Il percorso sponsale è bello e affascinante. È necessario riaccendere sempre l'entusiasmo del cammino. I passi degli sposi hanno risonanze misteriose. In essi pulsa la concretezza di un uomo e di una donna; sostenendosi reciprocamente, cercano di sviluppare «l'immagine divina» che, impressa in essi dal Creatore, li ha resi parabola del Mistero nuziale. La loro eco lascia intuire il cuore trinitario e richiama ciò che è accaduto nel Cenacolo e sul Calvario. Evoca l'eros appassionato di Dio che vive uno slancio ineffabile di dedizione agapica.
Questo libro è una risorsa dedicata a tutti coloro che hanno il dono, e la responsabilità, di accompagnare i processi sinodali secondo lo stile di Papa Francesco; uno strumento originale perché ricco di esercitazioni e spunti pratici pensati da chi ha oltre vent'anni di servizio psicologico e pastorale.
«Nella speranza siamo stati salvati», scrive san Paolo ai Romani (8,24) e anche a noi. La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente, anche se faticoso. La speranza è il messaggio centrale di questo Giubileo, che secondo antica tradizione il Papa indice ogni venticinque anni. Al tema della speranza papa Francesco aveva dedicato la catechesi nelle udienze del mercoledì, dal 7 dicembre 2016 al 25 ottobre 2017 ed è appunto dalle sue riflessioni che abbiamo raccolto i testi di meditazione proposti in questo itinerario in quattordici tappe.
Mostrare quanto il futuro influisca sul nostro presente è una sfida, perché siamo immersi in un mondo decaduto nel quale la forma dominante di razionalità è quella che torna al principio. Il futuro delle cose, in questa prospettiva, è definito dalla loro origine e dal «dato» o dal «fatto». Questo libro si rivolge a quanti accettano la sfida della risurrezione di Cristo e sono interessati a comprendere le conseguenze che ne derivano: credo ut intelligam. Il lettore è portato a confrontarsi con l'affermazione fondamentale che il futuro viene prima del passato, da una prospettiva sia logica che ontologica. In tal modo, la teologia cristiana si presenta come ermeneutica di risurrezione, che è il tema al centro di questa ricerca.
Il volume illustrato presenta 43 storie di santi, dai più noti ai meno conosciuti. La diversità e varietà delle loro esperienze di vita insegnano che la santità è fatta di piccoli passi e impegno quotidiano, e il santo non è una persona perfetta, ma un amico di Dio e delle sue creature. "Conoscere la loro vita è un po' come fare amicizia con loro, per potere chiedere aiuto e soccorso nel bisogno, e per farci prendere per mano quando vogliamo avvicinarci un po' di più a Dio" (dall'Introduzione). Per ogni santo, oltre al nome e alla data in cui è festeggiato, si ricordano brevemente la vita e alcuni aneddoti o tradizioni. La presenza di santi antichi e moderni, laici e religiosi, europei e di altri continenti favorisce nei bambini la conoscenza di varie epoche, culture e tradizioni, dato sempre più importante nel contesto multiculturale di oggi. Età di lettura: da 6 anni.
Fin dai suoi primi interventi come arcivescovo di Bologna, il card. Matteo M. Zuppi si è distinto per la sua capacità di far dialogare vangelo e cultura, società civile e comunità credenti. La raccolta dei suoi maggiori interventi pubblici riesce a dare un quadro del dialogo che ha dimostrato di saper costruire. Vengono in tal modo ripercorsi gli anni precedenti e successivi alla pandemia, le vicende drammatiche delle nuove migrazioni, la testimonianza accorata delle stragi della storia italiana, ripresentandone un'interpretazione evangelica nella quale i vari protagonisti rivivono nella speranza.
Attraverso brevi e semplici riflessioni, il testo vuole offrire qualche spunto per comprendere e vivere attivamente la celebrazione eucaristica. Passa in rassegna i vari momenti della messa per accompagnare i fedeli a mettersi alla presenza del Signore, chiedere perdono del proprio peccato, mettersi in ascolto della parola di Dio, chiedere con insistenza offrendo se stessi e a rendere grazie. Le riflessioni sono arricchite dalle illustrazioni di Valeria Balboni.
L'imperativo di mettere il vangelo al centro dell'azione e della parola della chiesa ha permesso a quest'ultima di iniziare un processo di cambiamento e aggiornamento, nella linea del concilio Vaticano II. In questo cammino è prioritario ascoltare tutti, specialmente chi sta ai margini della società e delle comunità ecclesiali, perché è a partire da lì che emergono esigenze spesso dimenticate e perché proprio nel volto di chi è altro da noi appare spesso quell'immagine di Dio che sostiene la nostra comune umanità. Le opere di misericordia «dar da mangiare» e «dar da bere» sono finalizzate prima di tutto a sostenere questa misteriosa presenza di Dio nel mondo.
Knohl spiega la sua comprensione di come la Torah sia stata redatta nella sua forma finale, gettando un ponte tra l'antico Israele (circa 1400-586 a.C.) e l'epoca del Secondo Tempio (circa 536 a.C.-70 d.C.), mostrando la continuità tra queste epoche e la graduale evoluzione della visione del mondo biblico. Interpretando le prove testuali, in particolare le contraddizioni e le ridondanze nel testo, vuole dimostrare che l'idea di una comprensione pluralistica della rivelazione può essere ricondotta alla stessa redazione della Torah. L'interpretazione della composizione biblica da parte dell'autore sfida una diffusa convinzione nella biblistica contemporanea: l'idea che l'antico Israele non sia mai esistito come realtà storica, ma sia stato inventato e «retroiettato» indietro nel tempo dai successivi sacerdoti israeliti come parte del loro mito nazionale.
Qesto manuale introduttivo alla teologia si propone di superare il metodo apologetico ed ecclesiastico di molta parte delle pubblicazioni di settore in Italia, di divulgare i risultati più convincenti della ricerca teologica degli ultimi due secoli e di collocarsi oltre le polemiche con la ragione moderna.
In questo tentativo il discorso acquisisce spesso la forma della narrazione storica: sembra ancora essere questo il metodo migliore e più immediato per aiutare a comprendere la strada che ha portato all’esperienza della secolarizzazione e allo studio della figura di Gesù di Nazaret e della sua interpretazione cristiana.
Sommario
Premessa breve. I. Teologia e secolarità: a partire da tre termini ambigui. II. Questioni teologiche attorno al testo biblico. III. Alla ricerca di un discorso storico su Gesù di Nazaret. IV. Gesù, l’ebreo. V. Giorni di morte e risurrezione. VI. Il cammino verso il dogma. VII. Ridire la fede cristiana: come conclusione.
Note sull'autore
Gianluca Montaldi insegna Teologia all'Università Cattolica di Brescia e alla Pontificia Facoltà Teologica Marianum di Roma. È segretario della Società italiana per la ricerca teologica (SIRT) e segretario operativo dell’International Association the Conciliar Theology; è inoltre membro del comitato internazionale della rivista Concilium e del comitato scientifico della collana “Vestire l’indicibile”.
È la sinodalità la panacea di tutte le strozzature istituzionali della Chiesa? È forse la sola risposta possibile alle inerzie degli ultimi due secoli? È la variante cattolica di una democrazia che arriva nella comunità ecclesiale quando è sotto pressione nel grande gioco della politica? Questo libro non intende fornire una risposta a tali domande, ma spiegare che sono sbagliate, per due motivi. Il primo è che nella storia la sinodalità è un'esperienza mutevole, cangiante, duttile, ma riconoscibile per essere efficacie nei tempi di crisi; un'istituzione funzionale, indubbiamente estranea alla "costituzione" della Chiesa, rivelatasi essenziale per enunciare la fede e vivere la comunione. Essa non è dunque un unguento magico per guarire le piaghe che affliggono la Chiesa cattolico-romana, ma una prassi di cui si può fare uso. E diverse voci qui raccolte forniscono alcune istruzioni in merito. Il secondo motivo riguarda il significato storico dell'evento conciliare dal quale ha riavuto ha riavuto diritto di cittadinanza nella chiesa latina: il Vaticano II non ha fornito un filtro meccanico per distillare una teologia astratta della sinodalità, ma ha posto la Chiesa in una prospettiva di conciliarità. Ed è di questo che il sinodo può prendere coscienza. Contributi di Alberto Melloni, Giuseppe Ruggieri, Severino Dianich, Marcello Semeraro, Christoph Theobald, Declan Marmion, Antonio Spadaro, Carlos María Galli, Giuseppe Alberigo.
Il percorso proposto possiede una caratteristica di fondo non comune: il sapere teologico e l'esperienza personale animano in modo serio e organico la riflessione sulla vita mistica che deve caratterizzare il presbitero esorcista. Emerge chiaramente che chi scrive non propone solamente dei lineamenti teologici e spirituali astratti, ma unisce in modo sublime il sapere teologico all'esperienza personale di esorcista. (dalla Postfazione)