L’interesse della Chiesa verso i beni culturali è riscontrabile fin dalle sue origini, come dimostrano eloquentemente le più antiche opere artistiche delle catacombe cristiane. In due millenni di missione evangelizzatrice, la Chiesa ha generato un enorme patrimonio storico-artistico-culturale, che arriva a costituire l’80% di quello presente in tutte le nazioni europee ed americane. Credenti ricchi e poveri, uomini di cultura e illetterati, hanno prodotto questa variegata ricchezza per tre specifiche finalità: il culto, la catechesi, la carità. Il culto, onde mettere a disposizione della liturgia quanto la creatività umana e la fede erano capaci di produrre di più bello; la catechesi, per aiutare a proporre sotto varie forme i contenuti della dottrina cristiana; la carità, realizzata soprattutto attraverso i vari carismi della vocazione religiosa monastica e conventuale.
Tanto la Chiesa universale quanto le singole Chiese particolari hanno inoltre preposto istituzioni per la salvaguardia dei diversi settori inerenti i beni culturali di pertinenza ecclesiastica. In epoca recente la Pontificia commissione per la conservazione del patrimonio artistico e storico della Chiesa, poi divenuta Pontificia commissione per i beni culturali della Chiesa, ha operato in primo luogo per conoscere esattamente la situazione dei beni culturali della Chiesa in tutte le nazioni del mondo, onde inventariarli e catalogarli. Infine per custodire, tutelare e valorizzare ogni tipologia di bene culturale, secondo le proprie specificità, anche con il coinvolgimento a livello civile delle varie istituzioni che operano nelle singole nazioni, nonché delle organizzazioni internazionali del settore. Il volume raccoglie i documenti prodotti dal 1989 al 2002.
A venticinque anni dalla sua fondazione (1975), nel 2000 l’ITC-isr "Centro per le Scienze Religiose" in Trento si è dotato di uno strumento che, anno dopo anno, ne rifletta le scelte tematiche e il profilo e nel quale far confluire gli studi e le ricerche di quanti gravitano attorno ad esso. Esce ora il terzo tomo, relativo al 2002. L’articolazione degli Annali prevede quattro sezioni entro cui ordinare i vari contributi:
i dialoghi, riguardanti le religioni e i saperi profani, il rapporto tra tecnica, scienze naturali e discorso religioso, il confronto antropologia-teologia, tematiche ecumeniche e rapporto tra le religioni, il dialogo interreligioso;
i nodi, in cui confluiscono interventi relativi a filosofia, teologia e pedagogia delle religioni, fondazione dell’etica e pensiero religioso, approfondimenti sistematici nelle tradizioni religiose, culti e liturgie, espressioni artistiche e contenuti delle religioni;
le fonti, che hanno per oggetto le Sacre Scritture, le fonti letterarie e storiche, la vita delle comunità, la formazione delle dottrine e delle eresie, le istituzioni religiose;
le rubriche, ricche di informazioni sull’attività scientifica e convegnistica del Centro e sul Corso superiore di Scienze Religiose, aggiornamenti sulle pubblicazioni dell’Isr e sul suo patrimonio librario.
"A mio parere sono due le domande importanti a cui deve rispondere un genitore: che tipo di uomo voglio che diventi mio figlio? Come devo comportarmi perché lo diventi?". L’autore ha posto queste due domande a un seminario di studio organizzato dalla Scuola Genitori dell’AGe per gli esperti di educazione in ambito familiare.
Tenta di rispondervi attraverso una serie di riflessioni e di esempi sugli interventi educativi dei genitori, con l’intento di aiutare questi ultimi a discernere la loro immaturità, a prenderne atto e a cercare di procedere verso un migliore equilibro, insieme al figlio che viene educato.
Note sull’autore
Lorenzo Macario sdb (Rogno - BG, 1934), dedicatosi all'educazione e alla formazione dei giovani, da molti anni porta avanti ricerche e studi nel settore della pedagogia familiare, in particolare nel settore dell'educazione e formazione dei genitori. È docente di Pedagogia evolutiva presso la Pontificia Università Salesiana di Roma. Ha al proprio attivo numerosi saggi e contributi di carattere scientifico.
"La Chiesa ha bisogno dell’arte. Infatti se n’è sempre servita, e sin dalla prima cristianità la committenza di opere d’arte e di architettura costituisce un "progetto" pienamente consapevole, a cui sono state dedicate risorse ingentissime nel corso dei secoli. […] La Chiesa ha bisogno dell’arte perché essa è chiamata a predicare Cristo, Vita eterna che si è resa visibile, uomo-immagine che in ogni parola e azione ha rivelato l’invisibile Dio. Come la vita sacramentale e liturgica estende nel tempo gli effetti salvifici dell’operato di Cristo, così l’arte sacra, intimamente legata alla liturgia e considerata essa stessa un "sacramentale", estende la visibilità del Figlio di Dio" (T. Verdon).
Chiamata ad annunciare Cristo in una cultura dell’immagine, la Chiesa italiana sta riscoprendo l’arte. Dal Piemonte alla Sicilia stanno nascendo iniziative intese a valorizzare il senso religioso dell’immenso patrimonio culturale, che hanno offerto l’occasione per una seria rivalutazione del ruolo dell’arte nella missione della Chiesa.
Il volume offre una panoramica della riflessione ecclesiale intorno al tema e illustra un metodo sperimentato a Firenze da più di dieci anni, metodo che – nato sulle rive dell’Arno per spiegare l’arte generata dall’umanesimo rinascimentale, la grande stagione culturale che si estende da Dante e Giotto a Leonardo e Michelangelo – appare catecheticamente e filologicamente "corretto", nonché applicabile a diverse e molteplici situazioni ecclesiali.
Note sull’autore
Timothy Verdon, statunitense (nato in New Jersey nel 1946), è uno storico dell’arte formatosi alla Yale University. Vive in Italia da trent’anni e dal 1994 è sacerdote a Firenze, dove dirige l’Ufficio diocesano per la catechesi attraverso l’arte. Coordinatore di convegni internazionali su argomenti relativi all’arte sacra e autore di libri e articoli in inglese e in italiano, è consultore della Pontificia commissione per i beni culturali della Chiesa, Fellow del Harvard University Center for Renaissance Studies, docente presso la Stanford University e la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale.
Negli anni recenti il tema del sacrificio è stato oggetto di ripetute indagini, il che ha trasformato questa problematica in una sorta di crocevia di discipline diverse, anche fuori dell’ambito strettamente teologico. D’altra parte la riflessione sul sacrificio registra e ispira una feconda rivisitazione di molte tematiche teologiche tra loro collegate.
Il volume, che documenta i contibuti di un convegno organizzato sull’argomento dall’ITC-isr di Trento, considera la centralità interconnessa e ramificata del tema del sacrificio, proponendo una lettura di taglio multiplo (teologico, biblico, antropologico e liturgico). La problematica rimanda inoltre a ulteriori dimensioni quali quella anamnetica, ecumenica e politica: il libro si propone come stimolo a ravvivare anche queste prospettive.
Note sul curatore
Enrico Mazza, presbitero della diocesi di Reggio Emilia, insegna storia della liturgia all’Università Cattolica di Milano e liturgia nel seminario interdiocesano della sua città. Con le EDB ha pubblicato Le odierne preghiere eucaristiche, 2 voll., 21991; La celebrazione della Penitenza, 2002.
L’attentato alle Twin Towers dell’11.9.2001 sembra avere messo in luce anche la sostanziale precarietà dell’equilibrio geo-politico-religioso che, pur tra alterne vicende, era venuto instaurandosi negli ultimi secoli. All’improvviso ci si è resi conto di quanto il fatto di credere e l’oggetto del credere non siano per nulla indifferenti e divengano viceversa decisivi per il tipo di cultura che si vuole costruire o il modello di sviluppo a cui ci si richiama.
In tale contesto, il compito della sociologia è quello di valutare la natura del fenomeno religioso e l’impatto che esso assume o può assumere nei contesti societari in cui si colloca e coi quali interagisce. La religione può infatti costituire una forza di conservazione e di stabilità, oppure assurgere a elemento propulsivo e dinamico di destabilizzazione dello status quo. L’attuale situazione mondiale mette chiaramente in luce quest’ambivalenza.
Il manuale, frutto di una prolungata esperienza didattica, fornisce in primo luogo un’analisi e le categorie centrali per una valutazione approfondita dell’esperienza religiosa, di cui delinea i fondamenti generali. Passa poi a indagare gli approcci specifici del fenomeno, tra cui in particolare la religiosità popolare, i nuovi movimenti religiosi, la magia e l’esoterismo, l’occultismo e il satanismo.
Note sull’autore
Margherita M. Romanelli si è laureata in sociologia nel 1992 presso l’Università La Sapienza di Roma; nella stessa università ha seguito il corso di perfezionamento su "Movimenti e istanze religiose di oggi" (1997-1998) e all’Università degli Studi Roma-Tre il corso di perfezionamento in "Scienze della Religione" (1999-2000). Ha pubblicato lo studio "Consumismo e ambientalismo secondo la scuola sociale cristiana" in Aa.Vv., La cultura e i valori, Roma 1996, pp. 47-71, e dal 1996 tiene il corso di Sociologia della religione presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose del Pontificio Ateneo Antonianum di Roma.
È una storia vera che si intreccia con numerose altre vicende reale. Mediante la conoscenza di numerosi sacerdoti esorcisti e di persone coinvolte nella possessione diabolica, il protagonista penetra gradualmente nel mondo degli esorcismi fino a collaborare con i sacerdoti in numerosi esorcismi; di conseguenza, la descrizione di quanto avviene durante i medesimi e le risposte dei demoni, è frutto di diretta osservazione. Dal racconto emerge costantemente l'infinito amore di Dio che desidera ardentemente la salvezza di ogni persona, che è costata il sacrificio di Gesù Cristo. Ma l'Onnipotente Dio, alla cui maestà e regalità i demoni si sottomettono tremanti, come dimostrano gli esorcismi, non può salvarci senza la nostra personale conversione.
In tempi di nuova evangelizzazione in un mondo secolarizzato assume grande importanza la figura del formatore dei catechisti, importanza che non sempre si traduce in una tipica capacità di prepararlo. Il vorticoso ritmo espresso dalla crescita della domanda di formazione e i rapidi cambiamenti hanno spesso interferito con il necessario bisogno di ripensamento e riflessione. Talora permane la convinzione che certe competenze si acquisiscano strada facendo. È quindi difficile trovare luoghi formativi che siano capaci di consegnare agli operatori insieme al bagaglio culturale la metodologia e la capacità di stare dentro un contesto sociale ed ecclesiale in profonda trasformazione. Il cambio culturale reclama viceversa di immettere un’anima nuova nella proposta e persone che sappiano stare in modo adulto dentro la storia.
Obiettivo primario del lavoro è ricercare il disegno di un impianto che contribuisca al consolidamento e alla strutturazione di una teoria della formazione dei formatori. Il processo di ricerca è scandito in tre tempi: ricognizione dei dati a disposizione, per capire quanto il processo formativo sia cresciuto in questi anni e quali siano gli aspetti che possono aprire a una nuova proposta formativa; riflessione sul valore della formazione, per cogliere il peso che questa realtà ha nello sviluppo della persona; formulazione di una proposta che descriva e caratterizzi la figura del formatore dei catechisti, evidenziando i punti di non ritorno e le attenzioni che sono necessarie per dare a questa figura il rilievo e la forza che merita.
Note sull’autore
Rinaldo Paganelli, sacerdote dehoniano, laureato in catechetica e pastorale giovanile presso l’Università Pontificia Salesiana. Redattore di Settimana, insegna teologia pastorale e catechetica presso lo Studio teologico francescano S. Antonio di Bologna. Ha pubblicato, oltre a numerosi sussidi per la pastorale e la catechesi, il volume Formare alla fede adulta, EDB, Bologna 1996; in collaborazione con V. Giorgio, Il catechista incontra la Bibbia, EDB, Bologna 21996; in collaborazione con G. Barbon, Cammino per la formazione dei catechisti, EDB, Bologna 52000, "Io ho scelto voi" EDB, Bologna 21994, Annunciare a partire dal cuore, EDB, Bologna 1998 e con M. Lucchesi e G. Barbon, Verso l’unità, EDB, Bologna 1992.
Ormai prossimo alla conclusione del suo servizio episcopale sulla cattedra di san Petronio, in una specie di "festa della memoria" il cardinale Biffi affida anzitutto alla sua Chiesa una raccolta contenente le dodici Note pastorali che in questi diciotto anni hanno scandito il cammino del popolo di Dio che è in Bologna.
"Queste Note – pur nella diversità degli argomenti e della elaborazione – rispondono sempre a due fondamentali sollecitudini: quella di lasciarsi costantemente illuminare dalla verità divina, come è custodita dalla Chiesa in tutta la sua lunga storia, con particolare attenzione a non arrendersi a nessuna delle intemperanze ideologiche oggi diffuse; e quella di offrire indicazioni, suggerimenti, norme al servizio dell’autenticità della vita ecclesiale, del suo progresso, del suo rinvigorimento" (dall’Introduzione).
Nel loro insieme le Note abbracciano i temi più importanti e significativi dell’attenzione pastorale del cardinale e toccano pressoché tutti gli spazi in cui si articola la vita ecclesiale. In appendice si propongono cinque tra i più significativi interventi su problematiche di attualità e di Chiesa che in questi anni hanno spesso suscitato interesse, commenti, prese di posizione e talora addirittura polemiche anche in ambiente laico.
Note sull’autore
Giacomo Biffi (Milano, 13.6.1928) ha compiuto gli studi ecclesiastici nei seminari dell'arcidiocesi ambrosiana ed è stato ordinato sacerdote a Milano il 23.12.1950 dall'arcivescovo card. A.I. Schuster. Laureatosi in teologia nel 1955, ha insegnato per alcuni anni nei seminari dell'arcidiocesi milanese. Dal 1960 al 1969 è stato parroco ai Ss. Martiri Anauniani a Legnano, e dal 1969 al 1975 a S. Andrea a Milano. Il 7.12.1975 è stato eletto vescovo da Paolo VI e deputato ausiliare del card. G. Colombo, arcivescovo di Milano. Promosso arcivescovo di Bologna il 19.4.1984, è stato creato cardinale da Giovanni Paolo II nel concistoro del 25.5.1985. È membro delle Congregazioni per il clero, per l'educazione cattolica e per l'evangelizzazione dei popoli. È autore di numerose pubblicazioni a carattere teologico e catechetico.