
La protagonista di questa vicenda ha cinquantacinque anni, vive nell'Italia di questi anni e si è separata di recente dal marito che, dal canto suo, ha appena avuto una figlia da una giovane donna. La fase critica che sta attraversando le impone, con tensione ineludibile, di affrontare la prospettiva dell'invecchiamento, che lei sperimenta nel volto e nel corpo, ma anche nella memoria e nei sogni. La narrazione del suo percorso si snoda nello spazio di un anno, con il suo simbolico trascorrere delle stagioni.
Kyle Kingsbury, ricco, bello e popolare si prende gioco di una ragazza piuttosto bruttina della sua classe di nome Kendra, una vera e propria strega in incognito. Lei allora lo maledice per la sua cattiveria, tramutandolo in una bestia; gli concede però due anni per rompere l'incantesimo, perché pochi istanti prima di trasformarsi, Kyle compie un atto di gentilezza, donando alla ragazza della biglietteria una rosa che la sua partner si era rifiutata di indossare per il ballo. L'unico modo di rompere l'incantesimo e ritornare alla sua bellezza è amare ed essere corrisposto.
Tre destini femminili giocati fra l'Africa e l'Europa, con un esile legame tra di loro: al centro di ogni storia, la forza d'animo di una donna che riesce a sconfiggere la paura e il dubbio, l'ignoranza altrui e la propria delusione. Nella prima Norah, avvocato quarantenne che vive a Parigi, giunge a casa di suo padre a Dakar; l'uomo, un tempo tirannico ed egocentrico, si è imbozzolato in una follia silenziosa e trascorre le notti appollaiato su un albero in cortile. Tentando di penetrare nel mistero, Norah sarà assalita dai delitti e dai dolori della sua famiglia d'origine. Fanta, insegnante di francese a Dakar, deve seguire in Francia il marito Rudy. Succube di sua madre, frustrato e pieno di rabbia, l'uomo non riesce a offrire a Fanta e al figlioletto una vita soddisfacente, ma lei non si da per vinta. Khadi Demba, una giovane vedova scacciata dalla famiglia del marito, è protagonista della terza vicenda: poverissima e senza alcun sostegno, cerca di raggiungere in Francia la lontana parente Fanta; nella sua eroica esperienza di migrante, la donna sopporta ogni sorta di angheria senza perdere la propria dignità. Titolo originale: "Trois femmes puissantes" (2009). Il volume è vincitore del Premio Goncourt 2009.
Nel Libano della fine del XIX secolo, Wakim Nassar è costretto a fuggire dal suo villaggio a causa di un'oscura lite. Con tenacia e caparbietà saprà ripartire dal nulla, creando delle grandi piantagioni di arance nei dintorni di Beirut. Insieme alla sua sposa Hélène fonderà una famiglia numerosa, diventando un capo-clan temuto e rispettato. La grande casa che farà costruire in mezzo agli aranceti, ammirata dalle genti che passano da lontano, sarà il simbolo della sua gloria. Ma la Prima guerra mondiale, le malattie, le intemperanze di uno dei suoi figli mineranno il suo effimero impero. I discendenti di Wakim dovranno lasciare, uno dopo l'altro, la grande casa che ora rischia di andare in rovina, e prenderanno la via dell'esilio. Questo romanzo ricco di colore e di risonanze, attraversato da personaggi straordinari e curiosi, racconta l'ascesa e la caduta della famiglia Nassar. Sullo sfondo, uno spaccato di storia del Libano, dall'Impero ottomano al mandato francese.
Fino a quando, su questa terra, esisterà un fabbricato denominato scuola, i ragazzi domanderanno al Padreterno perché mai li abbia messi al mondo se devono trascorrere una parte della stagione più bella della vita (l'infanzia e l'adolescenza, appunto) in cattività. Partendo da questa semplice considerazione che unisce i ragazzi di tutte le generazioni e i ricordi del ragazzo di ieri all'esperienza del maestro di oggi, Marcelle D'Orta ripercorre gli anni della "sua" scuola, nella Napoli degli anni Sessanta e Settanta. Così prendono vita figure vivissime che accompagnano il lettore dalle elementari fino al liceo, sullo sfondo di una Napoli popolare per molti aspetti perduta per sempre. Compagni di scuola, bidelli, genitori, insegnanti in un ritratto vivacissimo e a tratti esilarante.
"Marjorie Morningstar" è una storia emozionante sull'ambizione, la ribellione e il grande amore. Diciannove anni, una cascata di ricci castani, grandi occhi azzurri e un sogno ambizioso: quello di non essere più una studentessa come tante nella New York degli anni '30, ma di diventare l'attrice più acclamata di Broadway. Mentre i genitori, che vivono in un lussuoso grattacielo con vista su Central Park, desiderano che la figlia si inserisca nei salotti più raffinati della città e sposi un buon partito, Marjorie disdegna i bei ragazzi facoltosi che la corteggiano, si iscrive a un corso di teatro e inizia a frequentare l'ambiente bohémien che dovrebbe portarla al successo. È così che incontra il carismatico Noel Airman, drammaturgo e compositore di scarsa fortuna, ma tanto affascinante quanto inaffidabile e sfuggente. Guidata dalla passione per Noel, Marjorie intraprenderà una strada tortuosa e incerta, che da New York la condurrà su una nave per Parigi, nel tentativo di ritrovare l'uomo che ama sopra ogni cosa e di dar vita finalmente ai suoi sogni...
Nora se ne è andata da quindici anni e Matteo, ogni giorno da allora, chiede a se stesso quale sia la strada da percorrere. Un viaggio intriso di amore e dolore, di ricordi che riaffiorano dal passato, di luoghi in cui la natura amplifica con la sua bellezza e la sua forza i pensieri e le domande del protagonista. Vivendo ormai da anni immerso nella natura che circonda la sua casa in mezzo ai boschi, Matteo si confronta con la propria coscienza sul filo dei ricordi di un passato che riaffiora e si alterna al presente delineando i protagonisti, passati e presenti, della sua vita. “Perché, quando succede qualcosa di irreparabile, non si fa che pensare a quello che si poteva evitare?” Cercando la risposta a infinite domande, Matteo racconta la sua storia forte e dolorosa, poetica e profonda: una storia d’amore così intensa da obbligare il lettore a confrontarsi con il racconto di una vita che, alla fine, non riguarderà più soltanto il protagonista ma tutti coloro che la leggeranno.
Meghan O'Rourke ha solo trent'anni quando la madre muore. E anche se la malattia le ha fatto riscoprire una nuova intimità fra loro e l'ha abituata all'idea della fine, non è per nulla preparata al dolore che seguirà a quella notte di Natale. Immersa nei ritmi di una città traboccante di richieste e aspettative, Meghan non riesce a trovare un modo per attenuare la propria sofferenza, né qualcuno con cui condividerla, a parte la sua analista, di cui aspetta, avida, ogni seduta. Sua madre è ovunque, è nel vento che fa muovere le foglie di una siepe, è con lei in un bar mentre beve il tè con un'amica, è nei ricordi di un'infanzia spensierata, è nel colore viola. Scandendo mese dopo mese le tappe di un anno indimenticabile, Meghan ci fa riflettere su quanto si senta solo chi soffre, soprattutto in una civiltà, quella occidentale, che ha abolito ogni rituale collettivo per superare e condividere i passaggi fondamentali dell'esistenza
Sicuro del suo fascino e della sua avvenenza, il bellissimo Dorian Gray conduce una vita sfrenata, fatta di piaceri e di vizi nella Londra di fine Ottocento. Gli anni passano ma il giovane sembra non essere soggetto alle leggi della natura...
Nora se ne è andata da quindici anni e Matteo, ogni giorno da allora, chiede a se stesso quale sia la strada da percorrere. Un viaggio intriso di amore e dolore, di ricordi che riaffiorano dal passato, di luoghi in cui la natura amplifica con la sua bellezza e la sua forza i pensieri e le domande del protagonista. Vivendo ormai da anni immerso nella natura che circonda la sua casa in mezzo ai boschi, Matteo si confronta con la propria coscienza sul filo dei ricordi di un passato che riaffiora e si alterna al presente delineando i protagonisti, passati e presenti, della sua vita. "Perché, quando succede qualcosa di irreparabile, non si fa che pensare a quello che si poteva evitare?" Cercando la risposta a infinite domande, Matteo racconta la sua storia forte e dolorosa, poetica e profonda: una storia d'amore così intensa da obbligare il lettore a confrontarsi con il racconto di una vita che, alla fine, non riguarderà più soltanto il protagonista ma tutti coloro che la leggeranno. "Per sempre" è la storia di un amore. Che permane e resiste e che è, soprattutto, un amore impossibile.
In queste due storie - "La comunista" e "L'occhio del Vesuvio" - Ermanno Rea riprende a tessere la sua appassionata tela narrativa dedicata a Napoli. Una città-abisso. Una città-nostalgia. Una città-rimpianto. Si salverà Napoli? Si salverà - risponde "la Comunista" - se uomini e donne sapranno abbandonarsi all'entusiasmo dell'impossibile, a progettare e vivere una propria utopia.

