Immaginate un condominio, un condominio molto sui generis, che si allarga o si restringe, che è un palazzo con tanto di portiere, che è un quartiere (ma debordante), che è una città (con molti elementi partenopei) e finisce per ospitare tutta la sgangherata Italia dell'ultimo decennio. Montesano procede per tipologie chiamando all'appello il suddito televisivo, il consumatore globale, l'uomo medio assoluto, lo schiavo della pubblicità, e poi i risanatori dell'economia nazionale, i venditori di lavoro, i venditori di spiagge... Il libro prende le mosse dalla collaborazione dell'autore con "Il Mattino" su cui molti di questi severi (ma anche divertiti) esercizi di satira sociale hanno trovato una prima forma e una prima sede.
Chi ha detto che il segreto della felicità è il successo? Queste pagine liberatorie dimostrano il contrario: non c'è storia di vera crescita che non sia stata costruita attraverso errori, sconfitte, delusioni. Tutti conosciamo la parabola di Steve Jobs, licenziato in un primo momento dall'azienda che poi egli stesso trasformò in un colosso, ma anche grandi uomini politici come Lincoln e De Gaulle, artisti come Ray Charles, scrittori come J.K. Rowling e campioni come Rafa Nadal sono diventati sé stessi accettando la sconfitta. Charles Pépin racconta con estro di narratore storie di cadute e risurrezioni, e per farlo ci guida alla scoperta del pensiero di san Paolo, Nietzsche, Freud e Sartre. Il suo messaggio è profondo: per diventare quelli che siamo ed esprimere il nostro potenziale dobbiamo accettare l'esperienza del rischio e non limitarci a scegliere tra alternative note e rassicuranti. Ma soprattutto ci riguarda come cittadini e genitori, chiama in causa il nostro modo di lavorare e di stare con gli altri, e ci apre gli occhi sulla ricchezza delle opportunità e delle scoperte che la varietà del mondo ci può offrire.
Un viaggio attraverso i secoli e i continenti, dalle origini del Cristianesimo ai giorni nostri, per riscoprire la narrazione dei re magi, fra religione, storia, iconografia e leggende popolari.
Libro consigliato dal papa sulle tre parole magiche che si devono dire sempre: Permesso, Grazie, Scusa. In o un portachiavi con le tre parole magiche". "
"Con un gusto ardimentoso ed enciclopedico Ripellino passa in rassegna una folla di persone, luoghi, libri, ombre, edifici, relitti, echi e bagliori della civiltà praghese: sepolcrali ossessioni alchemiche di Rodolfo II e passeggiate notturne di Kafka, taverne picaresche del soldato S'vejk e antri del Golem, caffè letterari e chiese spettrali, tutti travolti dalla continua sopraffazione politica-etnica-religiosa che ha visto il calvario boemo sotto il tallone della Controriforma, di Hitler, di Stalin e dei suoi successori." Claudio Magris. Il libro, a metà tra saggio e romanzo, è stato pubblicato per la prima volta nel 1973.
Padiscià, sultane, visir, animali parlanti, draghi, mostri a tre teste, e poi ancora spiritelli buoni e dev crudeli: sono questi i mirabolanti protagonisti delle fiabe della tradizione popolare turca, riunite in queste pagine. A raccoglierle, una per una, era stato uno studioso ungherese, Ignàcz Kùnos, nei suoi viaggi in Turchia alla fine dell'Ottocento, per poi pubblicarle, all'inizio del nuovo secolo, in inglese affinché la loro diffusione fosse la più ampia possibile. «Ho voluto offrire, in quest'antologia - scrive Kunos -, una rosa di storie che con le mie stesse mani ho raccolto nel variopinto giardino del folklore turco. Non mi sono servito di libri, dal momento che non esiste nessun libro del genere; ma, quale attento ascoltatore dei cantastorie, mi sono messo a trascriverli. Sono le storie che si possono ascoltare ogni giorno nelle casette sgangherate di Costantinopoli, e che le donne del luogo, intorno al focolare, raccontano ai bambini o alle amiche». Ogni dettaglio - turbanti, fez, narghilè, babbucce, esseri immaginari e grotteschi - svela l'origine orientale delle fiabe; ma le gesta eroiche di principi valorosi, quelle picaresche dello sciocco del villaggio, i giganti, i cavalli alati, i tornei e le giostre, tutto questo richiama a ogni pagina il folklore dei popoli europei. Il libro racchiude dunque, come uno scrigno, il prezioso patrimonio favolistico popolare di una cruciale terra di confine tra Oriente e Occidente. «Le fiabe turche - continua Kunos - sono come il cristallo, che riverbera i raggi del sole in una miriade di fulgidi colori; limpide come il cielo sereno; trasparenti come la rugiada su un bocciolo di rosa». Colori che rivivono in questa edizione anche grazie alla nuova veste grafica «indossata» dalle illustrazioni di Willy Pogàny. Età di lettura: da 6 anni.
Basta intingere il pennellino in acqua e passarlo sulle figure in bianco e nero per vedere apparire i colori, come per magia! Il libro include una pagina plastificata da mettere sotto il foglio su cui si colora, per garantire sempre ottimi risultati. Età di lettura: da 5 anni.
Continuano le umoristiche storie dei gatti di Via della Sogliola numero 3. Questa volta gli inquilini del condominio decidono di fare una scampagnata tutti insieme, compreso il topo Filippo. Con un furgoncino partono alla volta della campagna per passare un'allegra giornata in riva al fiume a pescare. Carmelo, l'aiutante di Pippo il gatto pescivendolo, pesca un pesce così carino e simpatico che proprio non ha cuore di metterlo in padella. Allora racconta ai suoi amici la storia del pesce magico, il pesce che può esaudire tutti i desideri. Convinti di diventare ricchi, i gatti di via della Sogliola rinunciano alla frittura e portano a casa il pesciolino vivo e vegeto. Età di lettura: da 4 anni.
Oggi si sta comprendendo una cosa di cui il XIX secolo non poteva avere nemmeno un presentimento, ovvero che il simbolo, il mito, l'immagine appartengono alla sostanza della vita spirituale, che è possibile mascherarli, mutilarli, degradarli, ma che non li si estirperà mai... Le immagini, i simboli, i miti, non sono creazioni irresponsabili della psiche; essi rispondono a una necessità e adempiono una funzione importante: mettere a nudo le modalità più segrete dell'essere. Ne consegue che il loro studio ci permette di conoscere meglio l'uomo, l'"uomo tout court", quello che non è ancora sceso a patti con le condizioni della storia. Ogni essere storico porta con sé una grande parte dell'umanità prima della Storia. [...] Oggi si comincia a vedere che la parte anti-storica di ogni essere umano non affonda, contrariamente a quanto si pensava nel XIX secolo, nel regno animale e, in fin dei conti, nella "Vita"; anzi, al contrario deriva e si innalza ben al di sopra di essa: questa parte astorica dell'essere umano porta, come una medaglia, l'impronta del ricordo di un'esistenza più ricca, più completa, quasi beatifica.