Italia del Sud, fine anni Cinquanta. Una grande azienda settentrionale ha deciso di impiantare una nuova fabbrica nel cuore del Mezzogiorno. Ora deve selezionare il personale adatto, e per questo ha incaricato uno psicologo che sottoponga i candidati a una "valutazione psicotecnica". Nel suo diario, lo psicologo registra l'esito del suo lavoro, che si fa via via più coinvolto e commosso, fino a trasformarsi in una vera e propria partecipazione al dramma dei disperati che si aggrappano al miraggio del posto di lavoro per liberare se stessi e le loro famiglie dalla miseria. E lui che, invece, per dovere professionale, deve decidere il destino di ciascuno di loro. Prefazione di Giuseppe Montesano.
Gli scritti raccolti in questo volume hanno in comune il fatto di trovare il loro baricentro in parole chiave, a partire dalle quali una riflessione bioetica può trovare un suo spazio. Nella maggior parte dei casi si tratta di parole che non sembrano appartenere al lessico bioetico consolidato, nell'intento di superare l'assunzione, diffusa tra i bioeticisti, di assumere principi teorici dai quali trarre deduttivisticamente conseguenze argomentative tanto eleganti sul piano dialettico, quanto irreali su quello dell'esperienza.
In questa nuova edizione, ancora a uso degli studenti e che continua a vedere la luce in contenuto ridotto rispetto all'originale disegno complessivo, ai tre capitoli presenti nell'edizione del 1999 è stato aggiunto un nuovo capitolo, il quarto nell'attuale ordine, che costituisce l'aggiornamento del saggio "Trust e tutela dei legittimari, in Riv. dir. comm., 2000, I, p. 3 ss". Quanto ai tre capitoli presenti nell'edizione del 1999, sono stato in gran parte rielaborati sia nel testo che nelle note.
Il presente manuale è stato concepito per i giovani che si accingono agli studi giuridici e che di concetti e categorie giuridiche sono pertanto, come affatto naturale, del tutto digiuni. L'autore ha tenuto conto delle esigenze di contenuti (elementari) e di dimensioni (ridotte) imposte dal nuovo ordinamento universitario per le Facoltà di Giurisprudenza. Ma al contempo gli è parso utile integrare in qualche punto l'esposizione con argomenti in precedenza solo accennati.
La Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi e l'Unione Cristiano-democratica di Konrad Adanauer occupano un posto di rilievo nella storia delle relazioni diplomatiche tra l'Italia e la Repubblica Federale di Germania nel secondo dopoguerra. Entrambi i partiti si trovarono alla guida dei governi all'indomani della rifondazione democratica, entrambi guidati da due leader cattolici, che presto sarebbero divenuti, insieme con lo statista francese Robert Schuman, i padri fondatori dell'Europa Unita. In questo libro l'autrice, basandosi su fonti raccolte nei maggiori Archivi pubblici di Italia e Repubblica Federale di Germania e in alcuni Archivi privati, ricostruisce l'atteggiamento reciproco dei due partiti nell'età degasperiana.