Una meditazione esegetica su due brani del Nuovo Testamento: il primo, tratto dal Vangelo, è quello del celebre incontro tra Tommaso e Gesù risorto (Giovanni 20,26-29: "Perché mi hai veduto hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!"); il secondo è un passo della Prima lettera agli Ebrei (1 Pietro 1,1-9: "Voi lo amate pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui"). La domanda da cui il cardinal Martini parte è: Cosa vuol dire che c'è una beatitudine per coloro che non hanno visto e credono? Dopo aver brevemente scorso parole analoghe all'interno del Nuovo Testamento, Martini sottolinea come due siano essenzialmente le vie della felicità additate dal Vangelo: quello del verificare personalmente un dato e quella del fidarsi incondizionatamente. Gesù ha voluto che la sua manifestazione al mondo passasse sia attraverso segni da vedere e da toccare, sia attraverso gesti di fede da compiere. Credere senza vedere è il prezzo della libertà. Ed è anche un ponte verso l'eterno, quella vita in pienezza a cui tutti siamo destinati. È la pubblicazione della conferenza-meditazione tenuta dal cardinale all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Istituto di Scienze Religiose Massimiliano Kolbe, di Vallo della Lucania (Salerno).
Di solito, per Natale, sono i bambini a scrivere una lettera a Gesù. Questa, invece, è una lettera che - per finzione letteraria - Gesù Bambino scrive "all'uomo che Dio ama" dal grembo di sua Madre. E la fa trovare all'autore nella buca delle lettere, forse perché, essendo questi prete e giornalista, troverà il modo di farla conoscere. In 7 capitoli (Sono Dio!, Maria: l'accoglienza, Giuseppe: l'obbedienza, Elisabetta: il servizio, Giovanni: la rivelazione, Il regno di Dio: tra attesa e compimento, Il mio Natale buono!) Gesù Bambino parla di sé, della fedeltà di Dio, dei temi piccoli e grandi della fede, motivando gli uomini e le donne d'oggi a un'accoglienza profonda di un mistero che chiede di essere tradotto in testimonianza e vita.
Il testo segue il ritmo dei quattro testi evangelici delle Domeniche di Avvento. Di essi, per ogni settimana, è stato colto un nucleo centrale, e in particolare:- la "casa" del proprio cuore, in cui ciascuno deve vegliare attentamente per essere disponibile all'incontro con il Signore; il "deserto", come luogo di conversione; la "strada", come immagine della nostra storia, lungo la quale, sull'esempio del Battista, siamo chiamati a dare testimonianza; la "grotta", come culmine del cammino spirituale di Giuseppe e di Maria, alla quale ci si arriva con un atteggiamento di fiducia totale del progetto di Dio. Per ogni domenica vengono suggerite due attività (da scegliersi da parte dell'animatore secondo il proprio gruppo), una sorta di "cornice" che crea un legame tra queste e alcuni momenti della celebrazione eucaristica (ingresso, atto penitenziale, liturgia della Parola, Credo), un breve momento di preghiera a conclusione dell'incontro e qualche suggerimento concreto per migliorare il servizio liturgico. Alla fine del testo, uno schema di celebrazione mariana in preparazione al Natale e la preghiera del ministrante. Uno strumento agile e flessibile per far crescere nei ragazzi la sensibilità nei confronti della pastorale liturgica e vocazionale. Un sussidio concreto per accompagnare i ministranti a crescere nello stupore e nella gioia del loro servizio all'altare.
Ogni giorno l'autore propone pochi versetti del Vangelo insieme con brevissimi spunti di riflessione per aiutare il lettore a lasciare dimorare Dio nella propria vita.
Faouzi Skali, specialista riconosciuto del sufismo, mettendo a confronto Vangelo, Corano e testi mistici dell'islam, evidenzia il ruolo del maestro-Gesù, che usa "tutti i mezzi per risvegliare il discepolo e suscitare in lui una dimensione d'amore che inglobi tutto il creato", e traccia il ritratto di un Gesù che ci invita alla religione del cuore, oltre le barriere confessionali. Eminenti maestri sufi come Ghazzâli, Rûmi o Ibn 'Arabi hanno visto in Gesù il "Sigillo della santità", così come Maometto è il "Sigillo della profezia". Attraverso gli insegnamenti dei maestri sufi, la figura di Gesù, nel suo rapporto con Maria, il Battista e gli Apostoli, assume tonalità e sfumature di grande coinvolgimento emotivo e spirituale. "Un'opera che si pone nel solco del dialogo interreligioso, antidoto a tutte quelle forme di estremismo che lo impediscono, precludendo ogni forma di conoscenza reciproca" (dalla Presentazione). Il dialogo incessante dei monoteismi ritrova, in questo volume, una delle sue espressioni più belle e attuali.
L'Autore ricostruisce un racconto dettagliato delle apparizioni della Madonna avvenute a Ghiaie di Bonate, in provincia di Bergamo, nel maggio del 1944. La prima parte del testo racconta le singole apparizioni; la seconda parte, invece, contiene il commento dell'Autore su ogni apparizione. I fatti ebbero, all'epoca, una valutazione dubitativa, anche se provvisoria. Si era nel 1948. Ora, l'Autore ritiene necessario, per una corretta valutazione dei fatti, che il caso venga nuovamente esaminato da parte delle autorità competenti, soprattutto dopo la constatazione di elementi di illegalità e di pregiudizio che condizionarono la prima valutazione. E se la Madonna è veramente apparsa a Ghiaie di Bonate?
Aprire gli occhi del nostro cuore, accettare di vedere anche i nostri limiti e il nostro senso di impotenza in talune situazioni. Non per scoraggiarci e intristirci, ma per offrire al Signore con fiducia la nostra impotenza, e credere che soltanto lui può darci la forza necessaria, la luce per capire cosa è bene e come agire. È buona cosa rivedere i nostri obiettivi, cosa vogliamo cambiare nella nostra vita, come vogliamo cambiare. Soprattutto mettiamo amore in ciò che desideriamo e una sconfinata fiducia in Dio.
Un corso di esercizi spirituali per tutti, dove sia la Bibbia sia la proposta spirituale di Ignazio di Loyola vengono coniugati e presentati in maniera veramente provocatoria, con l'unico obiettivo di mettere ordine nella propria vita, vivendo con lealtà e purezza di coscienza la sequela di Gesù Cristo.