
Se fosse un "filmino di famiglia", la globalizzazione muoverebbe i primi passi nel 1973, anno in cui l'economia Usa rallenta e inizia il processo che porterà alla deregulation degli scambi commerciali internazionali. Alessandro Volpi percorre - un fotogramma dopo l'altro - la storia della globalizzazione, le prime "turbolenze" e il pericoloso fidanzamento con la finanziarizzazione, un rapporto perverso che porta all'esplosione della crisi nell'estate 2007. Questo libro, dedicato ai cittadini attenti, ma anche a studenti e studiosi, è lo strumento ideale per comprendere il nostro "presente storico": l'autore non solo segue la parabola della globalizzazione, ma racconta le sue dinamiche economiche e politiche, ne misura le conseguenze sul destino di persone e popoli e delinea un quadro in cui non solo è urgente restituire il primato alla politica ma è necessario un ardito superamento delle logiche nazionali.
Chi vede il castello di Rossena, sulle pendici dell'Appennino reggiano, a baluardo di quello di Canossa, luogo emblematico dell'aspro scontro fra papa Gregorio VII e l'imperatore Enrico IV, con la mediazione sottile della "gran contessa" Matilde, intuisce al meglio la straordinaria complessità della figura di Giuseppe Dossetti, la vera e propria aporia che essa costituisce nella storia politica ed ecclesiale del XX secolo. È anche per questo che i giovani dossettiani "più ingenuamente affezionati" che, nell'agosto del '51, preso atto con sgomento della decisione del carismatico leader e vicesegretario della DC, di sciogliere la corrente che portava il suo nome, scelsero quelle colline con grande malinconia e con un irrimediabile bisogno di creare un mito: quello del "dossettismo politico". Devono passare quarant'anni perché Pierluigi Castagnetta possa animare il primo dibattito sulla vitalità di quel mito. Nessuno poteva immaginare che, di lì a poco, dal '94 al '96, ci sarebbe stata un'altra "stagione civile" di Dossetti, a difesa della Costituzione, una delle concause di una nuova stagione della politica italiana.
L'Italia è stata fatta contro la Chiesa cattolica? Mazzini può essere definito un terrorista? Cosa successe a Pontelandolfo? E a Debrà Libanòs? Chi erano gli Imi (Internati militari italiani)? I partigiani comunisti volevano instaurare un regime stalinista? Cosa c'entra la Resistenza con la Costituzione? Alla fine della guerra c'è stata la mattanza dei fascisti? Cos'è stato il "boom economico"? Cos'era Gladio? E la P2? Cos'è la Padania? Cento domande (e risposte) a un interrogativo sempre più diffuso "Ma che Paese è questo?" Un Paese capace di combattere per i valori che la Costituzione ha sancito, ma troppe volte passivamente esposto a progetti autoritari o pronto a chiudersi nel proprio "particolare", accettando compromessi etici prima ancora che politici. Un percorso attraverso centocinquant'anni di storia unitaria, un contributo a mantenere viva l'ostinata speranza che esista la possibilità di un'Italia migliore, riuscendo finalmente a recuperare, anche attraverso una seria riflessione sulla sua storia, il proprio ruolo nel panorama europeo.

