L'ammirazione per il poeta, il libro sul "Postino", poi la frequentazione e l'amicizia con l'uomo: raccontando del suo rapporto con Pablo Neruda, Antonio Skármeta ci offre un ritratto e un'antologia personale di uno dei più grandi protagonisti della scena letteraria del secolo scorso. Lasciandosi guidare dai versi del "maestro", Skármeta propone un itinerario poetico e critico in cui sono le poesie stesse a suggerirgli ricordi e riflessioni, spunti che illuminano la vita e l'opera di Neruda, aneddoti di un'amicizia intensa e di una grande passione civile, culminata con la morte di Salvador Allende e la fine di un'illusione politica.
Quando divenne papa, nel 1978, il mondo cattolico in Occidente viveva ancora nella crisi successiva al Sessantotto, segnata da una profonda mancanza di autostima e da un complesso d'inferiorità imbarazzante nei confronti della cultura dominante, trasgressiva e avversa alla religione. Il nuovo pontefice, tuttavia, riuscì subito a conquistare la simpatia di molti e soprattutto contribuì a restituire, in particolare ai giovani, la fierezza di professarsi cattolici. Il mondo era allora ancora nell'epoca della Guerra fredda, che vedeva la contrapposizione fra i due blocchi rappresentati dal mondo comunista e da quello occidentale. La Chiesa del silenzio, privata della libertà nei Paesi comunisti, adesso aveva chi parlava per lei e Giovanni Paolo II contribuì in modo importante alla caduta del Muro di Berlino, nel 1989, che di fatto segnò l'inizio della fine del socialismo reale. Nella seconda parte del pontificato, dal 1989 al 2005, avrebbe concentrato l'azione della Chiesa nella nuova evangelizzazione, per restituire la speranza sia ai popoli "sazi e disperati" dell'Occidente, sia a quelli che uscivano dalla tragedia dell'esperienza del totalitarismo. Il libro di Marco Invernizzi non è una nuova biografia ma vuole introdurre il lettore nel Magistero del papa, un insegnamento ampio e articolato, che aiuta il cattolico a comprendere e giudicare i diversi e complessi aspetti del mondo contemporaneo.
Età di lettura: da 7 anni.
Non c'è niente da fare: Scooby-Doo e i suoi amici non riescono proprio a tenersi lontani dai misteri! Ovunque vadano, che sia il più grande parco di divertimenti del mondo o un paesino sperduto tra le montagne innevate, c'è sempre una caso da risolvere... La Misteri & Affini è in visita al Castello Incantato, dove i maghi più famosi del mondo si sfidano a colpi di incantesimi, facendo apparire e scomparire oggetti di ogni tipo. Ma quando il celebre uomo mascherato fa svanire nel nulla una preziosissima collana di diamanti, Scooby-Doo e i suoi amici cominciano a insospettirsi... Età di lettura: da 7 anni.
Questo originale libretto parla dei tratti fondamentali della personalità dei Magi, personaggi misteriosi e affascinanti. Dal Vangelo di Matteo sappiamo che si sono comportati in un determinato modo, con un determinato stile. Uno stile che presuppone un carattere, una personalità particolare: una personalità che ci offre l'intelaiatura di ogni vita umana riuscita. Scritto con stile originale e linguaggio fresco, queste pagine sono un ottimo sussidio per preparare la Giornata Mondiale della Gioventù dell'agosto 2005 a Colonia.
Fata Smeraldina è molto emozionata: è il suo primo giorno alla Scuola di Magia, dove dovrà imparare l'uso della bacchetta magica, la tessitura d'incantesimi e la preparazione di pozioni magiche. Ma la materia preferita dalle allieve è quella di fata Ceraunavolta, che racconta le antiche storie di fate in un modo che... incanta! Infatti, mentre l'insegnante narra della principessa Liù e di fata Lillà, Smeraldina si ritroverà improvvisamente proprio dentro la storia a vivere un'incredibile e magica avventura... Età di lettura: da 5 anni.
Difesa, Errore, Garantismo, Intercettazioni, Prescrizione: sono alcune delle voci di un alfabeto particolare. Scritto da chi, con queste parole, ci lavora ogni giorno.
Che cos’è concretamente la giustizia e come funziona? Molti degli strumenti normativi o dei concetti chiave che la animano sono in questi anni al centro del dibattito pubblico, ma non sempre le ‘parole’ usate sono comprese correttamente. Una per tutte: ‘prescrizione’. Accade che tale termine (indicativo della estinzione di un reato per decorso del tempo) venga sempre più spesso considerato sinonimo di ‘assoluzione’ (cioè di esclusione della responsabilità o, addirittura, del reato) e che su questa confusione si giochino le aperture dei telegiornali di maggior ascolto e il compiacimento di politici di primo piano, finalmente appagati nel vedere giudizialmente certificata la propria illibatezza. Il peso della parola deformata è, in questo caso, decisivo. La parola a questo punto la prendono 16 magistrati per spiegare come funziona la giustizia in Italia, quali i fondamenti teorici a cui si rifanno molte norme e provvedimenti, quale è l’armamentario degli strumenti messo a punto, nel tempo, per ottenere risultati e perseguire i reati.