Quando le culture della Mesoamerica si svelarono in tutto il loro splendore agli occhi dei primi europei, suscitarono reazioni contrastanti. Da un lato c'erano l'orrore dei sacrifici umani e del cannibalismo rituale, dall'altro una vita urbana ricca e articolata in cui non mancava quasi nulla di ciò che, secondo i criteri del XVI secolo, doveva caratterizzare la civiltà: la scrittura, la matematica, l'arte, il calendario, l'architettura e organizzazioni socio-politiche basate sull'ordine, la coesione e la gerarchia. A partire dal XX secolo, tuttavia, questi atteggiamenti contrastanti hanno lasciato spazio a una sempre crescente ammirazione per le culture precolombiane. In questo clima, dunque, è abbastanza frequente leggere che i Maya erano grandi astronomi e grandi matematici, che i Toltechi erano grandi architetti ecc. A ben vedere, però, quest'esaltazione finisce per rimuovere la radicale diversità di queste culture. Scopo di questo volume è quello di documentare tale diversità.
Le meraviglie del mondo, dall'antichità a oggi, sono molto aumentate di numero rispetto alle sette della tradizione classica: le scoperte nel Nuovo Mondo, per esempio, ci hanno svelato opere non meno colossali delle piramidi egizie. Nei secoli l'uomo non ha cessato di edificare in ogni parte del globo strutture sempre più alte, più vaste, più gloriose. Continente per continente, questo libro spazia dal Pantheon di Roma alla Grande Muraglia, dalla risorta Biblioteca di Alessandria alle splendide realizzazioni di geni dell'architettura quali Frank Lloyd Wright e Renzo Piano.
L'Islam, immaginato nelle immense vastità desertiche di luce abbagliante, immerso nei colori delle moschee e dei suoi palazzi, e nei profumi dei bazar, oggi, come pure avveniva cent'anni fa è in grado di sedurre i viaggiatori d'Occidente, che rimangono incantati dalla melodia salmodiata della lettura del Corano o dell'invito alla preghiera, e dalle storie meravigliose delle Mille e una notte. Questo volume vuole descrivere la storia della sua civiltà, a cominciare dalle origini, tracciando in primis un profilo della società beduina, che fu culla dell'Islam, cui ha lasciato in eredità molti caratteri che ancor oggi gli si riconoscono, tipici di una struttura sociale tribale. Nel secolo VII, dalle sconfinate vastità desertiche, gli arabi si mossero alla conquista delle due grandi potenze politiche e militari del tempo, l'impero bizantino nel Vicino Oriente e l'impero sasanide in Persia e Mesopotamia, "i due occhi cui Dio aveva affidato il compito di illuminare il mondo".
Il presente terzo volume conclude l’opera L’arte cristiana in Italia, l’originale tentativo di comprendere l’ingente patrimonio artistico del nostro Paese a partire dall’incontro di fede e arte. Del Barocco vengono sottolineate la ricerca di forme nuove e l’ardire della sperimentazione. Il Neoclassicismo è il movimento artistico che accompagna la diffusione delle idee illuministe. Negli anni dall’unità nazionale alla seconda guerra mondiale, l’arte cristiana è alla ricerca.
Nella seconda metà del Novecento si assiste a una fioritura sorprendente. Per la spinta del Concilio Vaticano II e la sensibilità di due pontefici, Paolo VI e Giovanni Paolo II, gli artisti tornano a guardare alla Chiesa come a un interlocutore, mentre la Conferenza Episcopale Italiana si propone come un committente affidabile. I frutti sono opere d’arte degne di attenzione.
Timothy Verdon, statunitense, è lo studioso di arte sacra più conosciuto nel nostro Paese. Sacerdote, vive da molti anni a Firenze. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo i precedenti due volumi, L’arte cristiana in Italia – Origini e Medioevo (2006; L’arte cristiana in Itala – Rinascimento (2006) e, per altri editori, Maria nell’arte europea (Electa, 2004), Vedere il mistero (Mondadori, 2003), Arte sacra in Italia(Mondadori, 2001).
Il volume raccoglie gli atti del Colloquio internazionale tenutosi alla Scuola Normale nel novembre 2003. Esso intende chiarire la figura e l'interpretazione del ruolo dell'artista sia nel mondo bizantino che in quello cristiano-orientale, mettendone a fuoco i vari aspetti e le complesse conformazioni. Il volume intende apportare un contributo innovatore alla conoscenza di un tema in genere poco conosciuto, o poco studiato, della nostra cultura.
Beato Angelico (1390/95-1455 ca) è uno dei più celebrati pittori del primo Rinascimento italiano. Una rassegna dell'intero percorso artistico del Beato Angelico che comprende i suoi primi affreschi a San Marco a Firenze, le sue prestigiose commissioni per il Vaticano e per il Duomo di Orvieto, nonché tutte le sue maggiori opere. Il volume dimostra come la spiritualità e la rarefatta bellezza dell'arte del Beato Angelico abbiano influenzato vari artisti moderni, tra i quali Mark Rothko e James Turrell.
Tiziano è uno degli indiscussi maestri del Rinascimento. Una monografia completa che inserisce la carriera e le opere dell'artista nel contesto sociale e storico dell'Italia del XVI secolo. Una raccolta dei più grandi capolavori del maestro, dal "Bacco e Arianna" (1520-23) custodito alla National Gallery di Londra fino a "La sepoltura" (1570) del Prado, accompagnati da analisi approfondite dei loro processi creativi. Un'analisi del rapporto di Tiziano con gli argomenti più disparati (dalla mitologia alla religione, passando per i ritratti e l'allegoria) che mette in evidenza il ruolo chiave giocato dagli illustri mecenati dell'artista.
L'opera originaria Civitates Orbis Terrarum è il frutto di un progetto editoriale di lunga durata, che potè essere sostenuto e portato avanti per quasi cinquant'anni grazie al largo successo che incontrò la pubblicazione. I sei volumi delle Civitates, grazie alla ricchezza dell'apparato cartografico-iconografico (più di 350 tavole di grande formato contenenti le raffigurazioni di circa 600 luoghi urbani), alla cura tipografico-editoriale, alla dovizia di informazioni storiche e attuali sulle città e alla novità costituita dalla stessa sistematicità e completezza della raccolta, rimasero a lungo un modello insuperato del genere.
Questo libro interroga le relazioni antropologiche cruciali che le immagini intrattengono con il corpo e la carne, al di là delle usuali nozioni di antropomorfismo o di rappresentazione figurativa. Vi sono analizzate le diverse modalità con cui le immagini guardano alla carne, che sia la carne di Afrodite formata dalla schiuma del mare o quella di Cristo sacrificato sulla croce. Paganesimo e cristianesimo, ognuno con i suoi contesti di pensiero, avrebbero, in effetti, entrambi cercato di raggiungere, o forse trasgredire, i limiti dell'imitazione: da una parte le metafore diventano metamorfosi, dall'altra i segni che rappresentano diventano dei sintomi che incarnano. Si scoprirà questa potenza straordinaria dei corpi allorché in essi la carne guarda all'immagine, a esempio nella stigmatizzazione di San Francesco del XIII secolo, la crocifissione dei Convulsionari di San Medardo del XVIII secolo o le "attrazioni" isteriche della Salpétrière del XIX secolo.
Il catalogo della mostra Nicola da Guardiagrele, orafo tra Medioevo e Rinascimento. Le opere - I restauri, a cura di Sante Guido, è stato l’occasione di raccogliere i più recenti studi di molti studiosi della materia. Il volume si apre con un intervento di Ezio Mattiocco sulla produzione orafa in Abruzzo nel periodo immediatamente precedente l’opera di Nicola. Quindi si analizzano le prime opere in mostra, tutte appartenenti al primo periodo della produzione negli anni 1410-1420. Il breve ma importante testo di Elisabeth Taburet-Delahaye permette di portare l’attenzione su un'opera di Nicola conservata nel Museo di Amiens, ma della quale la storiografia italiana del Novecento ignorava l’esistenza. Valentino Pace tratteggia la situazione storiografica e analizza con dovizia di nuovi raffronti importanti opere come le custodie eucaristiche di Francavilla al Mare e di Atessa e la bellissima croce di Santa Maria Maggiore a Lanciano. Infine Mons. Crispino Valenziano presenta una magistrale lettura ed interpretazione teologico-liturgica delle due custodie.
Il volume prosegue con una seconda parte relativa alle opere del periodo 1431-1451, nel quale lo stile di Lorenzo Ghiberti, espresso nella celeberrima Porta Nord del Battistero di Firenze, condiziona l’intera produzione del maestro abruzzese. Mattiocco presenta il paliotto della cattedrale di Teramo, opera scelta come esemplificativa della svolta fiorentina. Aldo Galli analizza, con abbondanza di particolari e puntuali raffronti, le citazioni di Nicola dell’opera di Ghiberti. Serena Romano propone, aggiornandoli, i suoi studi sugli smalti del guardiese come mezzo per illustrare i rapporti tra l’orafo e la produzione pittorica contemporanea. Gina Lullo ricostruisce quindi, apportando nuove segnalazioni, la storia e la produzione scultorea di Nicola. Alessandra Rodolfo presenta alcuni documenti inediti sulla croce di San Giovanni in Laterano, l’ultima a noi giunta dell’intera produzione del maestro. Il volume si conclude con il saggio di Benedetta Montevecchi, che analizza l’eredità dell’arte di Nicola nella produzione orafa.
Tutti i testi sono intervallati da fascicoli fotografici che illustrano, con eccezionali riproduzioni, le opere del Maestro di Guardiagrele.
Il volume è il catalogo della mostra di Milano (Castello Sforzesco, 7 dicembre 2007 - 2 marzo 2008). La mostra presenta, attraverso rari e unici materiali originali, la passione di Leonardo da Vinci per gli studi sulle proporzioni della figura umana e sulla divisione modulare del corpo del cavallo. Leonardo da Vinci dedicò, infatti, numerosi capitoli del suo Trattato della Pittura alle proporzioni delle membra umane e alla "membrificazione" degli animali e al loro moto anche attraverso descrizioni di battaglie e di cavalli in lotta. Il volume raccoglie disegni rari, schizzi e documenti legati a questa produzione e ne riporta intatta tutta l'armonia.