Este libro es un conjunto de reflexiones sobre la verdad antropológica fundamental, aquella por la cual el hombre es un ser familiar. La familiaridad es una dimensión constitutiva del ser del hombre porque, gracias a esa dimensión, el hombre adquiere su identidad. Y dentro de la familia, el amor conyugal, más allá de la ceguera de las pasiones subjetivas, es signo profundo de la libertad humana.
La presente edición de este libro sigue a la que apareció en 1991, en esta misma editorial, bajo el título Elementos para una filosofía de la familia. Junto a los capítulos de la edición precedente, que han sido objeto de retoques incisivos, el autor añade otros nuevos, en los que refleja las relaciones entre bioética y familia.
Francesco D'Agostino (Roma, 1946) es Profesor Ordinario de Filosofía del derecho en la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma "Tor Vergata". Presidente, desde 2001, de la Unión de Juristas Católicos Italianos, y Vicepresidente, desde 2002, de la Unión Internacional de Juristas Católicos. Miembro de la Academia Pontificia para la Vida, y consultor del Consejo Pontificio para la Familia. Desde 1990, es miembro del Comité Nacional de Bioética Italiano, que presidió de 1995 a 1998, y cuya Presidencia ha vuelto a asumir para el cuatrienio 2002-2006.
Entre sus publicaciones destacan: Bioética; Giustizia. Elementi per una teoria; Lezioni di filosofia del diritto, y Lezioni di teoria del diritto.
Dietro al tema della laicità si gioca oggi una partita che va al di là del discorso filosofico e giuridico tradizionale. Nel nome di una laicità scettica e relativistica, che sostiene l’insindacabilità degli stili di vita e l’irriducibile relatività dei modi di pensiero, qualcuno vuole destrutturare la comunicazione tra gli esseri umani.
Il volume riporta gli articoli di quattro importanti autori: La fede, amica dell’intelligenza, di Francesco D’Agostino; La “laicità” e le “laicità” di Giuseppe Dalla Torre; La laicità in Italia, di Carlo Cardia; Funzioni della laicità, di Sergio Belardinelli.
Francesco D’Agostino insegna Filosofia del diritto nell’Università di Roma Tor Vergata ed è Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani.
Giuseppe Dalla Torre insegna Diritto ecclesiastico ed è Rettore della LUMSA.
Carlo Cardia insegna Diritto ecclesiastico nell’Università di Roma 3.
Sergio Belardinelli insegna Sociologia dei processi culturali nell’Università di Bologna, sede di Forlì.
Moka vuole fare il marinaio, e il capitano della nave è contento di avere latte fresco a bordo. Moka diventerà presto un esperto marinaio, salvando la nave dal rischio di collisione... Età di lettura: da 5 anni.
A Padre Pio da Pietrelcina, il Santo del Gargano, viene dedicato il dossier, particolarmente ricco, del n. 136 di settembre del mensile Radici Cristiane, in distribuzione nei prossimi giorni.
Nelle case, nelle auto e sui camion, soprattutto in Italia ma non solo, è frequente trovare l’effigie di Padre Pio, ad indicarne la straordinaria popolarità, il primo sacerdote stigmatizzato della storia della Chiesa.
Cristina Siccardi, nel suo articolo, ricorda come il 20 settembre 1918, verso le nove di mattina, questo frate, all’epoca 31enne, solo, raccolto in preghiera di fronte ad un piccolo crocifisso nel coro della chiesa conventuale di San Giovanni Rotondo in Puglia, vide iscriversi sul proprio corpo le cinque piaghe della Passione di Cristo, grondanti sangue. Sarebbero scomparse soltanto tre giorni prima della sua morte terrena.
Tra i cataclismi dell’epoca, tra cui la guerra mondiale e l’influenza spagnola, Padre Pio «divenne un punto di riferimento per migliaia e migliaia di persone e la sua fama di santità iniziò a diffondersi sempre più, grazie anche ai doni carismatici di cui era dotato: levitazione, bilocazione, profezia, lettura dei cuori, conoscenza anticipata dei peccati altrui, emanazione di intensi profumi floreali di vario tipo in vita e in morte, conversioni, guarigioni». Ad ogni Santa Messa viveva letteralmente il Sacrificio incruento del Calvario: «Dopo la riforma liturgica, seguita al Concilio Vaticano II – precisa Cristina Siccardi – Padre Pio domandò e ottenne la dispensa per continuare a celebrare in Vetus Ordo».
Non mancarono difficoltà, dure prove, sofferenze e incomprensioni: Padre Agostino Gemelli, il fondatore dell’Università Cattolica, interpellato nella sua veste di psicologo, diagnosticò le stigmate di Padre Pio quali manifestazioni somatiche di una «sindrome isterica» e considerò il Santo del Gargano come un soggetto psicopatico.
Il Sant’Uffizio assunse provvedimenti nei suoi confronti, limitandone il ministero sacerdotale (divieto di confessare, divieto di celebrare in pubblico la Santa Messa e via elencando): «È indubbio che la diffidenza nei confronti di Padre Pio rientra in quell’atmosfera di cultura modernista – scrive Cristina Siccardi – che ha intossicato la Chiesa a partire dalla fine del XIX secolo». Autentiche persecuzioni ecclesiastiche, cui solo Paolo VI pose fine. Cinquant’anni dopo l’umile frate francescano è stato canonizzato, è amato ed invocato ovunque nel mondo.
In un’intervista, lo scrittore ed editorialista Rino Cammilleri, autore di una biografia su Padre Pio, ricorda come lui non fosse un «prete da strada» e nemmeno un organizzatore. Lui definiva sé stesso «un frate che prega» e tale veramente fu. Non faceva niente di particolare, pregava, diceva il Santo Rosario, celebrava la Santa Messa e confessava.
Era il Cielo, che, per suo tramite, operava cose prodigiose: «Tutto in Padre Pio è straordinario e basterebbe questo per rimanerne colpiti – afferma Cammilleri –. Purtroppo quando morì io avevo solo diciott’anni ed ero ammalato del Sessantotto. Rimpiango di non essermene mai interessato, quand’era in vita. Adesso darei chissà cosa per potermi confessare con lui…».
Corrado Gnerre rileva l’importanza della Santa Messa celebrata da Padre Pio, in un momento quale l’attuale, in cui «tutti corriamo il rischio di capire, sì, le parole della celebrazione liturgica, ma di non sapere più cosa essa davvero sia».
In un’altra intervista, il vaticanista Marco Tosatti ricorda come si debba proprio a Padre Pio la definizione del Santo Rosario come di un’«arma», grazie alla quale lui stesso riuscì a resistere per tutta la vita ai reiterati attacchi del demonio. Fra’ Pietro M. Pedalino evidenzia il legame stretto sussistente tra Padre Pio e Fatima, avendo entrambi la stessa sorgente in Maria. Del resto, evidenzia Padre Stefano Maria Manelli come anche il legame fra l’Immacolata, il Crocifisso e le stimmate di Padre Pio appaia alquanto significativo.
Il numero di settembre di Radici Cristiane, oltre a questo ampio e pregevole dossier su Padre Pio, propone l’editoriale del direttore della rivista, il Prof. Roberto de Mattei, in cui si evidenzia come il matrimonio oggi sia sotto un «attacco diabolico».
Settant’anni dopo si torna poi a parlare del 1948 e di cosa quell’anno rischiò l’Italia – ovvero la guerra civile – con l’intervista al Prof. Giulio Alfano, docente presso la Pontificia Università Lateranense. La presa del potere, in Italia, da parte degli uomini di Stalin fu evitata anche grazie al decreto del primo luglio 1949, emesso dalla Congregazione del Sant’Uffizio, passato alla storia come il decreto di scomunica dei comunisti: ne parla Luciano Garibaldi.
Don Samuele Cecotti, in un articolo, tratteggia la figura dell’avv. Carlo Francesco D’Agostino, tra i pochi ad opporre un chiaro e fermo “no” a quella che definì l’illusione democristiana ed al progetto degasperiano, ch’egli bollò come assolutamente incompatibile con la Dottrina della Chiesa. Il Prof. Roberto de Mattei ricorda poi l’«Operazione Sturzo», il cui fallimento aprì la strada verso il Centrosinistra ed il compromesso storico.
In Tesori d’Italia, Lorenzo Benedetti propone un rapido excursus dei principali castelli emiliani, che raccontano la storia di un passato di ordinata bellezza, di cortesi costumi, ma soprattutto di fede incrollabile. Chiudono il numero di Radici Cristiane le consuete rubriche, le recensioni e le lettere.
SOMMARIO
- BIBBIA ED EVANGELIZZAZIONE
- LE RIVISTE DEI GESUITI DAVANTI ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE
- L’ATTIVITA’ MISSIONARIA NEI TERRITORI PORTOGHESI D’OLTREMARE
- LA METAFISICA HA ANCORA VALORE?
- IL CORPO E DIO
- NUOVE STATISTICHE SULLA CHIESA
- INTERVISTA AL CARD.TURKSON
- PINO PUGLISI: PRETE E MARTIRE
- I GESUITI IERI E OGGI
- “UNA STORIA DI AMORE E DI TENEBRA”
- “LAZZARO FELICE”, UN FILM DI ALICE ROHRWACHER
Questo volume si propone di introdurre gli studenti di Assiriologia (laurea triennale) allo studio della lingua sumerica. Il volume è corredato di esercizi accompagnati a loro volta da rispettive copie in cuneiforme allo scopo di rendere familiare la lettura dei testi sumerici.
Questo volume invita alla riflessione sulla famiglia fondata sul matrimonio.
Sommario
3 Editoriale Lorenzo Bertocchi
2 Timonieri G. Barra e R. Cascioli
8 Chiesa Matteo Matzuzzi
9 Rassegna stampa
10 Quando manca un pezzo AA. VV. Abstract
13 I rischi e i pericoli taciuti Renzo Puccetti
16 Per amore e non per forza Giorgio Carbone
18 Una politica sottomessa ai mercati Stefano Fontana Abstract
20 Gesù non va in ferie AA. VV. Abstract
23 Io che resto tra i fossi e il granoturco Mirko Volpi
26 La setta dei suicidi Rino Cammilleri
28 Pillole di apologetica Gianpaolo Barra
41 L’Islam e la tratta degli schiavi neri Marco Di Matteo Abstract
44 Suore Clare, tutto o niente Valerio Pece
46 Bambini Ogm Umberto Fasol
48 Il matematico e San Tommaso Francesco Agnoli
50 L'anno dei tre papi Vincenzo Sansonetti
53 Umani, non transumani Giacomo Samek Lodovici
56 "Il miracolo" al contrario Mario A. Iannaccone
58 Parole proibite Andrea Zambrano
59 Don Camillo sul crinale - Suonerie da messa Lorenzo Bertocchi
60 Biblioteca Vincenzo Sansonetti
61 Il movimento liturgico classico Giannicola D'Amico
62 Catechismo Stefano Biavaschi
62 Il Magistero Claudio Crescimanno
63 Vivaio Vittorio Messori
Dossier
Non muoio neanche se mi ammazzano AA. VV. Abstract
Mio babbo Alberto Guareschi
Uno scrittore cristiano Paolo Gulisano
Fra Bertoldo e Candido Egidio Bandini
Tra avanguardia e tradizione Guido Conti
Don Camillo e Peppone Massimo Vacchetti