Quali sono le ragioni di ordine culturale, economico e politico che hanno favorito nel corso della storia recente «lo stare uniti» della nostra società e quali i fattori invece che hanno condotto a una «disunione» civile? È convinzione diffusa che i partiti politici non abbiano saputo contenere gli squilibri sociali, il dilagare della corruzione, l’opacità degli interessi e che si assista a un degrado della vita pubblica mai registrato in passato. Eppure la Costituzione offriva e offre gli strumenti del buon governo. Per riformare il sistema politico – questa è la tesi del libro – non è necessario ricorrere alla revisione costituzionale, basta la legislazione ordinaria integrata dalla prassi e orientata a rafforzare i presupposti della correttezza, della trasparenza e del controllo sociale. In breve una nuova etica pubblica.
Enzo Cheli ha insegnato Diritto costituzionale nelle Università di Cagliari, Siena e Firenze e Diritto dell’informazione e della comunicazione nelle Università di Napoli e di Roma. Membro dell’Accademia dei Lincei, è vicepresidente emerito della Corte costituzionale ed è stato presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dal 1998 al 2005. Con il Mulino ha pubblicato «Il giudice delle leggi» (1999) e «La riforma mancata» (2000).