Nella visione cristiana il fondamento della speranza non sta negli esiti positivi verificati, bensì nella presenza di Dio nella storia. Nel contesto della post o tardomodernità sono vari i percorsi che cercano soluzioni plausibili sul senso e la rilevanza di una speranza nella storia. Questi sentieri, però, sembrano tutti presentare una prospettiva comune: la ricerca di risposte concrete ed efficaci alle questioni dell'oggi, che, tuttavia e malgrado tante suggestive ipotesi, risulta sempre più frammentato, contraddittorio e conflittuale. L'esperienza e la condivisione della speranza esigono, piuttosto, il recupero del senso della relazione responsabile con gli altri, con la natura e con quel radicalmente Altro che è il Dio d'amore incondizionato. Per tracciare i sentieri di questa speranza che è rivelata nel Figlio donato, nella prospettiva segnata dal pellegrinaggio della Chiesa italiana verso il Convegno ecclesiale di Verona 2006, è offerto un approfondimento che porta all'attenzione fonti, paradigmi e contesti vitali della speranza cristiana.
Il libro "Crocifisso tra potere e grazia. Dio e la civiltà occidentale" è il frutto di tre anni di studio e di riflessione sull'attualità che anima la convivenza civile e democratica dell'Italia e dell'Europa di fronte alle sfide epocali nel passaggio tra il 2° e il 3° millennio. Attraverso l'icona del Crocifisso che funge da filigrana e da spartiacque, l'Autore contesta culturalmente e biblicamente i cultori - pseudolaici e credenti atei - del simbolo dell'identità nazionale e si oppone da credente cattolico dal cuore laico alla strumentalizzazione degli atei devoti e dei religiosi atei che vogliono trasformare il Cristianesimo in religione civile o sistema di valori, annullando la sua dimensione universale e aperta a tutte le culture e civiltà, imperniata sul "Vangelo, cioè Gesù Cristo, cioè il Figlio di Dio" (Mc 1,1)
La presente raccolta di scritti, originariamente apparsi in pubblicazioni diverse e non sempre facilmente reperibili, è un'introduzione alla lettura della Summa Theologiae di san Tommaso d'Aquino. Essa riassume lunghi anni di meditazioni sul capolavoro tommasiano, sia dal punto di vista della coerenza interna, sia nella prospettiva delle altre opere, e presenta quella che Dalmazio Mongillo riteneva la sua vera scoperta: che la Summa Theologiae ha, fondamentalmente, una dimensione etico-teologica, per cui il vero scopo di essa va cercato nella Secunda e nella Tertia Pars, in profonda unità con la vocazione di un religioso domenicano fedele alla missione del proprio Ordine. Grande importanza e cura è dunque dedicata in questi scritti ad analizzare i difficili ma vitali aspetti del problema del fine, oggetto costante della vita di ricerca dell'autore.
Come si intreccia in Germania la letteratura con il religioso tra il XVI e il XX sec., nella produzione di Lutero, J.C. Günther, Lessing, Goethe, J. Paul, Annette von Droste-Hülshoff, Hofmannsthal, R. Musil, H. Hesse, N. Benjamin, M.L. Kaschnitz, R. Schami. Un quadro ricco, tracciato dai contributi dei maggiori specialisti, docenti nelle università italiane.
Il libro intende esporre le maggiori posizioni teologiche sulla relazione del cristianesimo con le altre religioni e sul ruolo delle religioni nel disegno divino. Il volume cerca di attirare l'attenzione dei cristiani (ma non solo la loro) sull'urgente bisogno di prendere piu sul serio le altre religioni, di arrivare a conoscerle, di parlare e lavorare con esse; inoltre, intende mostrare i benefici, capaci di giovare al mondo e di approfondire la fede, che scaturiscono dall'impegno ad imparare qualcosa sulle persone che seguono le altre vie religiose. L'autore scrive per un pubblico diversificato, anche se egli intende soprattutto parlare agli studenti.
I conflitti di civiltà possono e devono essere evitati attraverso un dialogo fra le religioni e fra gli uomini con l'obiettivo di costruire una nuova etica globale.
Chiude con una domanda Remo Bodei la sua lucida e distesa riflessione sull'ateismo. E il fatto stesso che un percorso di pensiero termini con una interrogazione deve farci cogliere tutta la portata della complessità del tema. La domanda è rivolta alle sentenze contenute nel libro di Geremia, in cui il Signore dice: "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno e il cui cuore si allontana dal Signore... Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia..." (Ger 17,5-11). Davvero, si chiede Remo Bodei, è maledetto l'uomo che non confida in Dio? Davvero non vi è speranza per lui di vita umana sulla terra? Bodei ha ben presente che l'ateismo non è qualcosa di radicalmente estraneo alla fede, ma è piuttosto ad essa legato da una parentela profonda, e con questo suo alter ego innesta una sorta di corpo a corpo, di "lotta con l'angelo" che, se non è mortale, può essere portatrice di nuovo e di futuro. (Gabriella Caramore)
DESCRIZIONE: Come deve essere Dio per venire in soccorso all’umanità? Una domanda che ha attraversato il Novecento teologico e filosofico, e che ha portato alcuni pensatori (Jonas, Moltmann, Pareyson) ad affermare la necessità che Dio, dimettendo l’attributo dell’onnipotenza, diventasse un Dio patetico partecipe del dolore degli uomini.
Ma un Dio antropomorfo - un Dio compassionevole, afflitto dalle stesse pene umane - sarebbe in grado di alleviare i travagli e asciugare le lacrime degli oppressi, o questi non sarebbero inevitabilmente trascinati in una partecipazione senza fine alla medesima sofferenza?
E ancora, un Dio che non può soffrire - al modo umano, perché la sofferenza si predica diversamente di Dio e dell’uomo - va pensato come un Dio che non può amare?
Paradossi che questo libro invita a meditare, e che costringono a ripensare, in contrappunto, il significato di "amore", "misericordia", "salvezza" e "perdono" del Dio delle Beatitudini.
Il volume, curato da Giacomo Canobbio, Flavio Dalla Vecchia, Renato Tononi, presenta un'analisi a più voci sulla figura del prete, nei suoi fondamenti biblici, teologici, canonistici e pastorali. Gli autori sono docenti del Seminario Vescovile di Brescia.
Il volume analizza le questioni aperte dall'ecologia oggi così come sono affrontate dalla teologia: la salvezza della natura, il rapporto tra l'uomo e le altre creature. Simone Morandini insegna teologia a Venezia e Padova.