Il fenomeno depressivo è doloroso da sopportare, perché colpisce l’essere umano nel suo umore e nella sua vitalità. Sotto la sua influenza, si diventa vittime di una distorsione nel modo di giudicare se stessi e il proprio futuro. La sofferenza e lo scoraggiamento possono talvolta sembrare insormontabili. In questo libro, l’Autrice porta un po’ di luce dove spesso si vede solo ombra. Si tratta di una guida utile che permette di vivere meglio il periodo di una eventuale depressione. È un libro di incoraggiamento e di speranza e anche di indicazioni pratiche che possono essere utili non solo alla persona che sperimenta la depressione, ma altresì a chi le vive accanto. E poi è utile a tutti conoscere taluni meccanismi di disagio e di sofferenza, anche per prevenirli. Inoltre, chissà, forse il fenomeno depressivo esiste per ricordarci alcuni bisogni irrinunciabili che nella nostra società attuale stiamo trascurando.
Un accorgimento dell’Autrice: Sono evidenziate in grigio le parti del libro che si possono leggere facilmente anche in fase acuta di depressione e magari con difficoltà di concentrazione.
AUTRICE
Francine Lamy è psicologa clinica e ha uno studio privato a Trois Rivières. Ha ideato numerosi laboratori da lei animati nell’ambito dei programmi comunitari.
Una raccolta di pensieri, frasi e massime dove sacro e profano si incontrano. Citazioni bibliche e frasi di pensatori antichi e moderni – scienziati, filosofi,politici ma anche santi e beati “costruttori del Regno” – si intrecciano svelando la comune ricerca del divino insita nel profondo dell’uomo; schiudendo frammenti della sapienza di Dio, sigillo del Padre nel cuore delle creature suoi figli. Un testo da “bere” a piccoli sorsi per illuminare le nostre giornate. “Non vi è mai capitato di camminare lungo un sentiero nutrendo lo stato d’animo di poter incontrare Dio a ogni curva della strada?”
Gilbert K.Chesterton
AUTORE Antonio Speciale,è un sacerdote paolino. A lungo ha seguito il fondatore della Famiglia Paolina, don Giacomo Alberione, come suo segretario personale.
Il tempo di invernoin cui viviamo chiama la vita consacrata a tornare con coraggio alle radici della propria identità,così come il magistero conciliare le ha indicate: riscoprire di essere un dono dello Spirito attraverso il quale Dio stesso vuole sempre di nuovo rianimare la Chiesa e spingerla nell’avventura della missione.È per questo che la vita consacrata oggi non può che essere un coraggioso laboratorio dello Spiritoe di umanizzazione,in cui sperimentare e testimoniare che è ancora possibile vivere radicalmente il Vangelo nel nostro tempo. Il percorso si articola in quattro tappe: l’assunzione delle sfide del nostro tempo,non casualmente definito invernale;la riaffermazione della vita consacrata come irruzione dello Spirito nella vita della Chiesa;una lettura d’insieme delle varie forme di vita consacrata colte come vero e proprio laboratorio dello Spirito;una presentazione delle possibili sfide antropologichedel nostro tempo,tra le quali emergono con forza quelle della santità e della cultura. “Che cosa vuol dirci il tempo d’inverno in cui ci troviamo a vivere? In una parola,antica ma sempre nuova,è un appello appassionato a tornare all’essenziale della vita cristiana.”
AUTORE
Alessandro Andreini, nato a Firenze nel 1965, è presbitero della Comunità di San Leolino. Laureatosi in Filosofia a Firenze nel 1994,nel 2000 ha conseguito il dottorato con una tesi sul pensiero etico di Bonhoeffer sotto la guida di Bruno Forte,tesi che è stata successivamente pubblicata con il titolo Dietrich Bonhoeffer. L’etica come confessione (Paoline, 2001). Ha svolto gli studi teologici presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale ed è ora docente di Catholicism presso la Gonzaga University di Firenze.La sua ricerca si concentra particolarmente sulla comprensione delle prospettive del concilio Vaticano II.
Carmelo Mezzasalma, nato a Ragusa nel 1945,si è laureato in Filosofia a Firenze.Poeta, saggista e critico letterario, ha pubblicato numerosi studi di letteratura, teologia e musicologia,in varie riviste italiane e straniere,con un attenzione particolare alla mistica carmelitana. Ha fondato e guida la Comunità di San Leolino,che si dedica al dialogo tra fede e cultura, con una riflessione attenta all’esperienza della santità cristiana, promuovendo seminari, convegni e attività culturali presso l’omonima Pieve nel Chianti,in diocesi di Fiesole.È docente di Letteratura poetica e drammatica presso l’Istituto Superiore di Alti Studi Musicali «L. Boccherini» di Lucca.
Il testo propone una lectio divina sulla Lettera ai Filippesi,la prima comunità cristiana fondata da Paolo nel continente europeo e formata da pagani convertiti al cristianesimo. Il legame di vicendevole amore che unisce i Filippesi a Paolo emerge molto bene dalla Lettera che l’Apostolo scrive loro mentre è prigioniero a Efeso o forse a Roma. Egli parla dalla pienezza del cuore, intrecciando liberamente confidenze personali con esortazioni spirituali e profondi insegnamenti. Paradossalmente, la nota dominante di questa «lettera della prigionia» è proprio la gioia spirituale. Significativo infatti è che nel testo relativamente breve della Lettera (solo quattro capitoli) ricorrano ben sedici espressioni esplicite riguardanti la gioia,tutte ancorate all’essenza stessa della vita cristiana,ossia alla fede,alla speranza e alla carità,come pure alla sofferenza abbracciata per amore di Cristo e della Chiesa. I sei agili capitoli in cui si articola la lectio percorrono il tema della gioia nei suoi diversi aspetti: non ci viene proposta una gioia «spensierata», un godimento sensibile, mondano, ma la gioia pura, sovrannaturale, che sgorga dall’amore di Cristo e trasfigura tutti gli eventi dell’esistenza.
AUTRICE Anna Maria Cànopiè abbadessa dell’abbaziabenedettina “Mater Ecclesiae” sull’isola di SanGiulio (Novara). Già conosciuta e apprezzataper la sua collaborazione all’edizione dellaBibbia CEI e alle edizioni ufficiali del Messale edei Lezionari liturgici, è voce autorevole nel-l’ambito della spiritualità biblica, liturgica emonastica. Numerose le sue pubblicazioni di ampio respi-ro ecclesiale. Con Paoline ha pubblicato moltitesti, fra i quali recentemente: La GrandeSettimana(20072),La santa Messa(2008),oltreai dodici volumetti di lectio divinanella collanaCOLTIVARE LA PAROLA.
Antologia di detti e aneddoti relativi a 23 personaggi vissuti a Bassora in Iraq,tra il 630 e l’800,nella stagione di fondazione dell’ascetismo islamico.Si divide in quattro sezioni:1) Malik b.Dinar;2) gli asceti che possono essere considerati tra i precursori immediati di Malik;3) Hasan,maestro di Malik e fondatore della prima scuola ascetica di Bassora;4) i condiscepoli di Hasan,compagni di Malik. I 633 testi sono accompagnati da un apparato sintetico di note non accademiche ma di spiegazione.Lo scopo è triplice:a) spiegare anzitutto al lettore eventuali passaggi oscuri ove qualche detto o aneddoto lo necessiti;b) indicare le fonti,islamiche o bibliche,a cui numerosi brani fanno diretto o indiretto riferimento;c) presentare alcuni "istituti" tipici del pensiero e del mondo religioso islamici:la concezione della vita,della morte,del giudizio ultimo,del matrimonio e del divorzio,dell’eredità,del digiuno e della preghiera,del pellegrinaggio e dell’elemosina,del destino e del libero arbitrio.Alcune note di tipo storico-biografico presentano personaggi e fatti che si affacciano qui e là nei testi. I testi sono preceduti da un’ampia Introduzione in quattro capitoli:1) nel primo viene descritto il contesto storico-culturale in cui vissero gli asceti;2) nel secondo si racconta l’emergere della corrente ascetica dal tempo di Maometto sino all’apparire dei nostri protagonisti;3) nel terzo si espongono le grandi idee e intuizioni spirituali che percorrono l’antologia;4) nel quarto si presenta un personaggio che ha un ruolo ispiratore di questi asceti: il "Gesù islamico". A chiusura dell’Introduzione vi sono le notizie biografiche reperite su ciascun autore.Un Indice analitico finale consente al lettore di rintracciare più facilmente i temi di interesse.
CURATORE Ignazio De Francescosi occupa di letteratura cristiana antica in lingua siriaca e di letteratura ascetica islamica.Presso Paoline ha pubblicato,di Efrem il Siro,Inni Pasquali (2001);Inni sulla Natività e sull’Epifania (2003); Inni sul Paradiso (2006). Di prossima uscita, presso Arnoldo Mondadori/Lorenzo Valla, Detti arabi di Gesù(in collaborazione con Sabino Chialà).
Riflessioni maturate dall’autore in diversi momenti della propria vita:leggendo, giocando con i bambini,lavorando la terra,pregando,con il cuore in pace o in subbuglio,lungo giornate di gioia o di dolore...Pensieri di terra e di cielo su situazioni,volti,su quello che Dio ci dona giorno dopo giorno,senza dimenticare quello che ci ha promesso e che non abbiamo ancora visto. Tema ricorrente è la fuga dei giorni.Inevitabilmente ci accorgiamo di come il tempo scorra sempre più in fretta.Ci accorgiamo di essere sempre più gente che scappa e sempre meno gente che spera e attende:afferrati dall’attimo che fugge, il passato e il futuro non sono più davvero parte della nostra vita.Per il credente,invece,ed è ciò su cui insiste particolarmente l’autore,la fede e la speranza, avvalendosi di memoria,spingono verso il futuro,per attendere e affrettare «la venuta del giorno di Dio»,dei «nuovi cieli» e della «terra nuova» promessi (2Pt 2,12-13). I contenuti dei capitoli sono, secondo le caratteristiche della collana, espressi in pensieri, frasi, aforismi, molto semplici e incisivi, che rispecchiano la profondità,la ricerca e la spiritualità dell’autore. A chi ci dice che il futuro va costruito rispondo:no,meglio aspettare che ci venga incontro.È pensabile che il segreto della fede stia tutto nella capacità di fare posto all’imprevisto che in ogni ora del giorno può venirci incontro.
AUTORE Daniele Garotada anni appassionato indagatore dei temi ultimi e decisivi della fede cristiana, ha già pubblicato diversi libri. Tra i più recenti, usciti presso Paoline Editoriale Libri, ricordiamo:L’onnipotenza povera di Dio(Milano 2001); Il coltello di Abramo. La fede tra domanda e paradosso(Milano 2003);La roccia e il martello.Sui sentieri della Scrittura sacra(Milano 2004); Fame di redenzione. Il riscatto delle cose «ultime» (Milano 2005); Cosa crede chi crede? Alle radici della fede(Milano 2008).
Il volume è il naturale seguito del precedente Lasciarsi amare da Dio,pubblicato da Paoline nel 2006.Come nel primo volume,il Padre nostroè esaminato attraverso un’intervista ad alcune personalità di spicco: in questo caso, Bruno Maggioni,Piero Coda, Anselm Grün,Gino Rigoldi, Angelo Scola. Le interviste sono accompagnate da brani – riguardanti la preghiera in generale e il Padre nostro in particolare – di diversi autori,tra i quali:Teresa di Lisieux,Joseph Ratzinger,Tonino Bello,Giorgio Basadonna,Silvano Fausti, Albert Vanhoye,Carlo Maria Martini,Divo Barsotti. Molti i temi che emergono dalle interviste e dai brani:il rapporto del credente con Gesù e i fratelli, la paternità di Dio, la misericordia e il perdono divino e umano,la preghiera con la sua bellezza e le sue fatiche,il problema del male,l’esperienza della prova di fede e della tentazione,l’equa distribuzione dei beni,l’impegno del cristiano nella società.
AUTRICE Cristina Uguccioni è nata e vive a Milano. Laureata in filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,è giornalista professionista.Collabora con varie testate fra le quali Jesus e Il Foglio. Con Paoline ha pubblicato La Parola che amo. Conversazioni con Giorgio Basadonna,Tarcisio Bertone, Anna Maria Cànopi, Luigi Ciotti, Silvano Fausti, Chiara Lubich, Giovanni Reale, Gino Rigoldi, PierAngelo Sequeri (2005) e Lasciarsi amare da Dio. Conversazioni sul Padre nostro con Maria Ignazia Angelici, Luigi Ciotti, Angelo Comastri, Rinaldo Fabris, PierAngelo Sequeri (2006).
Un monaco cattolico e una psicanalista – ebrea e agnostica – s’incontrano in un momento in cui soltanto una nuova esperienza di Dio può salvare la loro amicizia e rinnovarla. Il loro dialogo diviene confronto serrato tra la tradizione ebraico-cristiana, che rischia di non possedere più alcuna creatività culturale,e le culture della modernità,che rischiano di avvizzire nel loro dogmatismo scientistico. Nell’incontro tra Simon e Ruth,la fede si lascia purificare dalle sue componenti oppressive, dal Dio perverso che chiede all’uomo sacrifici di sangue. Mentre il pensiero psicanalitico e laico torna a desiderare una felicità e una pienezza umane al di là degli steccati della ragione. Si fa strada una nuova esperienza della verità, che si dà solo nel dialogo appassionato tra le persone,come evento relazionale,terapeutico e salvifico al contempo.
AUTORE Marie Balmary, psicanalista, ricercatrice eautrice di saggi che hanno conquistato moltilettori,sceglie per la prima volta la forma dellaparabola,ispirandosi,tra l’altro,al dialogo avutoin prima persona con il monaco Marc-François,fratello dello psicanalista Jacques Lacan. Conquesto peculiare e appassionante racconto ciconduce in un mondo di relazioni liberanti.
Un’indagine su alcune delle più potenti emozioni che attraversano il cuore e l’esistenza umana:le passioni.Troppo spesso,nella cultura religiosa di matrice cristiana,e non solo,le passioni sono state considerate in modo negativo,come qualcosa da cui liberarsi.In realtà,se la persona umana ne è così profondamente segnata,ciò significa che nel piano creativo le passioni hanno un senso.Guardando alle passioni in un’ottica plurale e nella loro specifica connotazione cristiana,il volume si propone di offrire non un vademecum per la loro gestione, ma piuttosto stimoli a pensare e a vivere tutto ciò che il Signore ha posto nell’uomo secondo la misura alta dell’amore. Così l’indagine su Il piacere,a partire dal testo del Cantico dei Cantici 1,1-4,si avvale dei contributi di Gianni Barbiero,Renzo Cresti,IlhamAllah,Chiara Ferrero,JeanYves Leloup,Gualtiero Marchesi e Chiara Sciunnach.Il tema de Il desiderio,intorno al brano di Daniele 13,1-2.7-23,è commentato da Benito Marconcini,Carmelo Vigna, Armido Rizzi, Philip Hanson, Karl Golser, Donatella Puliga. La tematica de La vergogna, introdotta dal brano biblico di Genesi 2,25; 3,7-13, è approfondita da Bruno Moriconi, Luigi Anolli, Giancarlo Miccò, Maria Emanuela Novelli,Alessandro Sesti e Giovanni Nicolini. L’esperienza tragica de La disperazione, illuminata dal brano di Matteo 27,3-9,è approfondita da Michele Mazzeo,Vinicio Albanesi,Eugenio Borgna, Salvatore Niffoi, Riccardo Riccardi, Gabriel Renato Camagni. Sul tema de L’invidia, introdotto dal brano biblico di Genesi 4,3-8, si concentrano le riflessioni di Enzo Bianchi,Paolo De Nardis,Ignazio Sotiriadis,Olaf Lippke,Simonetta Matone e Raffaele Luise. Infine, Alexis Leproux, Vittorino Andreoli, Patrizia Manganaro, Letizia Tomassone, Elio Andriuoli, Elmar Salmann si interrogano, sullo sfondo del testo di Sapienza 7,1-7,sul tema de La fragilità.
CURATORI
Piero Ciardellaè direttore dell’Istituto superiore di Scienze Religiose «B.N. Stenone» di Pisa,docente di filosofia teoretica e segretario del Coordinamento delle Associazioni Teologiche Italiane.
Maurizio Gronchi insegna cristologia nella facoltà di teologia della Pontificia Università Urbaniana ed è membro del consiglio di presidenza dell’Associazione Teologica Italiana.