Scoperto alla fine degli anni '70, soltanto di recente il capitale sociale è diventato un tema di grande attualità nelle scienze sociali. La nozione di capitale sociale fa perno sull'idea che le scelte economiche siano influenzate dalla disponobilità di risorse non solo economiche, ma anche sociali, e in particolare dalle cosidette reti di relazioni.
L'estetica si occupa dell'arte, di una costruzione umana. Ma anche quello che si prova davanti alla natura è un sentimento estetico e il paesaggio è il luogo per eccellenza della contemplazione. In questo saggio Milani ha affrontato appunto questo tema: il paesaggio naturale in quanto categoria estetica. Avvalendosi di un'ampia messe di testimonianze non solo della tradizione filosofica ma anche della letteratura e dell'arte, egli ha costruito una guida all'esperienza estetica del paesaggio, che affronta sistematicamente ogni aspetto, portando l'attenzione su una sensibilità che, sorta di fatto nel periodo preromantico, costituisce uno degli aspetti individuali della spiritualità contemporanea.
All'antropologia urbana non interessano tanto le categorie macroanalitiche con cui l'urbanesimo è stato in genere studiato da storici, demografi e sociologi, quanto piuttosto l'arcipleago di microfenomeni che anima il multiforme "teatro" urbano: problemi della vita quotidiana, vicinato, amicizia, rapporti professionali, piccola delinquenza, bande giovanili. Un complesso tessuto sociale che fa delle metropoli un oggetto magmatico e affascinante.
Comunione e Liberazione nasce nella Milano degli anni '50 per opera di don Luigi Giussani. Il progetto religioso e il modello associativo che man mano prendono forma si distaccano nettamente dalle altre forme di associazionismo cattolico dell'epoca e puntano a coniugare esperienza interiore e visibilità esteriore. Dalla figura carismatica del fondatore alle strutture organizzative, dalla Compagnia delle opere alla scuola di comunità e ai momenti di festa collettiva: il volume ci parla di tutto questo con un occhio attento non solo a quello che CL è per chi vi aderisce, ma anche per il ruolo che ha giocato negli ultimi cinquant'anni di storia del nostro paese.
Gli immigrati che lavorano nel nostro paese svolgono, in maniera per noi conveniente, quei lavori di cui le economie ricche e sviluppate hanno disperatamente bisogno. Tuttavia, la distanza tra chi riceve i benefici e i costi percepiti dalla comunità locale è ancora troppo grande: per questo essi sono vissuti come un fardello e un fattore di disagio. Il volume fornisce un attento resoconto del mercato del lavoro immigrato, mettendo in luce in particolare il ruolo svolto dalle reti etniche nei processi di chiamata, insediamento e inserimento nel mondo del lavoro, per concludere con alcune proposte per una politica più attiva ed efficace (per noi e per loro) nei confronti degli immigrati.