Una sintesi che, ponendo un accento particolare sulla condotta del conflitto e sulle sue caratteristiche, racconta le diverse fasi della seconda guerra mondiale tra il 1939 e il 1945. Dalle "guerre secondarie" - in Polonia e in Francia - che introducono la guerra principale scatenata nel giugno del 1941 contro l'Unione sovietica, si passa all'analisi delle dinamiche che portarono gli Alleati dapprima in posizioni di vantaggio sui diversi fronti e, infine, alla vittoria definitiva. Di particolare interesse risultano le parti dedicate alla discussione dei temi di più vivo interesse nel dibattito attuale, come i bombardamenti, il genocidio e i crimini di guerra.
Albert Einstein (1879-1955) si staglia come il massimo fisico del Novecento; sulla sua figura (persino sulle sue faccende sentimentali) e sulla sua opera non cessano di uscire lavori di ricerca e di sintesi. Questa introduzione a Einstein affronta l'argomento in maniera originale: seleziona i tre grandi temi dell'opera einsteiniana, vale a dire la teoria della relatività ristretta, la teoria generale della relatività e la teoria quantistica, e li illustra partitamente collocando ciascuno anche all'interno del tracciato biografico e scientifico di Einstein. Ne viene così un testo dove i risultati del lavoro di Einstein sono meglio messi in risalto e seguiti nel loro sviluppo.
In questo volume, risultato delle ricerche condotte nell'ambito dell'Osservatorio nazionale sulle famiglie e le politiche locali di sostegno alle responsabilità familiari, gli autori offrono una descrizione ed una spiegazione assai diverse dei mutamenti del sistema di formazione delle nuove famiglie avvenuti nel nostro paese. La ritardata uscita di casa, i comportamenti sessuali prudenti, la rarefazione dei matrimoni, la difficile diffusione delle convivenze giovanili, le scelte dei rituali matrimoniali, le decisioni sulla residenza dopo le nozze e la bassa fecondità sono ricondotti a quello che, da molti secoli, è un tratto specifico della società italiana: un forte legame fra genitori e figli.
Pubblicato per la prima volta nel 1957, questo volume è un capitolo fondamentale della storiografia sulle origini della scienza moderna. Rossi vi dimostra come colui che ne è considerato il padre, affondi in pieno le radici del suo pensiero nel sapere magico-alchimistico della tradizione: Bacone emerge dalle filosofie del Rinascimento e in pari tempo le rifiuta. Il volume ricostruisce la complessità del tracciato intellettuale seguito dal filosofo inglese "dalla magia alla scienza", mostrandone sia le continuità, sia le rotture con il passato e ponendo al centro l'idea baconiana di una scienza cooperativa e pubblica, una scienza frutto del contributo di molti e finalizzata al dominio della natura e al progresso della civiltà.
Un manuale che si rivolge tanto agli studenti che frequentano i corsi di osservazione e valutazione del comportamento infantile, quanto agli operatori impegnati nell'attività clinica, agli educatori e agli insegnanti che osservano quotidianamente i bambini affidati alle loro cure. Nella prima parte del testo si illustrano i diversi tipi di osservazione - etologica, partecipante e controllata - mostrando come vengono utilizzati negli ambiti della formazione, dell'educazione e dell'attività clinica. La seconda parte è dedicata agli strumenti di valutazione del comportamento infantile nei principali domini dello sviluppo: cognitivo, comunicativo e linguistico, sociale e interpersonale.
Divenuta di uso comune, l'espressione "crisi delle identità" rimanda a una serie di fenomeni quali la confusione delle categorie utilizzate per definire se stessi e gli altri, le nuove forme di esclusione sociale, le difficoltà di inserimento professionale dei giovani. Per comprendere tali trasformazioni occorre anzitutto vedere come le identità sociali si costruiscono e si riproducono attraverso i processi di socializzazione. Questo libro presenta un quadro dei diversi approcci al problema della socializzazione: la psicologia piagetiana e le sue derivazioni sociologiche, l'antropologia culturale e il funzionalismo, la prospettiva dell'incorporazione di "habitus" e quella della realtà come costruzione sociale.
L'autrice illustra la genesi storica della cultura del consumo contemporanea, le principali teorie che hanno cercato di spiegare i comportamenti dei consumatori, i rapporti di potere implicati nelle pratiche di uso e consumo dei beni. Al chiarimento teorico sono affiancati numerosi esempi concernenti le mode giovanili e i consumi connotati in base al genere, la cucina etnica e i disordini alimentari, la televisione e le scelte del tempo libero, le spese sanitarie e i boicottaggi contro le multinazionali. Da queste esplorazioni emergono i meccanismi attraverso cui la cultura del consumo viene poi "negoziata" nella quotidianità da soggetti impegnati a costruire una propria identità e un proprio stile di vita.
Il volume raccoglie undici storie, vere e documentate, che tentano di dar voce al non detto e all'immaginazione. Nella Roma papale fra Quattro e Seicento, la Roma della costruzione dello Stato della Chiesa e poi della Controriforma, queste storie rappresentano il rapporto fra il potere e la repressione: censure, processi, difese e accuse, esecuzioni, pentimenti. Ma sono anche spaccati della politica e della cultura del tempo: dalle scelte della Compagnia di Gesù, a quelle della Chiesa sui rapporti con la minoranza ebraica, riflesse nel racconto di Marcello II e Alessandro Farnese.
Una storia della psicologia vista dall'esterno, in cui la nascita e lo sviluppo della disciplina sono situati nel loro specifico contesto culturale. La presentazione dei contributi più significativi al progredire delle conoscenze psicologiche ne sottolinea motivazioni e intendimenti originari, evidenziandone i legami con le preoccupazioni e gli interessi di un ambiente e di un momento storico-sociale. Il volume non si concentra sui fondamenti filosofici della psicologia e sulle vicende accademiche, ma piuttosto sui modi in cui le sue diverse branche hanno stabilito i propri rapporti con la società e le sue trasformazioni.
La donazione di Costantino è uno dei falsi più famosi della storia occidentale. Il testo, composto tra l'VIII e il IX secolo d.C., si presenta come l'atto con cui l'imperatore avrebbe concesso al papa Silvestro e ai suoi successori poteri e beni in Oriente, ma soprattutto in Occidente, un atto che avrebbe poi consentito la nascita di quello che per secoli sarebbe stato lo Stato della Chiesa. Invocata dai papi e avversata da molti fin dall'XI secolo, la donazione fu dimostrata definitivamente falsa nel XV secolo da Lorenzo Valla. Una questione che ha nei secoli successivi innescato il dibattito sul potere temporale dei papi, sui rapporti fra religione e politica, chiarendo molti aspetti dell'identità del paese che ospita il romano pontefice.
Due sono le visioni riguardo il modo in cui debba porsi il rapporto fra sfera sociale e sfera economica. La prima considera l'impresa come una dimensione asociale, in cui al terreno eticamente neutro del mercato è affidato il compito della creazione della ricchezza. La seconda definisce l'impresa come antisociale e il mercato come il luogo selvaggio dello sfruttamento e della sopraffazione del più debole. La visione proposta in questo volume ritiene che principi "altri" dal profitto e dal mero scambio strumentale possano trovare posto proprio dentro l'attività economica e il mercato e prospetta una diversa configurazione del settore del non profit, esempio di istituzione di welfare civile in cui il mercato è luogo di incontri civili e civilizzati.
In poche centinaia d'anni, dal V all'XI secolo, le società che abitavano lo spazio europeo subirono profondi mutamenti. L'antico mondo mediterraneo si disgregò e il vasto territorio che lo circondava a nord, il "barbaricum" abitato da popolazioni tribali, assunse molti caratteri ereditati dal mondo antico. Nacque in quei secoli una nuova civiltà che, pur conservando al suo interno fisionomie differenti, si estese gradualmente a comprendere quasi l'intero continente. Questo percorso è descritto attraverso il riferimento a recenti scoperte archeologiche, fondamentali per penetrare nelle società barbariche che non hanno tramandato testimonianze scritte, riuscendo a rendere evidenti le grandi dinamiche storiche che hanno modellato lo spazio europeo.