Data di pubblicazione: Ottobre 2012
Codice: 9788850331796
DISPONIBILE IN 6/7 GIORNI
€ 10,00
Che cosa significa "cooperare", oggi? Tutti, non solo i tecnici, sono chiamati a rispondere a questa domanda, in un momento che drammaticamente segna il forse definitivo tramonto di un sistema a lungo improntato sulla logica della competizione estrema. Una logica che ha diviso "vincenti" e "perdenti", self-made man e "falliti" producendo una crisi economica, sociale, civile e dell'umano senza precedenti. Una crisi che ha di fatto consumato ogni risorsa, materiale e simbolica, dello "stare insieme". Lontani dalle nostalgiche ricette sul facile "ritorno a prima della catastrofe", gli interventi raccolti in questo volume-manifesto rispondono più a un'esigenza - di tutti, appunto che a una suggestione: come riconfigurare il sistema, accordandolo a una cooperazione declinata nelle forme dell'economia capace di "dono", della fiducia fondata sui gesti e non sui numeri, del fare inteso come vita activa e non come mero consumo, del comunicare come forma di relazione e non di "psicotizzazione" e di una politica finalmente rigenerata nelle forme del bene comune.
Che cosa significa "cooperare", oggi? Tutti, non solo i tecnici, sono chiamati a rispondere a questa domanda, in un momento che drammaticamente segna il forse definitivo tramonto di un sistema a lungo improntato sulla logica della competizione estrema. Una logica che ha diviso "vincenti" e "perdenti", self-made man e "falliti" producendo una crisi economica, sociale, civile e dell'umano senza precedenti. Una crisi che ha di fatto consumato ogni risorsa, materiale e simbolica, dello "stare insieme". Lontani dalle nostalgiche ricette sul facile "ritorno a prima della catastrofe", gli interventi raccolti in questo volume-manifesto rispondono più a un'esigenza - di tutti, appunto che a una suggestione: come riconfigurare il sistema, accordandolo a una cooperazione declinata nelle forme dell'economia capace di "dono", della fiducia fondata sui gesti e non sui numeri, del fare inteso come vita activa e non come mero consumo, del comunicare come forma di relazione e non di "psicotizzazione" e di una politica finalmente rigenerata nelle forme del bene comune.