Nel mondo operoso e vivace della Giudea di Erode Antipa, una giovinetta di nome Maria si apre con trepidazione alla vita, in tutto cogliendo "il segno di una Volontà che si manifesta all'uomo per guidarlo, confermandolo nelle sue scelte o correggendolo nei suoi errori". La realtà assume spesso, per lei, la dimensione mistica dell'incantamento, in cui risuona limpida la voce del cuore, la voce di Dio: le suggerisce intuizioni, pensieri inesprimibili, che la predispongono ad accogliere con fiduciosa serenità il mistero del domani. In posizione privilegiata accanto a Maria, c'è Anna, la madre; e ancora l'anziano padre, Gioacchino, testimone fedele dell'Altissimo; c'è Giuseppe, il promesso sposo, uomo fiero, tenace, giusto, che saprà "accettare le verità di Maria anche quando saranno troppo grandi, incomprensibili"; ci sono Elisabetta e Zaccaria, i primi a riconoscere nella fanciulla la Vergine annunciata dai profeti, e gli abitanti di Nazaret: anch'essi raccolti nell'attesa del Messia, che tutto nasconde nella luce del suo amore. Risalta, in questo romanzo che sa calare magistralmente il racconto biblico nella realtà del quotidiano, il carattere specifico di Maria, "infinitamente grande - come diceva Péguy - perché è anche infinitamente piccola, infinitamente giovane perché è anche infinitamente madre".
Fino all'adolescenza il protagonista ha avuto dal padre, oltre a un affetto smisurato, tutto ciò che può rendere felice un bambino: l'amicizia complice, favole fantasiose, sogni condivisi. Un giorno d'aprile del 1945, poco prima della fine della guerra, l'uomo scompare. Il figlio, disperato, lo piange per morto finché scopre una realtà meno tragica ma più devastante sul piano personale: il padre è fuggito in America con l'amante. Da quel momento il ragazzo cerca di sopprimere dentro di sé ogni traccia dell'idolo caduto, ma i ricordi lo ossessionano. Niente può aiutarlo, nemmeno l'amore e un matrimonio felice coronato dall'arrivo di un figlio: anzi, proprio il suo bambino, che porta indelebili, nell'aspetto fisico e nei comportamenti, le impronte genetiche del nonno scomparso, lo induce a mettersi sulle tracce del padre. La ricerca si protrae per lunghi anni, fino all'inattesa e dolorosa conclusione, legata all'indagine su un inquietante episodio di guerra partigiana e all'incontro con una donna indomabile, proprietaria di un vecchio albergo in riva al Po: La Dogana del Duca. Giuseppe Bianchetti, nato nel 1928, vive e lavora a Milano. Ha insegnato per decenni all'università e da alcuni anni ha lasciato la professione per dedicarsi a varie attività, soprattutto alla letteratura.
Diocesi di Bergamo, prima metà dell'Ottocento. A Somasca, un minuscolo paese arroccato sul lago di Lecco, vi è una scuola femminile la cui fama varca rapidamente i confini della Valle di San Martino. Qui le ragazze del ceto "che tiene il mezzo tra il medio e il più basso" studiano e crescono insieme, in un clima di fraternità e amore ispirato al Vangelo. Ricevono una formazione umana e cristiana completa, che le rende "idonee a se stesse, alle famiglie e alla società". Questa splendida realtà, precorritrice dei tempi, è nata dall'impegno, dalla tenacia e dalla fede profonda di due sorelle: Caterina (1801-1857) e Giuditta (1803-1840) Cittadini, fondatrici dell'Istituto delle Suore Orsoline di San Girolamo in Somasca. A distanza di quasi due secoli, e ormai alla vigilia della beatificazione della Venerabile Caterina Cittadini, una giornalista racconta, basandosi esclusivamente sui documenti originali e ricostruendo in vivace stile narrativo alcune delle "scene" principali, la vita di queste due sorelle. Sara Regina, nata a Parma nel 1966, è laureata in filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed è stata allieva della Scuola di giornalismo "Gino Palumbo" della Rizzoli-Corriere della Sera. Dal 1992 svolge l'attività di giornalista a Milano, lavorando soprattutto per il Corriere della Sera con articoli di cronaca e cultura.
Continenti, nazioni, culture e religioni: l'incontro e il dialogo tra le religioni del mondo è ormai divenuto una necessità interna ad ogni convivenza civile. Ma quali sono i rischi e le speranze che questo dialogo comporta? Quale il compito della teologia? In particolare, ha assunto sempre maggiore attualità il tema del rapporto tra la Chiesa e Israele. Come trovare spazi di incontro senza false semplificazioni? Qual è la relazione fra l'Antico e il Nuovo Testamento, fra la visione giudaica e quella cristiana? Bisogna rinunciare a qualcosa o ricercare un nuovo livello di dialogo che, d'altra parte, la realtà dei fatti porta in evidenza con sempre maggiore forza? Una cosa è certa: la Bibbia è una sola.
Una riflessione "poetica" sugli avvenimenti di Maria prendendo spunto dal verbo "megalumei" del Magnificat. Annunciazione, nozze di Cana, crocifissione sono gli episodi principali nei quali l'atteggiamento di Maria "fa grande" il Signore. Piero Coda, professore di teologia sistematica presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, membro delle commissioni centrali per il progetto culturale e per la celebrazione del Giubileo. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Evento pasquale (1984); Il negativo e la Trinità (1987); Dio tra gli uomini (1991); L'agape come grazia e libertà (1994); Uno in Cristo Gesù (1996); Teo-Logia (1997); L'altro di Dio (1998)
Questo utile volume ricostruisce passo dopo passo il cammino della Sindone, da Costantinopoli a Lirey, da Chambéry a Nizza, Vercelli e finalmente a Torino. Ma la foto del 1898 riapre inaspettatamente il mistero del suo pellegrinaggio. Un volume utilissimo per informarsi in modo completo, sintetico e documentato. Adatto a chi decide di visitare la Sindone, come preparazione. Francesco Barbesino, laureato in ingegneria industriale a Milano, ha lavorato per oltre trent'anni presso il Centro Informazioni Studi ed Esperienze di Milano, partecipando a numerose ricerche come esperto di materiali. Da anni partecipa alla ricerca sperimentale sulla Sindone. Mario Moroni, membro della British Society for the Turin Shroud e del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino, è impegnato da un ventennio in esperienze e studi riguardanti la Sindone. È autore di numerose memorie presentate a congressi nazionali e internazionali. Insieme hanno pubblicato: L'ordalia del C14, Mimep-Docete, Pessano 1996. - Apologia d'un falsario. Indagine sulla Sindone, Minchella, Milano 1997. - Le monete sugli occhi e Sindone e monetazione bizantina, in Il grande libro della Sindone, San Paolo, Cinisello B. 2000
L'uomo è come terra che soffre. Questo volumetto offre un ventaglio di testimonianze di uomini e donne di ogni tempo sul senso del dolore, sul dramma dell'accettazione o della ribellione dell'uomo davanti a questo mistero. Wilhelm Mühs è nato a Mönchenglad-bach nel 1934 e dal 1958 vive a Roma, dove ha conseguito la laurea in teologia presso la Pontificia Università del Laterano. Nel 1959 ha inizio la sua collaborazione con la Radio Vaticana, cui fa seguito, dal 1976, quella con la Rai. Presso le Edizioni San Paolo ha pubblicato: Parole del cuore, Come stille di rugiada, A cuore aperto, Credo, Dio nostro Padre, Nel segno dell'arcobaleno, Petali d'amore, Un lembo di cielo, La voce del silenzio, Per amore del Regno, Una bussola per lo spirito, Il pane che dà la vita, Il tempo è vita