
Il volume è fondato sull'insegnamento dei Padri della Chiesa Ortodossa e risulta in gran parte composto da estratti dei loro scritti, in una traduzione a volte letterale, a volte più libera. L'Autore ha aggiunto delle spiegazioni necessarie e delle applicazioni pratiche.
Due intense meditazioni sulla pentecoste di due grandi teologi contemporanei.
Un invito a meditare e a riflettere sempre di piu sull'interiorita cristiana.
Un contributo alla spiritualita ndella liberazione vissuta in America Latina.
Un confronto lucido tra il meditare asiatico e quello cristiano.
Dio è forse un Assoluto che resta silente, al di là di ogni parola terrena? Oppure ha rivolto la sua parola all'umanità?
Se è vera la prima ipotesi, tutti i sentieri sono aperti per tendere verso l'Indicibile. E tutte le forme di meditazione dell'umanità fatalmente si assomigliano, in fondo. Se invece è corretta la seconda ipotesi, «allora entriamo nello spazio biblico, nello spazio delle tre religioni monoteiste; e la meditazione può avere significato solo come riflessione e appropriazione sempre più profonda della parola che Dio ha pronunciato su se stesso, su di noi e sul mondo».
Attingendo ad una profonda esperienza spirituale durata tutta una vita, un gigante della teologia del Novecento come Hans Urs von Balthasar sviluppa qui le sue riflessioni sulla specificità della meditazione cristiana. E lo fa in maniera straordinariamente ricca, intensa e precisa.
Un libro che infonde fiducia in un epoca dominata da fosche previsioni e da umori catastrofici.
Meditazioni sull'Eucaristia.
Riflessioni che toccano le profondita dell'esistenza, per orientarle verso l'unico Amore.
Raccolta di meditazione sull'origine e il futuro dell'esistenza cristiana.
Prefazione di Bernhard Casper
Introduzione e traduzione di Sandro Gorgone
Una intensa meditazione: l’autore, teologo e filosofo tedesco, conduce a cogliere l’evento della morte in tutta la sua serietà e drammaticità, senza far mai ricorso a illusioni consolatrici. Soltanto nella crisi assoluta che così si configura può manifestarsi con autenticità la questione capitale del senso dell’esistenza. E soltanto allora l’annuncio biblico e cristiano del Cristo risorto può risuonare in modo credibile
Dalla quarta di copertina:
Nelle meditazioni qui presentate il filosofo della religione e teologo di Friburgo Bernhard Welte (1906-1983) conduce il lettore a confrontarsi con l’evento della morte in tutta la sua serietà e drammaticità, con l’intento di coglierne la verità senza rimozioni o illusioni consolatrici. Attraverso un riflettere esercitato sul pensiero di Jaspers e Heidegger, egli scopre l’essenziale dell’incontro con la morte nell’esperienza che in esso l’uomo compie del nulla, del proprio non potere più essere e non potere più fare. Soltanto in tale crisi assoluta si manifesta senza infingimenti la questione capitale del senso dell’esistenza umana e l’annuncio biblico e cristiano può risuonare in modo credibile: è proprio l’integrale ed estrema umanità del Cristo a costituire il senso autentico della divina speranza che sorge dalla morte. Il piccolo scritto di Welte, risalente a una conferenza del 1978, ma ancora attuale per la pregnanza dell’analisi fenomenologica e la profondità dell’interrogazione, si rivolge a quegli uomini che nel nostro tempo tentano di aprirsi una via nel pensiero senza farsi illusioni e allo stesso tempo, arrischiandosi nella fede, cercano di essere uomini in verità.
Una intensa riflessione e meditazione sul caso serio della speranza.
I DISCORSI RACCOLTI IN QUESTO VOLUME SVILUPPANO TEMATICHE DI BRUCIANTE ATTUALITA. LE SOLUZIONI CHE, CON CORAGGIO E CHIAREZZA, EGLI PROPONE, HANNO LE RADICI NELLA VISIONE CRISTIANA DELL UOMO E DELLA SOCIETA.

