Aldo Moro nella poltrona di casa, col cappello floscio, mentre raccoglie i fichi e sbuccia le arance, mentre si fa la barba. Moro che canta filastrocche alla figlia, gioca a scacchi col nipotino, va al cinema con la famiglia a vedere i western. E piange, disperato, alla morte del padre. C'è poca politica in questo breve, lieve, struggente "album di famiglia" di Agnese Moro: qualche viaggio, gli onnipresenti giornali, le preoccupazioni del partito. Il Moro stratega, l'uomo pubblico contornato dal mito del martirio, è assente da queste pagine, sostituito da una figura di padre di famiglia ben più reale e commovente del ritratto convenzionale.
Abramo ascolta la voce del Signore che gli comanda di lasciare la sua casa per raggiungere la terra di Canaan, e la sua fede si spinge al punto di accettare il sacrificio del figlio Isacco. Mosè vede un roveto ardente da cui Dio lo chiama, ordinandogli di tornare in Egitto e liberare il suo popolo. Saulo di Tarso è sulla via di Damasco quando gli appare Cristo: Saulo, il persecutore dei cristiani, diventa Paolo, l'apostolo dei gentili. L'incontro personale con Dio cambia la vita: non solo quella dei patriarchi e dei santi ma, anche la nostra vita.
Ogni narrazione che possa davvero essere considerata tale è prima di tutto un modo per dare forma alla nostra esperienza. Alcune narrazioni, poi, hanno in sé una dimensione mitica, una capacità di rappresentazione che le rende semplicemente memorabili. Un'esperienza, fondamentale nella vita di ogni essere umano, come il passaggio dalla giovinezza all'età adulta è stata raccontata nel tempo molte volte e in molti modi. Attraverso la messa in scena di uno stallo - una nave costretta all'immobilità dalla bonaccia, l'equipaggio colpito dalla febbre gialla e il protagonista della storia da solo a cercare una soluzione e a meditare sulla propria vita - Conrad regala alla letteratura la "forma" esatta per raccontare quello che siamo, la natura delle nostre ambizioni e delle nostre emozioni.
La parola "storia", nel greco antico, significava soprattutto "inchiesta", ovvero quell'indagine che a partire dalla narrazione dei fatti avvenuti, e dalla riflessione su essi, aveva l'ambizione di individuare le ragioni logiche per le quali cause ed effetti si connettevano tra loro dando luogo alle vicende degli uomini: dalle guerre alle gesta degli eroi, passando per i grandi viaggi per il Mediterraneo e le fondazioni di città, I due maggiori rappresentanti di quella che possiamo considerare contemporaneamente una scienza e un'arte, la storiografia, furono Erodoto - di fatto considerato il "padre della storia" - e Tucidide - che seppe formalizzare in maniera sapiente i criteri metodologici ai quali uno storico doveva attenersi.
Al cuore dell'esperienza di ogni uomo c'è una figura imprescindibile e densa di ambiguità, con cui non si smette mai di dialogare, per tutta la vita. La Madre è insieme donna e divinità, rischio e consolazione, forma perfetta della famiglia e forza distruttrice. Invocata e maledetta, generosa e possessiva, necessaria e pericolosa, porta in sé la terra, la fertilità, l'amore e regola fin dalle origini il cosmo e i viventi. Sette intellettuali - da Edoardo Sanguineti a Simona Argentieri, da Enzo Bianchi a Massimo Cacciari, da Claudio Magris a Cornelia Isler-Kérenyi, fino a Ivano Dionigi, curatore del volume hanno scrutato nel mistero di questa presenza decisiva attraversandone una serie di immagini emblematiche, dalla Madre di Dio a Medea, dal tema della Grande Madre a quello della Madre Terra, spingendo la propria riflessione fino all'individuazione dei suoi elementi più critici e straordinari e dolorosi.
Per raccontare come vive un agente segreto, Emilie Randacio dà voce all'esperienza di Marco Bernardini, per molti anni all'interno del Sisde con incarichi in America Latina, nei Balcani, in Francia e in Medio Oriente. A partire dai primi tempi in Autonomia operaia fino ai suoi incontri con Arafat e Fidel Castro e all'affare Telecom, Bernardini vive in prima persona alcuni dei momenti più delicati della storia italiana contemporanea. E attraverso la sua testimonianza ci permette di ripercorrerli da una prospettiva ricca di sorprese.
Il naturale e l'artificiale, il biologico e il culturale. Ciò che preesiste alla venuta dell'uomo, e che ne è del tutto indipendente, e ciò che invece dall'uomo è fabbricato e che è il risultato di un progetto e di mani che lavorano. Due poli, quelli di natura e tecnica, che nel corso del tempo sono stati avvertiti come contrapposizione, progressivamente sempre meno netta, e come relazione, come dialogo, come un continuo e proficuo intrecciarsi. È questo il presupposto dal quale ha preso le mosse lo studio di Annabella D'Atri. A una prima sezione espositiva, che indaga teoricamente il rapporto tra natura e tecnica nella storia del pensiero filosofico occidentale, corrisponde una seconda parte che antologizza i brani più significativi nei quali questo legame è stato analizzato dai più grandi pensatori di tutti i tempi.
Il "gioco serio" dell'arte. Un ossimoro, che traduce il prodigioso stare insieme delle cose del mondo, magistralmente rappresentato e riproposto nell'opera d'arte. Dialogando con personalità di spicco del panorama culturale italiano, Massimiliano Finazzer Flory ci guida in un percorso, analizzando otto quadri di scuola italiana in una sorta di essenziale abbecedario tematico. Un percorso storico, alla scoperta dei testi che hanno ispirato gli artisti, dei committenti dell'epoca, dei critici e degli autori dei secoli successivi. Un'interpretazione in cui si sovrappongono rimandi alla filosofia, alla musica e alla letteratura, nel gioco della conversazione, del confronto, delle associazioni libere, per scoprire che l'opera d'arte è strumento di conoscenza, non solo del mondo e della storia, ma anche di noi stessi.
Quindici anni dopo il grande successo di "Avanzi", il programma satirico di culto dei primi anni Novanta, gli attori che avevano partecipato a quell'esperienza si ritrovano in un piccolo villaggio della Sardegna. I pescatori del luogo sono in gravi difficoltà a causa dello spopolamento del mare e il gruppo di "Avanzi" ha deciso di dare loro una mano organizzando uno spettacolo. Tra i pescatori c'è un ex operaio sindacalista, che ha sempre lottato per difendere i diritti degli altri. Dall'incontro con l'uomo gli artisti trarranno occasione per ripensare il senso del proprio itinerario personale, artistico e politico.
Questo cofanetto contiene due opere imperdibili. Faber è il primo e unico documentario che ricostruisce, con intensità e passione, il percorso artistico di Fabrizio De André, legato a filo doppio ai luoghi, ai volti e agli incontri che hanno segnato la sua vita e la sua poetica. Le testimonianze degli amici più intimi si intrecciano alla voce di De André stesso, ripreso in alcuni dei momenti più forti delle sue esibizioni dal vivo. Oggi questo film di culto arriva finalmente in dvd accompagnato dal libro "Accordi eretici", che ha tracciato un quadro dell'inestimabile eredità culturale di uno dei massimi poeti del nostro tempo.
Camilla ha dodici anni e vive in un paese di provincia insieme al fratellino e alla mamma. Il papà, in passato braccio destro del Primo Ministro, non c'è più: si è suicidato in carcere sei anni prima, dopo essere stato accusato ingiustamente di corruzione. Da allora Camilla odia la politica e tutto ciò che ha a che fare con essa. Ma un giorno in paese arriva un barbone, che prima la aiuta a ribellarsi a un gruppo di bulli della sua scuola, e poi, piano piano, le insegna che cosa sia la politica, quella vera, quella a cui il suo papa aveva dedicato tutto se stesso. E grazie a quelle lunghe chiacchierate Camilla impara a far pace con la politica e con il mondo, quello dentro di sé e quello in cui vive. Età di lettura: da 10 anni.
Theophrast Bombast von Hohenheim (1493-1541), più noto come Paracelso, è una delle figure più note della cultura rinascimentale. Nato in Svizzera e cresciuto in Austria, Paracelso studiò medicina in Italia e viaggiò in tutta Europa. Lavorò nelle miniere e approfondì la conoscenza dei metalli, impiegati anche per la creazione di medicine. Fu alchimista, mago e profeta, teorizzò le relazioni tra microcosmo e macrocosmo, e per questo sarebbe stato riscoperto come precursore delle medicine alternative. Il nuovo libro di Philip Ball inserisce la vita e il pensiero di Paracelso nel contesto di un'Europa dove divampava la Riforma protestante e si fronteggiavano le diverse scuole di pensiero filosofico.