
La Filocalia, letteralmente “amore della bellezza”, è il breviario ascetico e mistico della Chiesa d’Oriente e racchiude un patrimonio spirituale di grande valore per tutta l’umanità. Guidati dagli scritti dei Padri in essa contenuti e da voci di teologi e mistici – ortodossi e non solo – ci proponiamo di interrogarci sul valore salvifico della Bellezza come volto di Dio. La bellezza divina è un nome dimenticato, frainteso, più spesso sfigurato da caricature mondane. Attraverso l’itinerario spirituale qui proposto cercheremo di farne emergere i tratti luminosi che trovano in Cristo il punto focale e nell’uomo, restituito alla sua originaria dignità di “essere chiamato a diventare dio”, il compimento.
Massimo Bolognino (Torino, 1963) dopo gli studi classici si è dedicato all’approfondimento della mistica e della spiritualità, particolarmente dell’Oriente cristiano. Collabora a riviste specialistiche con testi sul rapporto tra estetica e teologia, sul dialogo interreligioso e su figure della teologia ortodossa quali Pavel Florenskji. Ha curato l’introduzione al volume sulla spiritualità cristiana orientale Attualità del Simbolo dell’archimandrita Silvano Livi (Franco Angeli, 2001) e tiene conferenze sui temi della mistica e della spiritualità cristiana orientale.
Il proposito di questo libro è nella linea di un semplice racconto di esperienze: raccontare i massimi raggiungimenti che il noto poema zen del contadino e il suo bue ci svela attraverso le strofe e l’ingenuità dei disegni all’inchiostro di china e, allo stesso tempo, descrivere esperienze simili nel campo della spiritualità cristiana, poiché, in definitiva, il poema del contadino, nella sua semplicità, lancia una certa sfida. In questo piano di semplice scambio non si tratterà dunque di fare un confronto teologico e neppure ecumenico strettamente parlando, ma di lanciare uno sguardo puro e limpido alle esperienze raccontate dall’una e l’altra parte. Sarà dunque il racconto di due vie, o, se volete, due avventure, ma non due vie qualsiasi: si tratta infatti di due itinerari verso il risveglio dell’uomo nuovo, che danno significato alla lunga e faticosa avventura e all’intera esistenza dei ricercatori.
Questo piccolo volume propone un viaggio inconsueto attorno e dentro alla natura, per lasciarsi stupire dalla sua grandezza e varietà. Si tratta di un viaggio che, iniziato nella prospettiva del racconto della Creazione in Genesi, suggerisce di conciliare l'esperienza della condizione moderna con l'accoglimento della bellezza e della forza della natura, spesso trasformata dall'intervento umano in paesaggio. Poesia e sociologia, sensibilità naturalistica e spiritualità si incontrano nelle pagine del volume per offrire uno sguardo originale sull'ambiente naturale, di cui oggi si percepisce più acutamente che mai il carattere fragile e prezioso.
La meditazione è diventata un fenomeno di moda. Viene raccomandata per superare lo stress e la depressione, sviluppare la creatività nel lavoro, avere più concentrazione mentale, risolvere conflitti affettivi, stare bene con se stessi e con il mondo circostante e, naturalmente, per incontrare Dio e la sua luce.
A questo scopo si ricorre perlopiù ai metodi che vengono dall’Oriente, lo yoga, lo zen, la meditazione trascendentale, e altri. Ma anche la tradizione cristiana conosce metodi simili che, però, sono stati praticamente dimenticati. Boff recupera e attualizza questo patrimonio, arricchendolo con i contributi di altre tradizioni.
Destinatari
Per lettori credenti e non che coltivano la vita interiore o intendono intraprendere un percorso di meditazione.
L’autore Clodovis M. Boff è nato a Concordia (SC), in Brasile, nel 1944. È stato ordinato sacerdote nel 1971 nell’Ordine dei Servi di Maria (OSM). Laureato in filosofia e dottore in teologia, attualmente è docente presso la PUC-PR, a Curitiba, presso lo Studium Theologicum di Curitiba, l’Istituto vincenziano di Filosofia della stessa città e presso la Pontifica facoltà “Marianum” di Roma. Fa parte della Comunità formatrice del suo Ordine in Curitiba ed è vicario parrocchiale nella parrocchia Maria Madre della Chiesa di Bairro Alto con l’incarico della pastorale sociale. È autore di numerose opere pubblicate in Brasile e in Italia.
Descrizione dell'opera
«Non mi stanco mai a leggere storie di vita purché siano vere e oso garantire al lettore che si addentrerà in questo vivo boschetto che qui non incontrerà nulla di artificioso. Sono racconti utili a conoscere ma anche ad agire, tanto sono aderenti alla vita reale. Facilmente ognuno che legga potrà intendere che qui di lui si narra. [...] Abbiamo bisogno di parabole come queste ai nostri giorni, per conoscere da vicino l'umanità minuta che vive senza pretese - eppure con impensabile generosità - la propria avventura cristiana» (dalla Presentazione di L. Accattoli).
In venticinque quadretti, dallo stile agile e gustoso, l'autore propone altrettante storie di comuni credenti in Cristo, immersi, con le loro fatiche, nella nostra società secolarizzata. Sono uomini (e soprattutto donne, non casualmente) che definiremmo talvolta marginali, comunque eccentrici - perlomeno interiormente - rispetto al tipo del «praticante» e del «regolare». In ogni caso le loro ordinarie vicende di annuncio, di preghiera e di amore fraterno trasudano una speranza: saranno anch'essi tra i benedetti e piccoli del Regno, di cui parla il Vangelo.
Sommario
Presentazione. Qui di noi si narra... (L. Accattoli). Introduzione. La mia speranza. I miei debiti. L'annuncio. Far l'amore da cristiani. Risposta esatta. Fedele sempre. Fedele sempre/2. Il prete che odiava i tartufi. Fare memoria (G. Catti). Nel mondo, del mondo. Cattolica e mite. Il gesto di Fulvia. La preghiera. Treno in un solo Dio. Giorni da ricordare. Una bella festa. Piena di grazia. Vedrai che salta fuori. Pregare per Meredith. Funerali, che problema. Senza rete. L'amore fraterno. Famiglia transitoria (L. Drusiani). Un enigma, come Dio (T. Gabrielli). Diciotto anni. Una famiglia di cristiani. Storia di un'adozione (S. Magnani). Serve una mano? Come un film americano. Non sarò mai povera (E. Raule).
Note sull'autore
Guido Mocellin (Bologna 1957), giornalista, sposato, con due figli, si occupa di informazione religiosa e dei rapporti tra le religioni e la società. È caporedattore del quindicinale Il Regno per la sezione «documenti» e direttore del mensile I Martedì; insegna Giornalismo religioso alla Scuola superiore di giornalismo «Ilaria Alpi» dell'Università di Bologna e partecipa alla vita della comunità ecclesiale.
"Vogliamo convertirci, Signore. Finora siamo vissuti "fuori"; d'ora in poi dobbiamo vivere "dentro", come Maria […]. Vivere "dentro", crescere l'interno, staccarsi da tutto, non per rimanere sospesi fra cielo e terra, ma "radicati" in Cielo, fissi nel Cuore di Cristo…". Così ha vissuto Chiara Lubich (1920-2008) tutta la sua esistenza nella dimensione del dialogo e rapporto con Lui. È quanto ritorna costantemente nelle sue meditazioni. La Curatrice ne ha raccolto alcune come guida alla preghiera e meditazione accompagnando ciascuna con un ampio commento.
L'Autore offre una riflessione che vuole essere uno stimolo e un contributo alla ricerca personale di ciascuno attorno alla "questione" delle questioni: la fede e la speranza dell'uomo. Frutto di un percorso che si è nutrito nel corso di anni di letture, incontri e confronti con filosofi, storici, testimoni e intellettuali del nostro o di ogni tempo, il volume vuole essere un invito a guardare al Vangelo come fonte di una speranza nuova sul futuro. Una riflessione che lascia trasparire l'intensa e variegata attività intellettuale di Sergio Zavoli, espressione di un molteplice e instancabile impegno civile.
La sua cattedrale è la strada, i suoi insegnanti prostitute, barboni, tossici, tutte quelle vite perdute che sono anime salve. Don Andrea Gallo è da cinquant'anni un prete da marciapiede, da trentanove il fondatore della "Comunità di San Benedetto al Porto di Genova", che accoglie chi ha bisogno e chi vuole trovare un punto da cui ripartire a nuova vita. Con "Cosi in terra, come in cielo" don Gallo racconta la sua personale saga accanto agli ultimi, i suoi dissensi da una Chiesa che pure ama e a cui sente di appartenere, sviscera con ironia e preparazione le sue posizioni ribelli su temi quali il testamento biologico, l'immigrazione, la liberalizzazione delle droghe, l'aborto. Nel suo "camminar domandando" fa bizzarri incontri con monsignori, politici, transessuali, giovani inquieti, zelanti fedeli che non credono e atei che invece sperano, artisti come Vasco Rossi e Manu Chao. Lui, ottantaduenne che viaggia in direzione ostinata e contraria e che nonostante i molti meriti resta orgogliosamente un prete semplice, sgrana il rosario laico di Fabrizio De André, raccoglie le storie di bassifondi e vicoli che tanto somigliano a quelle delle Scritture, cerca l'efficacia storica del messaggio evangelico e impasta mani e cuore nelle realtà più dolorose, lavorando senza risparmiarsi affinché questa terra diventi cielo. Un prete "prete", anarchico, discusso, amatissimo.
Queste riflessioni, ora in versi ora in brevi appunti, hanno il sapore della letteratura poetica e diaristica. Il volume è arricchito dalla prefazione del Card. Tarcisio Bertone. Questo libretto raccoglie le riflessioni sulla pace di Ernesto Olivero, credente cattolico da anni impegnato nel sociale ed in particolare sul versante dell'educazione alla Pace, iniziativa per la quale ha fondato nel 1964 il Sermig, Servizio Missionario Giovanile. Per il suo impegno è stato anche candidato al premio Nobel.

