensione del messaggio della Vergine: un messaggio di pace e speranza, semplice e universale, che continua a far riflettere credenti e non credenti, segno che la storia di Fatima è tutt’altro che conclusa.
Un attore impersona un maestro che dà lezioni a una classe di stranieri che mettono in scena se stessi. Sono extracomunitari che vogliono imparare l’italiano, per avere il permesso di soggiorno, per integrarsi, per vivere in Italia. Arrivano da diversi luoghi del mondo e ciascuno porta in classe il proprio mondo. Ma durante le riprese accade un fatto per cui la realtà prende il sopravvento. Il regista dà lo “stop”, ma l’intera troupe entra in campo: ora tutti diventano attori di un’unica vera storia, in un unico film di “vera finzione”.