L'apertura della fase diocesana del processo di beatificazione del servo di Dio padre Raffaele da Mestre, sacerdote cappuccino, è l'occasione che ha spinto l'autore a riprendere in mano la sua prima biografia, da tempo esaurita. La memoria del servo di Dio che egli consegna è un racconto vivo, ricco e caldo, perché personale testimonianza del tempo in cui p. Raffaele lo ha seguito passo passo nel suo cammino iniziale alla vocazione francescana cappuccina
Improvvisamente, a 37 anni e dopo tredici di matrimonio, una violenta crisi coniugale fa sprofondare l'autore nel baratro della disperazione. Vuole a tutti i costi salvare il suo matrimonio, tenere unita la sua famiglia. I margini di ricomposizione sono ormai ridotti ed egli decide un tentativo disperato: sparire improvvisamente per qualche tempo, nella speranza che in sua assenza la moglie si renda conto che non vuole perderlo. Decide quindi di percorrere il Cammino di Santiago, ottocento chilometri a piedi, da Saint Jean Pied du Port, in Francia, a Santiago de Compostela, e poi fino a Finis Terrae, sull'oceano, per compiere il rito del rogo dei vestiti bruciati e del bagno purificatore.
Il libro non è una guida, anche se si ritrovano riferimenti a luoghi e città; non è un romanzo, perché il protagonista quelle strade, quei sentieri li ha percorsi veramente e le parole che lo compongono sono state scritte con l'angoscia, la disperazione, la speranza, il sudore, il sangue.
È la storia di un uomo che, quando ha capito che stava perdendo ciò che aveva di più caro, si è messo uno zaino in spalla e ha cominciato a camminare. Sperando nel miracolo di salvare il suo matrimonio, alla fine ne ha ottenuto di ritrovare se stesso. E, forse, Dio.
Come incontrare davvero il Signore nella sua Parola? Come accoglierne la rivelazione e il dono che egli fa di sé attraverso di essa? Se è vero che le conoscenze sulla Bibbia sono aumentate, a ciò non corrisponde affatto una più intima familiarità con il testo sacro.
«Ciò che mi ha indotto a ripensare al nostro modo di porci davanti alla Bibbia è una percezione di fondo che registro molto diffusa: sembra che qualcosa ci manchi. Che cosa? Il percorso delineato cercherà proprio di individuare e rendere ragione di quel che ci manca nell'accostarci alle Scritture e tenterà di fornire indicazioni - spero utili - per favorirne l'accesso e dare riposta alla domanda dei cuori» (dall'Introduzione).
Avvalendosi della grande tradizione spirituale della Chiesa, che nei secoli ha letto e vissuto la Parola di Dio, il percorso si snoda in sette tappe, ognuna suddivisa in due momenti: il primo di riflessione e approfondimento, il secondo di suggerimenti pratici.
Il fascicolo, in punto metallico, propone il testo del Vangelo di Marco secondo la nuova traduzione della CEI. La versione a caratteri grandi (formato 14x21) testimonia l'attenzione delle EDB per il pubblico degli ipovedenti. È disponibile anche la versione tascabile (cm 10,5x15), per rispondere a ogni esigenza di maneggevolezza e leggibilità.
A partire dall'istruzione in materia amministrativa, emanata dalla CEI nel 2005, gli Economi delle diocesi di Torino, Milano, Padova, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo pubblicano questo manuale per accompagnare tutte le comunità parrocchiali italiane nell'amministrazione e nella gestione dei beni ecclesiastici e delle loro attività.
Come spiegare l'onnipresenza dei fenomeni straordinari nella tradizione cristiana? Quale aiuto può venire dalle scienze umane per la loro comprensione? 830 voci in due volumi, risultato del lavoro di 230 collaboratori - storici, teologi, filosofi, medici (soprattutto psichiatri), sociologi, credenti e non credenti -, si propongono di rispondere a tali quesiti fondamentali relativi allo "straordinario" cristiano.
Esiste una retorica biblica e, più largamente, semitica molto diversa dalla retorica classica, cioè greco-latina. La retorica biblica si discosta talmente tanto da quella classica che molti ritengono non esista affatto. È questo il sentimento del lettore ordinario. Molti libri, come i vangeli e i profeti, gli appaiono sconclusionati, non obbedienti ad alcuna organizzazione logica. Viceversa, i testi biblici sono spesso ben composti, ma secondo regole altre rispetto a quelle della retorica occidentale.
Il Trattato è dedicato a descrivere nel dettaglio i processi di composizione dei testi biblici. Esso è il frutto di quanto l'autore ha pazientemente elaborato in più di trent'anni, nel fondato convincimento che l'analisi retorica eserciti un'influenza innovatrice sul modo di condurre la ricerca del contesto biblico.
Sommario
Introduzione. 1. Storia. A. I precursori (secolo XVIII). B. I fondatori (secolo XIX). C. Riscoperta ed espansione (secolo XX). I. Composizione. 2. I rapporti tra elementi linguistici. A. Rapporti d'identità. B. Rapporti di opposizione. 3. I livelli di composizione. A. I livelli inferiori. B. I livelli superiori. 4. Le figure di composizione. A. Le simmetrie totali. B. Le simmetrie parziali. 5. La riscrittura. A. Avete detto «riscrittura»? B. Secondo i livelli. C. La messa in fattore comune. D. La fine di un'unità al centro dell'unità superiore. A m' di conclusione. II. Contesto. 6. L'intratesto. A. Una definizione scientifica della nozione di contesto. B. Alcuni esempi. 7. L'intertexte. A. Rapporti puntuali. B. Rapporti sequenziali. 8. Il centro delle composizioni concentriche. A. La domanda al centro. B. La citazione al centro. C. La parabola al centro. 9. Il confronto sinottico. A1. Matteo e Marco. B. Matteo, Marco e Luca. III. Interpretazione. 10. Edizione e traduzione. A. Critica testuale. B. Punteggiatura. C. Traduzione. 11. Composizione e interpretazione. A. Il patrono degli interpreti. B. Cinque regole ermeneutiche. C. Le leggi giocano insieme. 12. Intertesto e interpretazione. A. La testimonianza. B. Il compimento. 13. Il dono dell'interpretazione. A. La Bibbia lo rivela. B. L'esperienza lo conferma. 14. Prospettiva. A. Le leggi della retorica biblica. B. Retorica, retoriche. C. Analisi dei testi, prima di tutto! D. Formare i ricercatori. E. Darsi un corpo. Conclusione. Bibliografia.
Note sull' autore
Roland Meynet, nato nel 1939 a Thonon-les-Bains (Francia), è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1959. Ha conseguito: le licenze in lettere, linguistica, teologia, scienze bibliche; la laurea in lingua e letteratura araba; il dottorato di terzo ciclo e il dottorato di ricerca in linguistica. Ha lavorato quattordici anni all'Università San Giuseppe dei gesuiti a Beirut, dove è stato direttore del Centro di ricerche e di studi arabi e ha fondato il Centro di studi delle lingue moderne e la Scuola di traduttori e interpreti. Ordinario di teologia biblica e titolare del corso di Vangeli sinottici alla Facoltà di teologia dell'Università Gregoriana, è stato per parecchi anni professore invitato all'Università degli studi di Torino e alla Facoltà di teologia del Centre Sèvres di Parigi. Dirige, con Pietro Bovati, le collane «Rhétorique biblique» alle Éditions du Cerf e «Retorica biblica» alle EDB. Ha pubblicato per le EDB: La Pasqua del Signore (2002), Morto e risorto secondo le Scritture (2003), Il Vangelo secondo Luca. Analisi retorica (2003), Leggere la Bibbia. Un'introduzione all'esegesi (2004), Nuova introduzione ai Vangeli sinottici (2006).
A più di quattro decenni dalla decisione del Vaticano II di ripristinare l'esercizio permanente del diaconato nella Chiesa latina, la sua ricezione, ancora in corso, permette di coglierne l'originalità in rapporto al ministero sacerdotale del vescovo e dei presbiteri e nel contempo i rischi della sua attuazione nelle circostanze presenti della vita della Chiesa.
La modalità in cui esercitare il diaconato è multiforme: ci sono i «samaritani», impegnati soprattutto nel servizio caritativo e umanitario; i «profeti», attivi nel proprio ambiente professionale, socioculturale o associativo; i «pastori», che esercitano un incarico ecclesiale al servizio delle comunità e delle parrocchie. Queste diverse forme si dispiegano tuttavia tra due poli estremi: la supplenza presbiterale, sempre a rischio di fare del diacono un 'sub-prete', e la supplenza apostolica, che rischia invece di fare del diacono un 'super-laico'.
Il diaconato permanente è quindi una novità che fatica a esprimersi nella sua originalità di ministero ordinato. In tale prospettiva il volume intende contribuire all'elaborazione di una teologia del diaconato, muovendosi tra teologia speculativa, pastorale e spiritualità, elementi di diritto canonico e perfino di sociologia delle organizzazioni.
I saggi raccolti nel volume intendono essere un segno di gratitudine da parte di sacerdoti e laici che hanno vissuto la parola e la vicinanza di p. Francesco Duci come cinquant'anni di "insegnamento formativo"; i saggi coprono infatti i due ambiti che hanno determinato la sua attività: l'insegnamento della teologia e l'animazione culturale e pastorale della Chiesa locale. Gli autori sono docenti di teologia o laici che della teologia hanno fatto una passione.
Il volume è anche un atto di omaggio a p. Duci da parte delle EDB, che hanno sempre avuto in lui un consulente disponibile e acuto, critico e ricco di umanità; è insieme un atto di ringraziamento pubblico che la Provincia italiana settentrionale dei sacerdoti del Sacro Cuore (dehoniani) vuole esprimergli per la formazione che ha dato a quasi tutti i suoi membri.