Non sono pochi gli interrogativi intorno a questo libro biblico che si presenta più come un trattato che non come una lettera, secondo i canoni classici delle lettere apostoliche; gli studiosi si sono interrogati sull'autore di questo testo, certamente un ebreo-cristiano di profonda cultura, sensibilità letteraria e grande impegno pastorale, tanto da essere stato attribuito a Paolo. Anche l'individuazione dei destinatari di questo scritto ha fatto discutere gli studiosi, ma al di là di questi dibattiti ancora aperti, resta la grandezza di un documento che offre un robusto contributo teologico alla riflessione sul sacerdozio e sulla mediazione salvifica di Cristo.
Uno schema semplice per contenuti interessanti e sempre attuali: il viaggio dal Sinai al monte delle Beatitudini. È il viaggio che Valentino Salvoldi propone ai giovani per invitarli a un cristianesimo senza compromessi. Nella prima parte, Le antiche dieci parole per il nuovo millennio (sul monte Sinai ), è Maria Rosa Lorini, a porre domande sull'attualità del Decalogo. Nella seconda, La nuova legge, l'amore (sul monte delle beatitudini) è Daniele Salvoldi ad approfondire le beatitudini.
Quale teologia ispira l'insegnamento spirituale e pastorale del Card. Carlo Maria Martini? Quale metodo teologico lo sorregge? Quale immagine di Dio ne risulta? E quale immagine dell'uomo e della Chiesa? Che ruolo ha la visione del futuro nel suo pensiero? Sono le domande che hanno ispirato questo saggio rigoroso e al contempo appassionato in cui l'autore ha raccolto la sua ricerca, sfociata in una dissertazione di dottorato. Un approccio sistematico, ma mai arido, al magistero pastorale di Martini, una delle più autorevoli personalità ecclesiali, punto di riferimento, non solo per credenti impegnati, ma per intellettuali laici e cercatori di verità.
In che modo e per quali motivi si diventa affettivamente dipendenti? Come si vive questa realtà nella vita quotidiana? Come si può uscirne e vivere serenamente? Attraverso queste domande l'autore, D. Pietro, sviluppa il tema della dipendenza affettiva, di cui egli stesso ha fatto esperienza (ferite psicologiche, alcool, senso di abbandono, mancanza di autostima). Egli ritiene che la causa della dipendenza affettiva sia da ricercare nella carenza d'affetto verificatasi durante l'infanzia. Uscirne è possibile, a patto che si prenda coscienza del problema, si cerchi un aiuto psicologico adeguato e si abbia davvero la volontà di dare alla propria vita un corso diverso.Il volume si articola in dieci capitoli. Nei primi tre, l'autore espone la propria storia (padre "assente" e madre autoritaria, dipendenza dall'alcol, psicoterapia individuale e di gruppo, ritiro spirituale, presa di coscienza delle proprie possibilità, uscita dalla dipendenza). Nei capitoli successivi, indaga sulle cause e su alcune manifestazioni della dipendenza affettiva, come: l'amore-passione; la depressione; i problemi causati da separazione e divorzio; il lutto; l'alcolismo e la tossicomania; la compulsione alimentare. Chiude il volume una breve Bibliografia.
Le parabole commentate da Anna Maria Cànopi in queste pagine pongono davanti ai nostri occhi due modi opposti di condurre l'esistenza: o secondo il Vangelo o secondo la mentalità del mondo. I racconti toccano vari aspetti della vita. La prima grande alternativa riguarda il posto accordato alla Parola di Dio: la leggiamo e meditiamo con assiduità o la lasciamo cadere nel vuoto (parabola delle due case)? La parabola degli invitati al banchetto di nozze ci interroga sul posto che riserviamo a Dio nelle nostre scelte: egli è per noi una Persona o è solo un "valore"? Due parabole poi - quella del ricco epulone e quella del giudice iniquo - ci interrogano sul nostro modo di rapportarci con il prossimo. Le ultime tre parabole mettono in evidenza gli atteggiamenti fondamentali che si addicono ai veri "discepoli" di Gesù: saper rischiare tutto per il Regno dei Cieli (parabola delle mine); essere sempre disponibili a compiere la volontà del Padre (parabola dei due fratelli); collaborare al piano di salvezza di Dio (parabola dei vignaioli omicidi).Queste parabole offrono, in sintesi, un fondamentale insegnamento: durante la vita ci troviamo a dover prendere tante decisioni. Per quanto irrilevanti esse possano apparire ai nostri occhi, non bisogna mai trascurarle o affrontarle con leggerezza. In ogni istante, infatti, si decide per l'eternità.
Le Lettere di Paolo sono una sintesi teologica altissima e nello stesso tempo indicano un percorso di spiritualità di grande spessore. Paolo ha contemplato Cristo e ha parlato del mistero cristiano con una profondità irraggiungibile; meditare i suoi testi significa attingere alla fonte più genuina del mistero di Cristo Gesù, morto e risorto per indicarci una strada d'accesso a Dio, non condizionata dalla paura della legge. L'autore, studioso del pensiero paolino, con queste pagine offre una introduzione mistagogica alla vita cristiana, così come Paolo l'ha contemplata e annunciata nei suoi scritti.
B. Gaudiano rivisita con un linguaggio evocativo e poetico le 15 stazioni della via crucis tradizionale."Seguire il Signore nella via della croce è divenire partecipi di Maria, la Madre, che vive in sé e con tutta l'umanità il soffrire, il morire, il risorgere del Figlio. È unirsi alla liberazione dal male operata dal Signore e operante in ogni uomo e donna della terra" (dalla Premessa).La struttura di ogni stazione, oltre al tradizionale invito all'adorazione di Cristo e all'invocazione mariana finale, si articola a tre voci. Dopo la proclamazione del brano (o dei brani) biblico relativo, una donna legge la preghiera detta da Maria, il sacerdote o il diacono dà voce alla risposta di Gesù, l'assemblea risponde con le parole dei credenti.
Ma tu chi sei, Gesù? È una domanda che ci tocca da vicino. In queste cinque intense meditazioni bibliche, l'autore tenta di trovare risposte mettendosi nei panni di uomini che Gesù stesso ha reso inquieti e aiutando anche noi a farci contemporanei dell'uomo di Nazaret. "Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro?", voleva sapere Giovanni il Battista. "Sei tu il Cristo, il figlio di Dio benedetto?", indagava il sommo sacerdote Caifa. "Tu sei il re dei Giudei?", è la domanda formulata dal prefetto Ponzio Pilato. E "Chi sei, o Signore?", chiede infine Saulo, il persecutore dei cristiani. E non basta! Gesù stesso aveva avviato il primo sondaggio d'opinione della nuova storia: "La gente, chi dice che io sia?". In questo caso sarà Pietro a dare la risposta che orienta e conferma la nostra fede. Carsten Peter Thiede ci coinvolge in una storia affascinante, addirittura avventurosa. Insegnandoci la pazienza dello studioso di cose bibliche (tra resti archeologici, manoscritti, testimonianze incrociate?) ci mostra nuovi nessi, cambia il nostro punto di vista, ci consente un'infinità di esperienze rivelatrici, ci fa sentire la drammaticità di un'epoca. E ci conduce molto vicini all'oggetto di tutto questo: Gesù. Lasciandosi guidare da questo esperto, il lettore acquista una fede più consapevole, capisce quali sono i momenti decisivi della rivelazione del Figlio di Dio agli uomini e impara ad amare il Salvatore promesso all'umanità nella concretezza della sua presenza in mezzo agli uomini?
Il libro di Tito Paolo Zecca tratta degli angeli. In particolare dell'angelo custode visto nella vita e negli scritti di Gemma Galgani. Attraverso la narrazione di eventi che hanno dello straordinario nella vita di questa santa, emerge la funzione dell'angelo custode nella sua vita. È una lettura di esclusivo interesse spirituale. La straordinarietà di molti episodi può incuriosire, ma resta la storia di esperienze mistiche che, a chi non le sperimenta resta comunque l'idea di qualcosa di soprannaturale che di certo esiste nella vita degli uomini. Del resto, anche Gesù nel vangelo parla degli angeli.
F. Bisogno individua alcune "malattie" dell'anima che spesso condizionano il vivere quotidiano. In cinque capitoli sono trattati atteggiamenti mentali e affettivi basati su: mancanza di fiducia in sé e negli altri (Spalle curve), ansia di tenere tutto sotto controllo (Ipocondria), difficoltà a digerire "bocconi amari" (Cattiva digestione), piccole ferite psicologiche (Tagli, ferite e bruciature), mancanza di amore (Circolazione difettosa).Per ognuna di queste "malattie" viene proposta una medicina: ora è necessario un tranquillante a base di Carità, ora un digestivo a base di Autoironia, ora una pillola di partecipazione, e così via. In sintesi, l'autrice fornisce suggerimenti pratici per modificare le convinzioni e i comportamenti che incidono negativamente su un sereno rapporto con se stessi e con gli altri. Tali antidoti sono strumenti dell'amore divino, nel quale tutto trova la sua ragione di vita.
L'assunto su cui si basa il testo è che la solitudine è connaturata all'essere umano. Ogni uomo è necessariamente solo nella sua originalità, nelle sue peculiarità di persona unica e irripetibile, ma anche nelle esperienze della vita, nelle quali nessuno può sostituire un altro. Ci si può quindi sentire soli anche in mezzo agli altri, e in questo la solitudine si distingue dall'isolamento, che è la scelta consapevole di vivere lontano dagli altri. A seconda di come si vive la solitudine, si può entrare in un'angoscia paralizzante o uscirne liberi e più coscienti della propria originalità. Quest'ultima via è quella percorsa da V. Albisetti, secondo il quale la solitudine è il mezzo per "accedere al significato più profondo dell'esistenza umana". Questo può comportare sofferenza, ma "non esiste coscienza di sé senza dolore". In definitiva, la solitudine è un passaggio obbligato per crescere psicologicamente e spiritualmente.