"Ultimamente mi sono chiesto più volte: cosa posso lasciare di meglio a tutti quelli che mi hanno conosciuto e amato? Qual è l’aspetto dell’eredità agostiniana che mi sta più a cuore? I suoi trent’anni di ricerca sullo Spirito Santo; il suo cantico nuovo sull’Amore, che abita nel nostro cuore. È lo Spirito Santo in persona la vera Grazia di Dio che ci abilita a vivere da veri Figli di Dio, capaci di costruire il mondo nuovo, più umano e fraterno, che Gesù è venuto a proclamare con la sua vita e il suo Vangelo. Questo Spirito che è tutto l’Amore di Dio, Gesù ce lo ha messo nel cuore il giorno del nostro Battesimo. Ma molti, troppi, non lo sanno o vivono come se non lo sapessero. Per S. Agostino, che ha vissuto costantemente alla ricerca della Verità dell’Amore, è stata la scoperta più sconvolgente. Mi sembrava inutile morire senza dirlo a tutti: un testamento come l’ultimo urlo e il regalo più bello!".
A Parigi nel 1946 viene pubblicata nella collana Théologie della Facoltà di Teologia Scolastica della Compagnia di Gesù a Lyon-Fourvière un'opera del teologo francese Henry-Marie de Lubac, Surnaturel, poco dopo accusata indirettamente di deriva modernista dall'enciclica di Pio XII del 1950, Humani generis. È la ripresa di un lungo dibattito teologico tra natura e grazia che era andato a poco a poco assopendosi. Questo studio, partendo dalla comprensione della controversia pelagiana, e successivamente dalla risposta di Agostino d'Ippona con il suo De natura et gratia, delineerà l'efficacia soteriologica nell'uomo - attraverso la morte e resurrezione di Gesù Cristo -, divenuto nel battesimo «nuova creatura» (2 Cor 5,17) del suo infinito amore misericordioso.
Le Confessioni sono l'autobiografia spirituale di Sant'Agostino. Un'opera grandiosa, scritta e pubblicata perché i lettori ringraziassero Dio con Lui per averlo salvato dal naufragio spirituale, in cui il travaglio morale, filosofico ed esistenziale lo stava inabissando ad ogni momento. Figure di spicco hanno contribuito a farlo approdare al porto della salvezza in Gesù Cristo, nell'ambito della Chiesa Cattolica: il Vescovo di Milano Ambrogio e, soprattutto, sua madre Monica. Alle vicende narrate, in nove libri, che vanno dalla sua Nascita fino alla morte della madre, ne aggiunge altri quattro, nei quali tratta argomenti di grosso spessore culturale e filosofico, come la creazione, la memoria, il tempo, la felicità.
Un testo inedito di padre Balducci, uno splendido e puntuale commento del più importante e conosciuto libro di Agostino, Le Confessioni. Ogni capitolo tratta uno dei grandi temi del testo del vescovo di Ippona: il rapporto con la madre, la conversione, il rapporto con Dio, il perdono... Una sintesi sorprendente del pensiero di Agostino, riletto da una delle voci post-conciliari più originali e profetiche.
Il libro di Agostino Orilia, sospeso tra ricerca biblica e decostruzione narrativa, mette alla prova le parabole di Gesù in contesti attuali, dotandole di nuovi protagonisti. La sfida consiste nel creare narrazioni in grado di riflettere le difficoltà del mondo contemporaneo, esplorandone i legami e le ferite sociali, e nel dimostrare come questi racconti posseggano ancora oggi la forza dirompente - e talora perturbante - che avevano agli occhi degli uomini e delle donne che conobbero e ascoltarono Gesù.«L'Autore [...] confessa di non sentirsi impegnato a scrivere per biblisti superperiti e consumati esegeti ma per pastori e catechiste, per operatori impegnati nell'apostolato biblico e insegnanti di religione, per genitori e educatori cristiani. E indirizza i suoi messaggi [...] anche a giovani, adulti e anziani distanti da Dio, per i quali risulta attuale la profezia: "Ecco, verranno giorni in cui manderò la fame nel paese; non fame di pane né sete di acqua, ma di ascoltare le parole del Signore" (Am 8,11)» (dalla Prefazione di Francesco Lambiasi).Informazioni sull'autore
Pubblicazione agile, a twitter. Fatta proprio per i giovani. Chi si avventura nella lettura e se ne lascia avvincere riscontrerà in Agostino un sorprendente specchio delle situazioni vissute dai giovani di oggi, dei loro sentimenti, delle loro crisi e delle loro aspirazioni. Lo mette in risalto l'articolazione stessa del libro: ad un testo su Agostino risponde una esperienza o riflessione di un giovane che si firma; a seguire una pagina in bianco con qualche provocazione per chi si sentirà rispecchiato in Agostino.
Il testo raccoglie le riflessioni di Agostino sull'unità della Chiesa e sul valore ecclesiale delle Sedi Apostoliche, tra le quali, con il suo primato, ha un posto del tutto singolare quella di Roma. Tuffandosi nel mare dei testi agostiniani, scegliendo fiore da fiore, l'autore riesce nell'intento di far vibrare, nel lettore, quella passione per la comunione ecclesiale che in Agostino ha un singolare testimone.
Agostino è contemporaneo di ogni uomo. Egli, infatti, con la perspicacia dell’intelligenza e con l’esperienza sofferta, seppe interpretarne le inquietudini e le aspirazioni più segrete.
L’Autore ha estratto dalla biblioteca sconfinata del vescovo di Ippona testi pregevoli sul tema della verità nella sua dimensione metafisica e in quella morale.
Per usare una immagine allusiva a parecchi testi di Agostino, ha estratto pane fragrante dalla sua dispensa, sempre aperta per quanti hanno fame di verità.
«Toccare un po' Dio nello spirito è una grande felicità, ma comprenderlo è del tutto impossibile». A questo denominatore Agostino riconduce quella che può essere considerata l'eredità della sua vita e del suo pensiero, assorbiti e concentrati in un Dio inafferrabile e incomprensibile. Contro ogni concezione materialistica, egli insiste su questa verità: l'uomo singolo o il mondo intero nella sua estensione non possono abbracciare Dio, che è ovunque e non è afferrabile dal pensiero umano.Autore di un'opera fondamentale della cultura dell'Occidente - le Confessioni - Agostino è stato determinante per la teologia e la filosofia sia sul piano del contenuto che del metodo. La mistica medievale vive del suo patrimonio, della sua ardente ricerca di Dio e del suo «cuore inquieto».
La selezione dei testi, ricavata con sapiente intuito dalle numerossime opere di sant'Agostino, l'ampia introduzione, i commenti che precedono i singoli capitoli, tutto il corredo d'informazioni che aprono e chiudono la raccolta, sono opera di un appassionato e profondo conoscitore del vescovo d'Ippona, padre Agostino Trapè. È stato anche il suo "canto del cigno": quando si spense improvvisamente, il 14 giugno 1987, padre Trapè aveva appena concluso quest'ultima fatica, corollario amoroso d'una intensa attività intellettuale. Questo libro è anche un omaggio alla sua memoria.
Sant'Agostino: «Un uomo che somiglia a noi... che ha peccato al pari di noi, che ha pianto come un bambino, che s'è innamorato come un qualunque adolescente, che ha sentito l'amicizia come s'è sentita da giovani anche noi, ch'è sceso giù nelle paludi... e c'insegna la strada per uscirne e ci porge la sua mano ferma e calda per aiutarci» (G. Papini) Sono questi gli elementi del fascino che' la figura di Agostino continua a escecitare' ancora oggi, a distanza di tanti secoli, e che rendono la sua vita e il suo pensino una fonte inesauribile di ispirazione. Il presente volume, che approfondisce la vita, l'insegnamento e il messaggio dell'Ipponate rivolto all'uomo di oggi - alla luce della Lettcra apostolica di Giovanni Paolo II Agostino d'Ippona - intende offrire un contributo alla conoscenza di Agostino accattivante e alla portata di tutti.