Nell'universo interculturale contemporaneo si spalancano minacciosi panorami di scontri di civiltà e si rafforzano pericolosi meccanismi di difesa della propria identità. Mai come oggi l'Occidente si sente minacciato dai vari fondamentalismi e troppo facilmente riduce la complessità dell'Islam a quella di una piatta categoria aggressiva. Ecco allora che un volume sulla religione dell'Islam - da Maometto fino alle nuove spiritualità islamiche di oggi - è strumento prezioso di conoscenza dell'altro.
La religione dell'Israele antico; il giudaismo del Secondo Tempio, il periodo forse più tormentato e drammatico, ma anche creativo e decisivo, della storia millenaria di questa religione; il cosiddetto rabbinismo - cioè il tipo di ebraismo che si formò in conseguenza della crisi vissuta tra I e II secolo dell'era volgare e che ha costituito la forma dominante di ebraismo nei secoli successivi - e la formazione delle differenti tradizioni giudaiche; la diffusione della diaspora e, infine, le correnti riformate sorte tra Otto e Novecento che costituiscono il contributo più importante in periodo moderno alla storia della religione ebraica. Questo volume ha il pregio di fornire una ricostruzione completa e organica delle vicende che hanno portato alla elaborazione di un'esperienza religiosa centrata nelle relazioni problematiche e piene di tensione tra Dio e il popolo: Dio, Toràh, popolo ebraico e il rapporto tra questi tre elementi definiscono, dall'inizio a oggi, l'essenza del giudaismo.
Il volume è il tentativo di diffondere attraverso "dialoghi possibili" scritti da studiosi e affidati al teatro, alla radio, a queste pagine, ad altre forme di comunicazione, la conoscenza oggi circoscritta, sfocata o distorta, di cinque figure-chiave della storia italiana: Francesco Crispi, Francesco Saverio Nitti, Donato Menichella, Luigi Sturzo e Giuseppe Di Vittorio. Il progetto nasce dalla constatazione che è oggi debole, debolissima, la consapevolezza del contributo di idee e di azione degli uomini e delle donne che hanno concretamente lavorato a disegnare il paese. Non vi è un orgoglio diffuso nell'avere questi e altri "padri fondatori". La conoscenza, lo studio, anche di primissimo livello, rimangono prerogativa degli "specialisti", non concorrono alla formazione di una cultura politica nazionale. L'opera racconta il percorso di costruzione del progetto, raccoglie i dialoghi costruiti dagli studiosi, le schede di presentazione dei personaggi e le scene degli incontri. I dialoghi anticipano la fase drammaturgica, mentre ai testi degli studiosi segue un esempio di traduzione teatrale.
"Las Casas godeva di una pessima fama presso i coloni spagnoli, come uomo intemperante e ostinato. Il suo torto maggiore era aver restituito tutte le terre e liberato tutti gli indios che gli erano stati assegnati. La sua tesi era che la conquista del Nuovo Mondo e la conversione degli indios, attuate con la violenza, non avevano alcuna giustificazione teologica. Quello che potremmo chiamare il 'multiculturalismo pacifista' di Las Casas da al suo pensiero una straordinaria attualità teorica e politica." Danilo Zolo
Il disegno della lepre che Visnu impresse nella luna attingendo al succo delle montagne, i dispetti del Buddha bambino, gli amori di Siva, i viaggi iniziatici nel regno dei morti, le grandi metamorfosi cosmiche, le intramontabili storie d'amore, le grandi epopee di eroi, sovrani e demoni narrate nel Ramayana e nel Mahabharata, i due più grandi racconti epici della civiltà indiana. Le pagine di questo libro guidano il lettore, storia dopo storia, a una piena comprensione della mentalità e della civiltà indiane. Per cogliere l'anima dell'india e della sua cultura è infatti indispensabile assorbirne i miti: narrare e ascoltare le antiche leggende è ritenuto dagli indiani un atto di profonda religiosità, capace perfino di abbreviare il transito nel giro doloroso delle rinascite.
Le pratiche disumane di Guantanamo o l'occupazione militare dei territori in Afghanistan e in Iraq hanno alimentato - e non prosciugato - l'odio verso l'Occidente, il fervore nazionalista e l'estremismo religioso, miscela esplosiva del terrorismo del nuovo millennio. Domenico Tosini analizza lucidamente questo panorama desolato, e sostiene che il solo modo per combattere - e vincere - la nuova guerra al terrorismo passa per la comprensione della sua logica e delle sue motivazioni politiche e religiose. Il primo capitolo affronta il problema della definizione di terrorismo. I due capitoli successivi esplorano le forme che esso ha assunto dal secondo dopoguerra a oggi e il terzo capitolo ne analizza le cause. Gli ultimi due capitoli sono dedicati alle reazioni delle società colpite dal terrorismo e agli 'errori' della guerra americana.
Il modello sociale europeo - il suo sistema di welfare e di protezione sociale -, considerato da molti il fiore all'occhiello del Vecchio Continente, è entrato in grave sofferenza in molti Stati dell'Unione. La sua riforma è una questione urgente insieme alla necessità di riawiare la crescita economica. I paesi europei che hanno registrato i risultati peggiori hanno molto da imparare da quegli Stati che hanno saputo gestire in modo più efficace le nuove sfide. Di fronte all'impatto della globalizzazione, bisogna affrontare cambiamenti radicali: la trasformazione dello stile di vita deve entrare a pieno titolo nella definizione di welfare e le problematiche ambientali devono essere messe in rapporto diretto con gli altri doveri del cittadino.
Dopo il lungo decennio khomeinista del 1979-89, nella Repubblica Islamica dell'Iran si è verificata una lenta transizione normalizzatrice. Il doppio mandato presidenziale di Khatami, eletto nel 1997 da un blocco politico e sociale molto variegato, è stato l'apice di quella transizione, espressione piena del desiderio nazionale di lasciarsi la rivoluzione alle spalle. Nell'estate del 2005 l'illusione riformista si è scontrata però con l'ascesa politica del 'partito dei militari', coronata dall'elezione presidenziale di Ahmadinejad. In questo nuovo libro Renzo Guolo delinea un'analisi storica, politica e sociologica della complessa realtà iraniana, dagli orientamenti religiosi e politici delle fazioni di regime alle loro rivisitazioni, a fini politici, della tradizione religiosa; dal ruolo dei diversi attori in campo (intellettuali religiosi, donne, studenti) ai mutamenti della sfera familiare indotti dal regime; dalle alleanze internazionali, alle esigenze energetiche del paese, alla questione del nucleare, al conflittuale rapporto con l'Occidente.
"Alla notizia della morte di Annibale, Scipione era stato colto da una sensazione presaga: non gli sarebbe sopravvissuto a lungo. Non gli era stato amico, il Cartaginese; era stato il più grande e il più nobile dei suoi nemici e le loro vite si erano intrecciate più e più volte, legate sempre con il filo doppio del destino, quasi che l'esistenza dell'uno traesse motivo e giustificazione da quella dell'altro." Scipione e Annibale: antagonisti, affini, speculari. Giovanni Brizzi racconta le loro vite tangenti in un saggio storico che ha il passo del romanzo.
Libri, cattedre universitarie, riviste, dibattiti accademici: tutto ciò che un tempo costituiva la fonte principale di informazione storica appare sovrastato da nuove forme di comunicazione. L'uso pubblico della storia si è oggi dilatato oltremisura, e se fino a qualche tempo fa erano gli storici a informare le opinioni comuni sul nostro passato, oggi sono i soggetti politici, i mass media, gli opinionisti della carta stampata a svolgere questo ruolo. Stefano Pivato si interroga su come stia cambiando, oggi, il mestiere di storico e quanto sia necessario che gli specialisti comincino a mettere la divulgazione al centro delle proprie riflessioni e dei propri dibattiti. La vera domanda non è infatti tanto a che serve la storia, quanto, piuttosto, a chi serve.
Intorno al delicato nodo del significato e della pratica della cittadinanza in relazione alle migrazioni ruotano molte delle tensioni che sono venute alla luce negli ultimi anni. Attraverso una panoramica internazionale dei più recenti studi sull'argomento, l'autrice delinea le differenti soluzioni di fuoriuscita dall'impasse in cui versa l'istituto della cittadinanza in una società in cui la comunità dei residenti non coincide più con la comunità dei nazionali: naturalizzazione degli stranieri lungo-residenti, appartenenza transnazionale (che si concretizza nel fenomeno dei titolari di doppia cittadinanza), cittadinanza cosmopolitica o post-nazionale, sopranazionale (oggi esemplificata in particolare dalla cittadinanza europea) o multiculturale.
La prima funzione del medico consiste nel curare la malattia e prolungare la vita oppure nell'alleviare la sofferenza umana? Nell'assoluta maggioranza dei casi le due funzioni coincidono. Ma cosa accade quando non si può né curare né prolungare la vita e il medico si trova davanti a una sofferenza che sembra incontrollabile? Nuland affronta uno dei problemi etici più dibattuti di questo tempo, l'eutanasia, e la natura del coinvolgimento che sta alla base del guarire.