La malattia è un'esperienza profondamente personale e mai del tutto condivisibile. Ma tra il malato e chi lo assiste si instaura necessariamente una relazione che accompagna entrambi in una sorta di viaggio "rivelatore". Durante tale viaggio possono venire allo scoperto dubbi, timori, insicurezze, ma anche risorse insospettate. Si trovano spesso nuovi significati per vivere, e soprattutto si riscopre il valore terapeutico della speranza. Il libro di Luciano Sandrin vuole dare una mano a chi sta accanto al malato, perché, mettendo in gioco il proprio sapere non solo tecnico ma anche relazionale, non si limiti a "guarire", ma si "prenda cura" di chi vive in prima persona l'esperienza della malattia. Soltanto così dal "deserto" della sofferenza può nascere il desiderio di un futuro e la voglia di lottare.
Questo volume non sostituisce il catechismo Venite con me, ma può essere un utile strumento del cammino verso la Messa di prima Comunione. Nella prima parte gli autori riprendono gli spunti offerti dalla liturgia come vengono proposti dall'anno liturgico da ottobre fino a febbraio. La seconda parte (pensata per gli incontri da marzo fino a maggio) affronta invece direttamente il tema dell'Eucaristia. Il volume può essere usato anche nel gruppo che ha già celebrato la prima Comunione, come approfondimento del cammino fatto.
La dichiarazione della Congregazione dottrina della Fede sviluppa il tema della pienezza e definitività della rivelazione di Gesù Cristo e dell'unicità e universalità del suo ministero salvifico. Successivamente riflette sull'unicità e unità della Chiesa, come regno di Dio e regno di Cristo. Alla fine presenta alcuni spunti per l'approfondimento del rapporto della Chiesa e delle religioni con la salvezza.
Solo poco più di un secolo fa un manoscritto di un monastero di Costantinopoli ci ha restituito la Didachè o Insegnamento degli apostoli, di cui all'età dei Padri si erano perse le tracce. Questo breve ma importante documento, la più antica regola di una comunità cristiana, contiene disposizioni per l'istruzione catechistica fondamentale, per la celebrazione del battesimo e dell'eucaristia, per il discernimento dei carismi e delle funzioni ministeriali. La presente edizione - con introduzione, testo, traduzione e note di G. Visonà - con testo greco a fronte, ripercorrendo l'ampio e contrastato dibattito della critica, giunge a sottoscrivere la grande arcaicità di un testo che viene situato entro il I secolo s.C., a ridosso dell'età apostolica, nel medesimo contesto in cui hanno la luce i vangeli. Alcune tradizioni che esso ci trasmette, come la liturgia e le preghiere eucaristiche, ci portano a diretto contatto con la fede e il culto della Chiesa primitiva. La Didachè, infatti, affonda le sue radici negli strati più profondi delle origini cristiane, là dove è ancora viva e fluida la tradizione su Gesù, dove appare tuttora vitale il legame con il patrimonio del giudaismo e dove ancora si avverte l'eco delle prime liturgie e risuona l'annuncio degli antichi profeti cristiani.
Una sola parola, se arriva fino al cuore, può trasformarlo. Così P. Bosmans motiva nell'introduzione, questo suo libro di pensieri sulla felicità espressi in forma poetica. Pagine per tutti, parole gentili che vogliono rispondere a domande, a volte anche inespresse, che sembrano quasi un lamento e una preghiera.
Rosario Livatino: un giovane, un giudice, un cristiano. Non un santo a tutti i costi, non un superuomo, ma un uomo come mille altri. Innamorato della vita, della giustizia, della verità. Eroe per caso nella terra dei limoni e dei carretti, della lupara e del tritolo mafioso. Uno dei cosiddetti "giudici ragazzini" chiamati a fronteggiare "Cosa nostra". L'Italia lo conobbe dalle pagine dei giornali soltanto all'indomani della sua morte, avvenuta il 21 settembre 1990, mentre percorreva la statale 640 per recarsi al lavoro presso il Tribunale di Agrigento. Dopo il barbaro assassinio, la sua figura ha cominciato a distinguersi nell'immaginario di chi vive nell'Italia di oggi ma ne sogna una diversa. Un servitore dello Stato. "Un martire della giustizia e, indirettamente, anche della fede?", come ha detto di lui Giovanni Paolo II ad Agrigento il 9 maggio del 1993. Quello tracciato da Maria di Lorenzo è un ritratto semplice e veritiero: di un testimone dei nostri tempi.
Se la festa è un elemento fondamentale della vita, è necessario che sia progettata e curata nei dettagli in modo tale che ogni partecipante si senta accolto e possa divertirsi. Le pagine curate da A. Cenini e dalla cooperativa Creativ, forniscono abbondanti strumenti da valorizzare a piacimento all'interno delle feste, ma anche i criteri metodologici da utilizzare ogni volta che ci si troverà nella situazione di ideare una festa. Immaginando una festa come una ricetta ben riuscita, il libro propone diversi tipi di feste il menu, i suggerimenti e le precauzioni per l'organizzatore - i segreti dello chef, tanti giochi - ingredienti da dosare perché il successo della festa sia garantito.
Pubblicato nel 2000 dal Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, il documento si rivolge a chi opera nel campo delle comunicazioni sociali, siano essi coloro che prendono decisioni, professionisti dei media o fruitori. Partendo dalla domanda fondamentale: i mezzi di comunicazione vengono usati per il bene o per il male? Sollecita la riflessione sui diversi aspetti delle comunicazioni sociali.
Nella vita è possibile correre il rischio di essere semplici spettatori della propria esistenza e non protagonisti. Questo libro è un invito a inventare ogni giorno la nostra vita per riscoprire le potenzialità che ogni persona possiede e che aspettano di essere liberate dalla gabbia che paure, superficialità, complessi vi hanno costruito intorno.
L'amicizia è una delle esperienze più esaltanti che la persona possa vivere e come tutte le grandi esperienze, anche l'amicizia ha alcune caratteristiche che ne identificano l'autenticità. In questo libro l'argomento è trattato con essenzialità e senza il tono impegnativo tipico del saggio.
Incontrare Papa Giovanni XXIII attraverso le sue preghiere è un modo per riconoscere il cuore di questo grande pastore che si è fatto interprete presso Dio dell'umanità del suo tempo attraversata da guerre, tensioni politiche e ideologiche e da contrapposizioni rigide. In queste sue preghiere si ritrovano quella speranza e quell'ottimismo che hanno dato a Papa Giovanni il coraggio di inaugurare una stagione di rinnovata preghiera nella Chiesa.