Portacandele natalizi di carta, feltro e materiale naturale, facilissimi da realizzare: graziose renne di legno, gnomi che giocano a nascondino dietro agli alberi, buffi pupazzi di neve e pietre luccicanti decorate a festa. Divertimento garantito per grandi e piccini. Titolo originale: ''Weihnachtliche Tischlichter'' (2008).
Il testo, redatto con un approccio storico-critico dal taglio ecumenico, si è posto l'obiettivo di esaminare puntualmente i maggiori documenti magisteriali della chiesa cattolica romana in cui le chiese orientali furono protagoniste. Il saggio prenderà avvio con Papa Leone XIII passando per Pio XII, raggiungendo così il Vaticano II, l'ecumenismo di Giovanni Paolo II, sino a lambire i papati più recenti di Benedetto XVI e Francesco. Per meglio perimetrare l'oggetto della disamina e comprendere a fondo che «la Chiesa vive ancora delle ricchezze dottrinali, spirituali, culturali ed umane [...] Esse restano un patrimonio comune, da riscoprire e valorizzare, perché la Chiesa possa tornare a respirare "con ambedue i polmoni", quello orientale e quello occidentale» (Giovanni Paolo II), lo studio sarà corredato di un capitolo introduttivo contenente i cenni di storia e teologia delle chiese orientali, al quale farà da pendant un epilogo, affidato alle riflessioni di due contemporanei autori ortodossi: Nicolas Afanassieff (T1966) e Ioannis Zizioulas (1931-).
Il celebre quadrato magico - che presenta sempre le stesse parole in qualunque modo lo si legga - compare in chiese e abbazie medievali, in Italia e all'estero, ma anche su una colonna della palestra di Pompei (l'incisione sarebbe dunque antecedente al 79 d.C.). Ma qual è il vero senso della frase del quadrato? E' un semplice gioco enigmistico o nasconde significati esoterici? E' un'invocazione pagana o addirittura satanica, oppure un simbolo cristiano? Rino Camilleri, in questo libro, svela i segreti di questo simbolo e ne racconta l'affascinante storia. Prefazione di Vittorio Messori.
“C’era una volta un bambino di nome Jack che viveva con la mamma in una casetta di pietra. Erano molto poveri : possedevano solo una vecchia mucca, che non faceva più latte…”. Dalla tradizione inglese, una celebre fiaba che aiuta a superare le paure. "Ucci, ucci sento odor di cristianucci", è il famoso tormentone del gigante che il bambino sconfiggerà.Raccontata in modo semplice e coinvolgente da Lodovica Cima e illustrata da Sara Benecino, questa fiaba diventerà un appuntamento amato e cercato per la buona notte, anche grazie alla filastrocca-gioco finale.
AUTRICE Adattamento testi di Lodovica Cima
ILLUSTRATRICE Sara Benecinoè nata a Cuneo. Dopo averfrequentato il Liceo Artistico e un anno diAccademia delle Belle Arti,ha iniziato a lavora-re come grafica presso una tipografia conti-nuando a disegnare nel tempo libero per caseeditrici e agenzie pubblicitarie. Fin da piccolavive in un mondo di colori… il mondo dei suoidisegni. Gli animali sono i suoi soggetti prefe-riti. Dalla punta della sua matita escono conespressioni buffe e a volte rocambolesche…
Amedeo Maiuri è stato uno dei più grandi archeologi del Novecento. La sua infaticabile attività, durata più di mezzo secolo, spazia da Creta, Rodi e le isole del Dodecaneso fino alla Campania, dove ha compiuto clamorose scoperte soprattutto a Pompei, Ercolano, Cuma e nelle altre aree archeologiche dei Campi Flegrei. L'autore di questo saggio definisce "magica" l'archeologia di Maiuri perché è evocatrice di fatti e personaggi del passato, che risultano vivi e attuali, ben diversa, quindi, dall'archeologia intesa come studio di oggetti.
All'origine dell'"Arte magica" vi è un progetto che aveva appassionato Breton fin dagli anni Trenta, e quindi dall'epoca di "Miniature": scrivere una storia dell'arte "rivisitata da cima a fondo dal pensiero e dallo sguardo surrealista". Il fondo magico dell'arte, le sue implicazioni religiose, la visione romantica, il fantastico: tutti gli elementi essenziali della teoria e della pratica surrealista vengono così rivendicati e riconosciuti nelle loro metamorfosi attraverso la storia dell'arte, a partire dalle pitture paleolitiche. Breton è provocatorio e idiosincratico: come sempre le sue indicazioni corrispondono a importanti sviluppi nella storia del gusto.
Dicembre 2003. Qualche giorno prima di Natale, gli scrittori John Gregory Dunne e Joan Didion vedono una banale influenza della loro unica figlia Quintana degenerare prima in polmonite, poi in choc settico. Soltanto qualche giorno più tardi, rientrati da una visita alla figlia ancora grave in ospedale, John e Joan siedono a tavola: all'improvviso l'uomo cade a terra e, in pochi minuti, muore d'infarto. "La vita cambia in fretta", scriverà Joan Didion qualche giorno dopo. Per oltre un anno la vita di Joan Didion è stata schiacciata dalla portata di questi due eventi, e questo libro è il resoconto di quell'anno, del tentativo di venire a patti con il modo repentino in cui la sua vita è stata stravolta. Diventa faticoso allora il dialogo tra la realtà e le strategie che si mettono in atto per accettarla: se per sopportare la malattia della figlia studia testi di medicina, si rende insopportabile alle infermiere dell'ospedale e si rivolge ad amici in cerca di numeri di telefono e indirizzi di ottimi medici, allo stesso tempo si rende conto che la morte e la malattia sono eventi che al di là dal suo controllo la lasciano in preda dei suoi ricordi, e si sorprende a pensare come i bambini: "come se i miei pensieri o i miei desideri avessero il potere di rovesciare la storia dei fatti".
Dalla lotta tra il cavaliere Erik e il malefico Ogam, all'incontro con la misteriosa Brigit, una spirale di eventi e incanti trascina i lettori in una storia ricca di colpi di scena, indovinelli ed enigmi. Tutto è narrato attraverso i dialoghi di tanti personaggi quanti potrebbe interpretarne un'intera classe di alunni.