
Molti anni fa Antonella Lumini ha sentito un richiamo che l'ha spinta su una via già percorsa da tanti eremiti prima di lei. Vive a Firenze, dove lavora part time presso la Biblioteca Nazionale Centrale, ma appena rientra nel suo appartamento, chiude la porta e si apre al silenzio. Lontana dall'idea di rifiutare il mondo, questa donna dall'aspetto fragile, tanto riservata, quanto disponibile all'ascolto e all'accoglienza, dosa con disciplina la connessione a internet e l'uso del telefono. Le parole che pronuncia sono un balsamo per l'anima di chi va a trovarla, uomini e donne che cercano di dare un senso alla propria esistenza. Paolo Rodari l'ha incontrata e ha frequentato la sua pustinia, il suo deserto privato. Colpito dalla dimensione mistica di Antonella, ha deciso di narrarci la sua storia.
Questo libro si propone di raccontare la storia di Antonio Rosmini, il prete di Rovereto vissuto nella prima metà dell’Ottocento, noto soprattutto come filosofo e fondatore di una congregazione religiosa. La Chiesa cattolica ne riconosce oggi la grandezza, ma sulla sua vita e su quella dei suoi discepoli pesarono a lungo le proibizioni e le condanne ecclesiastiche che coinvolsero alcuni aspetti del suo pensiero. La sua stessa persona attirò, accanto ai più solenni attestati di stima, anche giudizi malevoli e perfino atteggiamenti ostili e minacciosi. Sulla sua morte pesa ancora oggi il sospetto di avvelenamento.
Chi era quest’uomo ammirato per la sua intelligenza straordinaria e per la sua semplicità di vita altrettanto fuori dal comune? Che cosa pensava e che cosa aveva scritto di tanto pericoloso? E come mai oggi è considerato un beato da quella stessa Chiesa che a lungo lo ha messo al bando?
Sommario
Prefazione (P. Coda). Premessa (M. Dossi). Abbreviazioni. I. La formazione e gli anni giovanili. II. L’ambiente milanese e le prime battaglie culturali. III. La perfezione cristiana. IV. Salvare l’intelligenza. V. Un cantico filosofico delle creature: l’etica rosminiana. VI. Le opere della maturità e le prime polemiche rosminiane. VII. La persona e la politica. VIII. Il rinnovamento ecclesiale e le Cinque Piaghe della Santa Chiesa. IX. La rivoluzione del 1848 e il fallimento del riformismo rosminiano. X. La ricerca teosofica e l’ultimo Rosmini. Epilogo: Dalla condanna alla beatificazione. Per saperne di più.
Note sull'autore
Michele Dossi è docente di discipline filosofiche presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Romano Guardini” di Trento. Oltre a un ampio Profilo filosofico di Antonio Rosmini (Morcelliana 1998), tradotto in tedesco da Kohlhammer (Stoccarda 2003), ha pubblicato numerosi saggi sul pensiero rosminiano. Collabora con la Biblioteca Rosminiana di Rovereto e con il Centro di studi e ricerche Antonio Rosmini dell’Università di Trento.
"Le milizie comuniste ci portarono in un "monastero-campo di concentramento". Vi erano religiosi di tutti gli ordini e congregazioni. Ci suddivisero in gruppi e ci misero in diversi campi di lavoro. Io, con altri quattro gesuiti, avevo un documento di esenzione dal servizio militare per ragioni di salute. Per un gioco della Provvidenza ci trovammo liberi e cominciammo a lavorare in un'impresa civile". Ján Korec, classe 1924, giovanissimo vescovo slovacco, si ritrovò a riparare ascensori e fare l'operaio in incognito, per 25 anni, nelle fabbriche comuniste, dedicandosi al tempo stesso al servizio della Chiesa soprattutto attraverso la pubblicazioni di libri e samizdat. Tenuto in libertà vigilata e sotto il controllo della Polizia di Stato, venne arrestato nel 1960 e rinchiuso nel carcere di Valdice. Liberato dodici anni dopo, nel 1990 venne nominato vescovo di Nitra, prima sede episcopale dell'Europa centrale, e l'anno successivo creato cardinale. Apertamente ostile all'Ostpolitik vaticana, Korec ha confessato di aver sofferto meno nelle prigioni che quando gli imposero di non ordinare sacerdoti nella clandestinità: "Ho ubbidito. Questo è il mio testamento: non lasciarsi mai coinvolgere in azioni che dividono la Chiesa". Prefazione del card. Giovanni Coppa.
La basilica di San Petronio e Piazza Maggiore non furono in grado di contenere la folla confluita ai funerali di don Olinto Marella, morto il 6 settembre 1969. Tutta Bologna - sia quella cattolica, sia quella laica - aveva la netta sensazione di congedarsi da un santo. La carità senza mezze misure era il tratto che per lunghi anni aveva contraddistinto la sua presenza in città e per questo, sostanzialmente, era noto. Solo in pochi sapevano che questo sacerdote proveniente dalla laguna veneta, nativo di Pellestrina, era anche colto e vivace studioso, docente di teologia, insegnante di filosofia, esperto pedagogista, e che per qualche tempo fu sospeso a divinis sospettato di modernismo. I pubblici riconoscimenti che hanno accompagnato in vita l'azione educativa e di carità di don Olinto Marella - autentico "padre" per i moltissimi di cui si prese cura - sono continuati dopo la morte. La nuova edizione della sua biografia è accresciuta da significative testimonianze e dal resoconto delle grazie a lui attribuite: esse accompagnano il cammino di verifica del processo di beatificazione, ormai al termine.
Descrizione dell'opera
Per don Primo Mazzolari, nato in una famiglia povera e vissuto tra gente povera, la carità non è assistenzialismo paternalistico né tranquillante per le coscienze, ma un modo di essere, una scelta di vita, una dichiarazione di fede, una sintonia con l’umanità di Cristo presente nei più deboli. Testimone di due guerre mondiali portatrici di tanta miseria materiale, morale e spirituale, il parroco di Bozzolo ritiene che l’annuncio cristiano non abbia nulla di intellettuale, di devozionale o di innocuo perché la proposta di Cristo prospetta nuovi orizzonti di solidarietà, stringe legami autentici, contribuisce a generare una società secondo il progetto originario di Dio e quindi rende la vita più vivibile.
Il tema dell’amore ai poveri è trasversale negli scritti di don Mazzolari, che anticipa tante intuizioni del concilio Vaticano II e delle recenti encicliche sociali dei pontefici. Per il sacerdote, che dal pulpito e nelle piazze ha contrastato la disumanità delle ideologie e la comoda indifferenza, la giustizia non è estranea, alternativa o parallela alla carità, ma intrinseca ad essa e sua misura minima.
Sommario
Prefazione. Abbreviazioni. 1. Il Signore ci ama. Lasciamoci amare! 2. Cristo e la dignità di ogni uomo. 3. Ciò che conta è amare. L’amore è tutto. 4. Tentazioni, peccati e limiti. 5. L’impegno di fare fraternità. 6. Di fronte ai problemi sociali. 7. Consacrati, testimoni dell’amore. Appendice.
Note sui curatori
Luigi Guglielmoni è parroco, collabora a riviste di catechesi e pastorale e ha pubblicato una cinquantina di libri, alcuni dei quali tradotti in varie lingue.
Fausto Negri, padre di famiglia, è stato insegnante di religione cattolica ed è impegnato nella pastorale giovanile e familiare.
Insieme per EDB hanno scritto numerosi sussidi educativi – Effonda ovunque il tuo profumo. Via Crucis col Vangelo di Marco (2012), Una grande gioia. Novena di Natale con il Vangelo di Luca (2012), Come colui che serve. Via Crucis per le famiglie col Vangelo di Luca (2013), La gioia del vangelo in famiglia. Esortazioni e princìpi di Papa Francesco (2014) – e hanno curato testi di don Primo Mazzolari:«Un altro vedere». Don Primo Mazzolari e la fede (EDB 2012), «La Chiesa fa casa con l’uomo». Don Primo Mazzolari per la famiglia (EDB 2011), «Per noi era come il pane». Don Primo Mazzolari e l’Eucaristia (EDB 2011), Seminatori della Parola. Don Primo Mazzolari ai catechisti e agli operatori pastorali (EDB 32011).
Come scrive Pietro Maria Fragnelli nella Presentazione, leggere questa testimonianza viva di don Vincenzo de Florio (o padre Vicente, come lo chiamano in Brasile) significa imbattersi in un inguaribile innamorato che, a novant’anni suonati, vuole ancora cantare la sua canzone d’amore. Una canzone appassionata, senza rimpianti o tristezze. Non canta “Com’è triste Venezia”, il celebre motivo tornato alla ribalta per la morte del suo cantore e poeta, il novantenne Charles Aznavour, ma viene a dire alle sue lettrici e ai suoi lettori: “Com’è triste la vita” quando si allontana il soffio dello Spirito, il solo che può liberare dalle illusorie sicurezze umane e culturali, il solo che può portare fuori dai confini falsamente rassicuranti dei guadagni e delle strutture. Per don Vincenzo la vita è triste se non ci si innamora dei poveri, siano essi zingari o homeless, detenuti o senzaterra, senza radici o senza fede. È triste la vita se non incontra il Cristo povero, che si identifica con i poveri cristi di ogni latitudine.
Sommario
Mi improvvisai scrittore (P.M. Fragnelli). Mi presento. Premessa. I. Il bambino rubato dagli Zingari. 1. Storia del bambino rubato dagli Zingari. 2. La periferia fa crescere. 3. Bambino com’era, rimase rubato! 4. Da maestro a discepolo. 5. Don Tonino, mio fratello vescovo. 6. Le periferie ti convertono. II. Servo in periferie altre. 7. Rientro imprevisto. 8. In periferia sino alla fine del mondo. 9. Vita condivisa con i prediletti. 10. Brasile: vita semplice, ma in schiavitù. 11. Obbligo di fermata. 12. Servo inutile.
Note sull'autore
Vincenzo De Florio, prete pugliese, è stato parroco in Brasile, cappellano di Sinti e Rom, vicario generale nella Diocesi di Castellaneta e volontario nella casa circondariale e di reclusione di Taranto. Ha pubblicato: Zingaro mio fratello (Paoline 1986), Mi basta che tu mi vuoi bene (Paoline 2012) e Se non diventerete come bambini (Pensa MultiMedia 2016).
Pietro Maria Fragnelli è vescovo di Trapani.
Grazie alla sua prossimità al religioso paolino Gabriele Amorth, l'autore di questo libro è in grado di descrivere con rigore e precisione quanto avviene nel corso di un esorcismo, per aver vissuto in prima persona la liberazione della sorella e coadiuvato Amorth in altri esorcismi. Il volume riporta anche una sezione di interviste di padre Amorth e di testimonianze dirette sulla sua opera, assieme a un'appendice fotografica.
Su quanto descritto in queste pagine si è basato anche William Friedkin, già regista de "L'esorcista" (1973), per la realizzazione del documentario "The Devil and Father Amorth", reperibile anche con sottotitoli italiano.
Il volume raccoglie documenti e fonti orali che testimoniano la freschezza umana e religiosa della personalità di padre Guglielmo Gattiani, umile frate minore cappuccino, totalmente dedito al Vangelo sine glossa, capace di aderire alle forme estreme della povertà evangelica. La nuova edizione si presenta arricchita di nuovi dati e considerazioni.
Quello che emerge dalla biografia è l'impossibilità di relegare padre Guglielmo nostalgicamente al mondo del passato. Egli è uomo di pace, il cui sguardo sulla realtà ha molto da dire sul futuro.
PAOLO BERTI, bolognese, laureato in architettura a Firenze, dopo aver lavorato in uno studio professionale, inizia gli studi teologici per entrare nell'Ordine dei frati Cappuccini. Ordinato sacerdote, si dedica all'apostolato itinerante e alla predicazione, con corsi e esercizi spirituali presso numerosi istituti religiosi. Già segretario nazionale dell'evangelizzazione dei Cappuccini, attualmente fa parte di una commissione dell'Ordine per l'Evangelizzazione nell'Emilia-Romagna. È inoltre componente del GRIS - Gruppo di ricerche informazioni socio-religiose, con sede a Bologna. Ha scritto varie biografie: santa Clelia Barbieri, don Giuseppe Codicé, don Olinto Fedi; presso le EDB ha pubblicato quella di p. Raffaele Spallanzani: Padre Raffaele. Un seminatore di gioia (2008). Nel suo sito web www.perfettaletizia.it pubblica le omelie domenicali e schede su tematiche di attualità (droga, miti, islam e altro ancora).
Il 9 maggio 2019, i volontari sulla Mare Jonio, la nave della piattaforma della società civile Mediterranea, individuano nel tratto di mare tra la Sicilia e la Libia un gommone in avaria con 30 migranti. «Da dove venite?» viene chiesto loro. «Dall'inferno», rispondono. Tra i primi a portare aiuto c'è un giovane prete che si è imbarcato come cappellano di bordo: don Mattia Ferrari. Ha ventisei anni, ma il suo impegno a favore degli ultimi e di un mondo più giusto ha radici profonde e attraversa tutta la sua vita, dalla prima scintilla della vocazione fino all'impegno per una Chiesa popolare e aperta alle sfide della modernità nel solco degli insegnamenti di papa Francesco. Questo libro è l'occasione per ascoltare le speranze di un'intera generazione di ragazze e ragazzi che non vuole arrendersi alla paura, decisa a impegnarsi direttamente in difesa dell'ambiente e dei più deboli, e non disposta a voltare lo sguardo davanti all'ingiustizia.
Giovanni Calvino (1509-1564) è stato con Lutero il più importante riformatore del cristianesimo. Le sue dottrine hanno avuto grande influenza e diffusione soprattutto in Francia e in Inghilterra e poi nell'America settentrionale. Nella sua opera come nella sua azione, Calvino propugnò un'adesione di assoluta intransigenza ai principi della religione, e quando a Ginevra ne ebbe possibilità instaurò un regime in sostanza teocratico. Il severo teologo e giurista fu un dittatore spirituale oppure una della figure più importanti della civiltà occidentale? Oggi ancora, i giudizi sono divisi. Per farsi un'opinione in proprio, il profilo di Strohm offre al lettore una chiara ed equilibrata esposizione della vita e dell'opera di Calvino.
Volume fondamentale per il dialogo interreligioso, meglio, per la reciproca comprensione. Per i cristiani Ë il modo di sperimentare come l'entrare nella compagnia con Cristo Salvatore aiuta la comprensione dell'altro e dell'altra esperienza religiosa. Un cristianesimo perciÚ non timoroso del diverso, aperto a tutta la vastit‡ del disegno di Dio. Nel rapporto con l'Islam si tratta della percezione di un cuore islamico che non ha nulla a che vedere con forme di fondamentalismo che dall'Islam non derivano, anzi lo sovvertono.
Jean-Mohammed Abd-el-Jalil (1904-1979) unisce gi‡ nel suo nome proprio il nome del grande apostolo cristiano Giovanni e quello di Maometto. Non Ë ovviamente un caso, Ë la scelta di un musulmano convertito al cristianesimo e fattosi francescano che non solo non ha voluto "cancellare" líesperienza religiosa islamica della sua giovinezza, ma ha scelto di essere un ponte tra il mondo cristiano e quello islamico. Scelta rara se ci si fermasse allo sguardo della sociologia. Gi‡ Talcott Parsons considerava come il convertito da un gruppo ad un altro rompe, dimentica, dialettizza, contrasta con il gruppo di provenienza.
Per Jean-Mohammed líincontro con Cristo Salvatore abbraccia e rivela la verit‡ di ogni altro processo umano e perciÚ religioso.
Padrino di Battesimo per Jean-Mohammed sar‡ Louis Massignon, forse la figura pi˘ evidente della condivisione cristiana del mondo musulmano. Il lavoro di Padre Jean-Mohammed allo Institut Catholique di Parigi sar‡ far comprendere líesperienza religiosa e le aspirazioni spirituali dei musulmani e del Corano in cui sono radicati. Uomo del suo tempo, Padre Jean-Mohammed d‡ un apporto essenziale a comprendere gli eventi che hanno caratterizzato il secolo scorso, da quelli politici, come il tentativo dei Paesi non-allineati, la Palestina, alla grande stagione conciliare.
Il presente volume, realizzato sotto la direzione di padre Maurice Borrmans del Pontificio Istituto di Studi Arabi e díIslamistica (PISAI) Ë molto di pi˘ di una biografia, Ë líaccompagnamento del percorso spirituale e dellíimpegno culturale e cristiano di Padre Jean-Mohammed, con i suoi testi e con il suo insegnamento.
Tra la ristrettezza mentale, la corruzione e le tensioni sociali del neonato Regno d'Italia e la Belle époque parigina, tra la Grande guerra, i rivolgimenti europei e l'ascesa del fascismo e del nazismo, Gabriele d'Annunzio ha trascorso l'esistenza creando e alimentando il suo mito. Dagli amori esagerati alla ferocia dei discorsi pubblici, dai capolavori letterari all'impresa di Fiume, dalla corrispondenza col Duce fino all'esilio del Vittoriale, Lucy Hughes-Hallett rende giustizia a un personaggio complesso e contraddittorio, straordinariamente dotato come artista, carismatico, capace di amare in modo tenero e smodato ma spesso sgradevole, estremo, razzista. Il fascino esercitato dal poeta Vate su intere generazioni di italiani è reso nelle pagine di questa biografia, in cui l'autrice non si lascia ammaliare dall'eroismo del protagonista né cede a facili disapprovazioni, demandando ogni giudizio al lettore. Il ritmo della narrazione segue quello frenetico della vita dello scrittore, andando avanti e indietro nello spazio e nel tempo. Questo libro resta dalla sua prima pubblicazione una importante ed esaustiva biografia dannunziana, conducendoci in un viaggio a ritroso tra storia, politica, letteratura e cultura.

