Descrizione dell'opera
Da trentacinque anni la Caritas Italiana è impegnata nell’accompagnamento delle Chiese locali affinché, nel progettare la pastorale, non perdano di vista l’obiettivo di formare comunità che annunciano, celebrano e testimoniano in modo organico il vangelo della carità. A tale fine diviene sempre più importante la formazione dei presbiteri e dei diaconi permanenti: questi ultimi sono infatti i primi destinatari del volume, il cui contributo originale consiste nel presentare la centralità della carità nella proposta di vita cristiana attraverso una fondazione teologica che fa sintesi del lavoro di ricerca degli ultimi decenni.
I contenuti sono organizzati in tre parti: la prima tratteggia una panoramica della società civile e della Chiesa italiana, al fine di contestualizzare la necessità di ripensare la formazione alla carità dei presbiteri e degli operatori pastorali; la seconda raccoglie una serie di documenti della Chiesa universale e della Chiesa italiana, riletti ed esaminati ricercando gli aspetti educativi e formativi del clero nella prospettiva della carità; l’ultima parte è il cuore dell’opera: partendo dall’ecclesiologia di comunione del Vaticano II, evidenzia gli interrogativi su cui riflettere per dare centralità alla carità nella comunità ecclesiale.
Sommario
Presentazione (V. Nozza). Introduzione. I. Società civile e Chiesa italiana: cambiamenti e prospettive negli ultimi quarant’anni. 1. Una società in rapida evoluzione. 2. L’evento del concilio Vaticano II: verso un nuovo modello ecclesiale. 3. Il cammino della Chiesa in Italia negli anni postconciliari. II. La formazione dei presbiteri alla pastorale della carità nei documenti magisteriali. 4. Il magistero universale dal concilio Vaticano II alla Deus caritas est. 5. I documenti della Chiesa italiana riguardo alla formazione dei presbiteri dal concilio Vaticano II ad oggi. III. Teologia della carità nell’ecclesiologia di comunione. Per una formazione alla pastorale della carità. 6. Ecclesiologia di comunione e carità. 7. Centralità della carità nella proposta di vita cristiana. 8. La Caritas, organismo pastorale per promuovere la testimonianza della carità. 9. Per una più adeguata formazione sacerdotale alla pastorale della carità. Conclusione. Fonti. Postfazione (G. Pasini).
Note sull'autore
Salvatore Ferdinandi, sacerdote della diocesi di Terni-Narni-Amelia, dal 1982 al 2001 è stato direttore della Caritas diocesana, esperienza pastorale riversata poi in Caritas Italiana, ove è responsabile per gli ambiti della formazione e promozione delle Caritas diocesane e parrocchiali, della documentazione e della sussidiazione. Ha conseguito la laurea in teologia morale presso l’Istituto Teologico di Assisi e la specializzazione all’Accademia Alfonsiana di Roma. È docente di dottrina sociale della Chiesa presso la Pontificia Università Urbaniana e teologia pastorale presso il Pontificio Collegio Leonino di Anagni. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Pace a te, Chiesa sorella, Caritas Italiana, Roma 1995 e Per una carità aperta al mondo, EDB, Bologna 2003.
La domenica, giorno del Signore in cui viene celebrata la risurrezione di Gesù, ha completamente soppiantato la festività del sabato, istituzione essenziale della Bibbia e del giudaismo. Per i cristiani rimane tuttavia importante non smarrire la ricchezza di significato del giorno che è al cuore dell’alleanza tra Dio e Israele.
L’autore propone un doppio approccio al sabato. Dapprima riassume i risultati cui sono giunte le recenti ricerche sulla storia del sabato in epoca biblica, al fine di rendere disponibili al lettore dati scarsamente accessibili ai non specialisti. In seguito mette in luce alcuni importanti aspetti relativi a ciò che la Bibbia dice del sabato, seguendo passo passo il testo della Torah e concludendo poi col resto della Scrittura, Nuovo Testamento compreso. Dall’indagine emerge come attorno al sabato si condensino in successione diversi temi teologici che, posti uno accanto all’altro, determinano un quadro dalle armonie assai ricche: la signoria di Dio, il rispetto dell’uomo, dello schiavo e della natura, il rimando all’alleanza, al dono di Dio, all’intervento salvifico nella storia, al culto nel tempio.
Sommario
Introduzione. 1. Breve storia del sabato biblico. 2. Racconti che annunciano il precetto del sabato in Genesi ed Esodo. 3. La legge del sabato nell’Esodo. 4. Lo sviluppo delle leggi del sabato (Levitico e Deuteronomio). A mo’ di conclusione... Il sabato, dai profeti a Gesù. Indicazioni bibliografiche.
Note sull'autore
André Wénin, dottore in scienze bibliche, insegna greco, ebraico biblico ed esegesi dell’Antico Testamento all’Università Cattolica di Louvain-la-Neuve. È professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana, dove insegna teologia biblica. Presso le EDB ha pubblicato: Entrare nei Salmi (2003); Non di solo pane... Violenza e alleanza nella Bibbia (2004); L’uomo biblico. Letture nel Primo Testamento (2005). Collabora con la rivista Parola Spirito e Vita.
Il volume propone la prima traduzione in lingua italiana, con ampia introduzione e ricco commento, di uno scritto cristiano in passato attribuito a san Cipriano, vescovo di Cartagine, ma oggi ritenuto opera di un ignoto vescovo operante verosimilmente a cavallo tra III e IV secolo. In questa catechesi rivolta ai fedeli, l’autore mette in evidenza la connotazione idolatrica e le gravi implicazioni morali connesse al gioco dei dadi.
Per argomento lingua e stile, lo scritto costituisce qualcosa di unico nella letteratura cristiana dei primi secoli, e dunque rappresenta una testimonianza di straordinario interesse per conoscere sia il gioco d’azzardo nel mondo tardoantico sia la posizione della Chiesa in merito ad esso. Tale pratica doveva all’epoca essere piuttosto diffusa, se il concilio di Elvira, all’inizio del IV secolo, prendeva provvedimenti contro i cristiani che giocavano ai dadi per denaro, allontanandoli dalla comunione finché non si fosse completamente estirpato il loro vizio.
Sommario
Introduzione. Il gioco dei dadi: testo critico e traduzione. Commento. Bibliografia. Indici.
Note sulla curatrice
Chiara Nucci, laureata in lettere classiche presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Perugia, è docente di latino e greco al Liceo classico. Il lavoro sul De aleatoribus costituisce uno sviluppo della sua tesi di laurea, discussa in filologia patristica.