Il libro racconta la storia di Ramoso, un giovane leccio che, sbucato dalla terra non senza fatica, si trova quasi improvvisamente immerso nella realtà del bosco. Inesperto di tutto, con un grande desiderio di conoscere, Ramoso osserva e ascolta tutto ciò che lo circonda. Il fiorellino Violetto, la luna Spicchietta, il sole Radioso, il torrente Fuggevole sono soltanto alcuni dei personaggi che animano il suo mondo. Il ritmo naturale della vita del bosco viene sconvolto da un Mostro meccanico, azionato dalla mano dell'uomo, che distrugge parte degli alberi e porta via La Rossa, la giovane pianta di cui Ramoso si è innamorato. Attraverso l'esperienza della sofferenza, Ramoso si interroga sul senso della propria vita e scopre che esso risiede nel sentirsi parte di un tutto e nel non rinunciare mai a sognare e a sperare. Il volume di G. Mollo, articolato in dieci capitoli, è illustrato con altrettanti disegni di Paolo Lisandrelli.
Dietro alle domande dei figli sugli argomenti relativi alla sessualità c'è sempre una domanda di senso a cui non si può rispondere solo con una informazione scientifica: da questa convinzione nasce questo libro che si preoccupa di comunicare un percorso familiare in cui i genitori crescono con i loro figli, in un clima di fiducia e di positività. Una peculiarità di questo percorso formativo è lo spazio dato al coinvolgimento dei genitori: mamma e figlia, papà e figlio, mamma e figlio, papà e figlia, in un progressivo alternarsi e completarsi, perché l'educazione affettiva e sessuale del bambino non può essere delegata a un solo genitore. L'autrice ha raccolto la sua esperienza di madre e le testimonianze di genitori e figli.
Per ogni mistero del rosario G. Orlandini propone un itinerario in quattro tappe: - lettura- meditazione- contemplazione- preghiera. La recita vera e propria delle decine del rosario è nel momento "contemplazione", grazie al sistema delle "clausole cristologiche". Sono così presentate le quattro serie di misteri previste dalla recente lettera del Papa (Gioia, Luce, Dolore, Gloria).In appendice se ne propone una quinta: i "misteri della misericordia".
La tesi sostenuta dall'autore in questo libro è che abbiamo due menti, una che pensa e una che sente e ambedue interagiscono come fondamentali fonti di conoscenza. Questo saggio, dal linguaggio rigoroso e nello stesso tempo accessibile, offre gli strumenti per comprendere l'intelligenza emotiva e per potenziarla. Non si tratta solo di un saggio di divulgazione psicologica; l'autore, trattando questi temi, offre indicazioni per una maggiore consapevolezza di stati d'animo e di emozioni che, riconosciuti e valorizzati, si trasformano in positività e armonia e risponde così ad alcune domande che la nostra società si pone di fronte al mistero della conoscenza di sé. L'autore è docente di Filosofia pura presso l'Università di Barcellona.
Aiutare gli altri è lo scopo principale delle cosiddette "professioni di aiuto" (medico, infermiere, psicologo, volontario, ecc.), nelle quali il rapporto tra curante e assistito ha implicazioni emotive spesso molto forti. Ma, quando l'operatore si fa troppo coinvolgere dai problemi di chi è stato affidato alle sue cure, può andare in burnout. Con questa espressione si intende una particolare condizione di logorio psicologico (a volte anche fisico) provocato da una progressiva perdita di idealismo e di energia nel lavoro, accompagnata da una sensazione di impotenza e fallimento. È lo stress di chi avverte un forte squilibrio tra richieste e risorse, tra ideale e realtà, tra ciò che gli assistiti richiedono e le reali possibilità di rispondere ai loro bisogni. È questo l'argomento trattato nel volume di Sandrin, camilliano, il quale, oltre a descrivere le premesse e le dinamiche del burnout, suggerisce anche alcune strategie per prevenirlo. Il libro si articola in otto capitoli, con episodi e aneddoti che aiutano a circoscrivere e a comprendere meglio il problema. La Bibliografia finale segnala le opere e gli articoli più recenti di studiosi italiani e stranieri.
Una Via crucis che ci fa respirare, secondo l'espressione di V. Ivanov, "con due polmoni": quello orientale e quello occidentale. A. Bongiorno, iconografo da 20 anni, ha dipinto (o ha "scritto" secondo il linguaggio iconografico) le 14 icone che commentano altrettante stazioni della Via crucis con il metodo e lo stile degli antichi iconografi orientali. Nella parte narrativa composta per ognuna, oltre che dal passo biblico sul tema, da una riflessione e una proposta di preghiera, vengono riportati brani tratti dagli Inni di Romano il Melode e preghiere della Liturgia bizantina. Oltre a dodici stazioni presenti nella pietà popolare occidentale, anche se con un ordine leggermente diverso, ce ne sono altre due: la dodicesima, in cui si contempla la Madre di Dio che aiuta Gesù a salire sulla croce e la quattordicesima e ultima, in cui si medita la discesa del Signore agli inferi. Una possibilità di pregare contemplando "l'universo simbolico" del mistero cristiano entrando nelle pieghe della spiritualità orientale per cogliere il dono della grazia attraverso i colori di splendide icone originali.
Quattordici stazioni che offrono di spunti per la riflessione e di preghiera per la preghiera personale e comunitaria. Le icone raffigurate sono opera dell'iconografo, Antonio Bongiorno e si trovano presso la Chiesa S. Maria del Pozzo, Ostuni (BR). La Via Crucis è una delle forme più popolari e tradizionali della pietà cristiana ed è una scuola di vita che insegna, sull'esempio di Gesù, a dare valore alla sofferenza e alla prova. È la strada percorsa da Gesù, e che ognuno è chiamato a ripercorrere, per giungere alla gioia della risurrezione. Soltanto l'amore, infatti, dà significato alla croce. Possiamo trovare, dunque, in questa forma di preghiera un grande sostegno nel cammino della vita e diventare, grazie ad essa, segni luminosi per l'umanità. Le preghiere sono tratte da Remo Lupi, Lungo il cammino della vita. Via crucis, Paoline, 2002.
Giada è una creatura davvero originale: si è messa in testa che il mondo va salvato nella sua "sapidità". In 14 capitoli temi impegnativi come il senso della vita e della morte, della ricerca di Dio e dell'abbandono alla sua volontà, della preghiera e dello Spirito santo, del male e della libertà umana, dell'amore si trasformano, grazie alla sensibilità poetica e spirituale della giovane, in un affascinante racconto. L'incontro con il mistero di Dio cambia radicalmente la sua vita. Un cambiamento che è alla portata di tutti, a una sola condizione: "Amare e sentirsi amati, davvero e per sempre". Attraverso uno stile fresco, immediato e profondo allo stesso tempo, il libro di Garagnon propone la ricerca del senso della vita, all'interno di un'autentica esperienza di fede.Il linguaggio della poesia è l'ideale per riuscire a raggiungere il cuore della realtà e il suo mistero. Quei benedetti misteri della vita diventano realtà semplici, quotidiane com'è appunto mordere una mela - , senza perdere per questo nulla della loro sacralità.
Un saggio, denso e autorevole, su alcuni aspetti di teologia trinitaria che sono stati oggetto di discussione negli ultimi anni e lo sono tuttora: la relazione, formulata da K. Rahner, su la Trinità economica e la Trinità immanente; il concetto di persona riferito alle "persone divine"; alcuni problemi attuali sulla teologia del Padre; lo Spirito Santo e il suo rapporto con Cristo. Il filo conduttore che lega le riflessioni dell'autore è la concezione della Trinità come mistero di comunione. Questo modello cosiddetto "sociale", a differenza di quello "psicologico" ispirato, in modo più o meno diretto, da sant'Agostino, risulta essere più vicino alla mentalità del nostro tempo. Ladaria, senza rinunciare a indicazioni provenienti dalla storia del dogma e della teologia, dialoga soprattutto con gli autori contemporanei, cattolici e non, che si sono occupati di questi problemi. Ne risulta un libro che cerca di offrire un contributo quanto mai onesto e chiaro per la comprensione del dogma trinitario, cuore della fede cristiana.
Biografia di san Rocco da Montpellier, il santo pellegrino francese vissuto probabilmente nella seconda metà del secolo XIV, un personaggio che, al di là della leggenda cristallizzatasi nella tradizione popolare o della verità storica emersa da tanti studi condotti lungo i secoli, ha affascinato i cristiani di tutti i tempi, al punto che era il più invocato nell'Europa del Medioevo per debellare la peste, ed è divenuto con il passare dei secoli il Santo più conosciuto nel continente europeo. L'autore, L. Ferraiuolo, rifacendosi ai documenti e all'ampia bibliografia a disposizione sull'argomento, e avvalendosi delle notizie raccolte con rigore giornalistico, ci presenta san Rocco come un santo normale, un santo umano, ma soprattutto un campione dell'umanità gioiosa e sofferente, triste e intraprendente, che per la causa abbracciata - la causa di Cristo - non si ferma davanti a nulla. Di san Rocco non si conoscono date precise riguardo alla nascita e alla morte, né si conosce il luogo della morte; non si sa quando sia stato canonizzato, come si siano diffuse le sue reliquie in varie località d'Europa. Gli unici dati certi che lo riguardano sono allora il suo amore per le persone e la devozione che riscuote fra la gente anche del nostro tempo, al punto da essere oggi invocato per sconfiggere le moderne epidemie: Aids e Sars.