Un libro di psicoanalisi sul bisogno di credere. Freud ha consacrato una parte importante della sua opera ad analizzare le fonti della credenza religiosa, i suoi meccanismi e le sue messe in atto, addirittura il suo avvenire. Se nelle sue intenzioni c'e una dimensione scientista che puo sembrare riduzionista, c'e anche un prodigioso interesse per le rappresentazioni che ne risultano, gli affetti che l'accompagnano e piu generalmente le pulsioni che vi si trovano mobilitate. Questo libro si propone come obiettivo di reinterrogare gli argomenti che esso sviluppa nella sua lotta militante per opporre faccia a faccia la visione religiosa del mondo e la visione scientifica" e laica alla quale si allaccerebbe la psicoanalisi. "
Dall'opera di Borges, che interroga il senso del nostro linguaggio quotidiano e ne rinnova i significati, vediamo alzarsi la poetica del pensiero di Luis Kancyper, che a sua volta interroga e rinnova il pensiero psicoanalitico.
L'autore, lungo tutto il suo percorso psicoanalitico, non ha mai smesso d'interrogarsi sulla questione della diacronia. Lungo tutto il suo percorso psicoanalitico, Andre Green non ha mai smesso di interrogarsi sulla questione della diacronia. Posta al centro dei dibattiti all'epoca dello strutturalismo, essa ha sollevato in ambito psicoanalitico una serie diinterrogativi che hanno dovuto affrontare il problema dell'originario (fantasmi e significanti-chiave, Lacan) e quello della ripetizione, tardivamente scoperta da Freud, ma destinata ad un ruolo fondamentale. La rimemorazione, tema centrale degli inizi della psicoanalisi, e ormai considerata nel suo rapporto con la coazione a ripetere. I ricordi da recuperare nella cura sono meno importanti dei segni della temporalita all'opera. L'illusione del completo superamento dell'amnesia infantile cede il posto alle costruzioni nell'analisi.
L'autore
ANTONIO PITTA, presbitero, è ordinario di Nuovo Testamento presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (Napoli), di cui è Preside. Coordinatore degli studiosi di Nuovo Testamento per l'Associazione Biblica Italiana, è anche membro dell'internazionale New Testament Society. Fra le sue pubblicazioni: Disposizione e messaggio della lettera ai Galati. Analisi retorico-letteraria (Roma 1992); Sinossi paolina (Cinisello Balsamo 1994); Lettera ai Galati. Introduzione, versione e commento (Bologna 2000); Il paradosso della croce. Saggi di teologia paolina (Casale Monferrato 1998); Lettera ai Romani (Milano 2001).
Il libro
Con le due lettere che sono confluite nella 2Corinzi canonica - la lettera della riconciliazione (2Cor 1-8) e quella polemica (2Cor 9-11 ) - è trasmessa ed affidata alle comunità cristiane di tutti i tempi la magna charta del ministero o dell'apostolato cristiano. Costretto a difendersi da accuse infamanti che tendono a screditare il suo ministero, Paolo intesse le due più elevate apologie del suo apostolato, facendo parlare non tanto la sua autorità di apostolo di Cristo, quanto le dinamiche del suo profondo rapporto con Cristo e con le sue comunità. Diverse sono le calunnie che risaltano dalle due lettere inviate alla comunità di Corinto, tra il 55 e il 56 d.C., forse da Filippi: un carattere incostante, di chi rivede spesso i propri progetti di viaggio alla volta di Corinto per non affrontare di petto i suoi avversari; la subdola intenzione di mercanteggiare la Parola di Dio o il vangelo di Cristo per finalità lucrative: sono le accuse che gli giungono in Macedonia quando detta la «lettera della riconciliazione». Intanto sembra che la polemica con la comunità stia risolvendosi con il pentimento di coloro che hanno posto in discussione le credenziali del suo apostolato: l'arrivo di Tito in Macedonia rasserena il cuore di Paolo con le notizie sulla positiva disponibilità dei Corinzi. Per questo può riprendere, con fiducia, la questione spinosa della colletta per i poveri della Chiesa madre di Gerusalemme, esortando i Corinzi a gareggiare in generosità con i Macedoni. Bisogna riprendere l'iniziativa interrotta da un anno e considerarla non come semplice raccolta di danaro bensì come benedizione, amore, grazia, generosità, comunione, liturgia e servizio.
Purtroppo l'orizzonte si rabbuia con la nuova ondata di accuse che rimbalzano subito dopo l'invio della lettera della riconciliazione (2Cor 1-9): da avversari esterni alla comunità Paolo è calunniato di essere remissivo e debole da vicino o di persona, mentre è aggressivo e forte per via epistolare; non presenta credenziali degne di rilievo per chi, come i «super-apostoli», è stato inviato per evangelizzare, in quanto mancano i prodigi e i segni dell'apostolato: persino l'evangelizzazione gratuita in Acaia dimostra la carenza di amore per i Corinzi; e nel tipo di comunicazione del vangelo si rivela incolto nell'arte retorica. In un clima di accesa polemica che coinvolge nuovamente la comunità di Corinto, che ha dato credito ai suoi nuovi detrattori, Paolo indirizza la sferzante «lettera polemica» (2Cor 10-13), annunciando finalmente una visita punitiva a Corinto. Le risposte di Paolo non lasciano irrisolte le accuse ingenerate dall'interno e dall'esterno della comunità; il suo è un ministero sostenuto dalla permanenza della gloria di Dio nel suo apostolato, dalla libertà dello Spirito, dall'amore di Cristo, dalla gratuità nelle fatiche per il vangelo, dall'intenso amore per quanti ha evangelizzato e dalla potenza di Cristo nella sua debolezza. Le prove delle sue difese non sono verbali né astratte, come quelle di un mestierante che si serva del vangelo per millantare credito, bensì sono attestate dalle ferite subite per Cristo e che, come apostolo, porta indelebili sul suo corpo. Senza finzioni o sotterfugi si presenta ai suoi lettori, con la speranza di riconquistare la comunità che gli ha procurato le maggiori sofferenze nell'apostolato: i destinatali sono invitati a guardare oltre l'apparenza, a contemplare l'avanzare della necrosi e della vita di Cristo nel loro corpo mortale, a lasciarsi finalmente riconciliare con Dio da quanti con e come Paolo sono stati scelti per esercitare l'apostolato cristiano.
Poiché si presenta con estrema sincerità e verità di fronte a chiunque, con la 2Corinzi Paolo inaugura quel grande filone della tradizione cristiana definito come theologia cordis: la teologia del cuore o della sede in cui Dio ha posto la caparra dello Spirito e dove Gesù Cristo scrive la più autentica lettera di raccomandazione che sia stala prodotta, con i nomi dei credenti che incide non con l'inchiostro bensì con io Spirito del Dio vivente.
La 2Corinzi canonica può essere definita come il più bel sermo corporis di Paolo: la lettera scritta con il corpo o con la propria persona, colta in relazione vitale con Cristo e con la propria comunità. Nei confronti di Cristo si assiste ad una dinamica tensione tra la morte e la vita, tra la permanenza progressiva della gloria di Dio e la momentanea leggerezza della tribolazione; nei confronti della comunità, si stabilisce una relazione paragonabile non tanto a quella, pur significativa e necessaria, fra amici che devono dimostrarsi tali soprattutto nelle prove, quanto a quella di un padre che si spende e si consuma sino alla fine per amarla, nonostante i tradimenti, e per presentarla come vergine casta, data in sposa a Cristo l'unico suo sposo.
Quando si è colti dalle tribolazioni e dalla debolezza, la 2Corinzi rappresenta l'alimento necessario perché nessuna prova scoraggi chi è stato chiamato dal Signore a svolgere il ministero dello Spirito e della riconciliazione.
Mediante la combinazione del metodo storico-critico e dell'analisi retorico-letteraria, A. Pitta offre un accattivante commentario esegetico a quella che diversi esegeti considerano la più difficile delle lettere paoline.
Il libro
Molti gli aspetti toccati ed illuminati di quella Sapienza custodita quale tesoro prezioso nella Regola di San Benedetto e nelle diverse realtà di vita monastica che ne sono figlie, attraverso gli elementi propri che nel carisma benedettino la fondano e la sostanziano: la preghiera, la liturgia, la lectio divina, il silenzio, il lavoro; l'esperienza della figliolanza attraverso la paternità e maternità spirituale di chi nel monastero esercita il servizio dell'autorità; la via dell'obbedienza come recupero di una dipendenza creaturale e cammino di Verità; l'unità di fìdes et intellectus che, nel rapporto costante con la Parola di Dio, diventa intelligenza di sé e delle cose nella relazione profonda con Dio e con i fratelli e insieme sapientia uitae, itinerario di formazione e di conversione, secondo la lezione consegnataci dai grandi maestri del medioevo monastico (uno per tutti, sant'Anselmo d'Aosta) che apre nuove vie e nuovi percorsi per il nostro tempo; la realtà della vita fraterna e la dimensione della comunione come alternativa alle forze centrifughe che disgregano l'individuo e spazio di costruzione di pace e di perdono; la centralità e l'amore della Scrittura, la custodia, la meditazione, l'assimilazione e la condivisione della Parola di Dio, come pietra angolare di sapienza e di edificazione dell'esistenza personale e comunitaria.
In ultimo, e in sintesi, quella Sapienza che è pratica di vita e sviluppo integrale della persona nella luce e nella prospettiva del Vangelo e della pienezza di umanità di Cristo, l'uomo-Dio, capace di generare anche oggi una nuova civiltà e un nuovo pensiero cristiano. E per questo una "tradizione vivente": una vita, quella rinnovata, fatta nuova dall'interno, trasformata, da Cristo, che si trasmette con la vita, e genera sempre nuova vita» (dalla Prefazione).
La cucina terapeutica con bambini e adolescenti. Questo libro trasmette quella che Pontalis chiama la 'forza di attrazione' della psicoanalisi, cioe la sua capacita di animare e magnetizzare il movimento del pensiero... L'autrice, terapista occupazionale di formazione analitica, ci introduce con grazia e fantasia nel mondo delle sue terapie e delle sue osservazioni madre-bambino, in modo che, a poco a poco, ci troviamo in un setting particolare. Che prevede non solo la parola, ma il "fare", in forme svariate, con i materiali piu diversi, e anche un uso del cibo e della cucina. Non di una cucina metaforica, ma una cucina vera, che usa con pazienti bambini e adolescenti, coppie madre-bambino e studenti universitari del corso di terapia occupazionale... "
Un saggio sul senso di gratuita che ogni uomo avverte di fronte al dono. Il senso di gratuita che ogni uomo avverte di fronte al dono, ha la sua origine nella irrefutabile gratuita dell'esistenza in ogni suo aspetto e comparsa, dal linguaggio all'uso delle cose, dal pensiero dell'esserci a quello del futuro, dall'esaltazione di gioia al dolore del male. Non c'e cosa che possa sfuggire alla rivelazione del suo dono, perche non c'e cosa che possa apparire senza senso. La consapevolezza di questo fatto porta l'uomo al rendimento di grazie, come alla piu profonda e insuperabile confessione di se e delle cose, come anche al migliore gesto di apprezzamento dell'esperienza intera. L'aria positiva e fiduciosa, che domina il presente saggio, si deve principalmente a una riflessione sul fenomeno delle culture storiche o tradizionali, che mostrano tutte un senso complessivamente gratuito e salvifico dell'esistenza.
Un approccio ai metodi proiettivi piu utilizzati: il Test di Rorschach ed il T.A.T. Il presente volume, privilegiando come supporto d'analisi il modello del funzionamento psichico costruito dalla psicoanalisi, permette un primo approccio dei due metodi proiettivi piu utilizzati: il Test di Rorscharch ed il T.A.T.. La sintesi proposta esplora, alla luce del materiale dei test, le problematiche che sono al centro dei sistemi conflittuali essenziali della psicopatologia psicoanalitica (nevrosi, psicosi, stati limite e patologie del narcisismo). Essa mostra, inoltre, l'efficacia e la pertinenza dei metodi proiettivi per l'elaborazione di una diagnosi, appoggiandosi ugualmente sullo studio dei processi di cambiamento del funzionamento psichico.
Presenza del terapeuta nel campo con bambini e adolescenti gravi. Perche sguardo e reverie"? Per una continua riflessione sulla pratica, su come una reverie modifichi il corso della terapia e subito modifichi lo sguardo... Sguardo e reverie vanno intesi, per me, come segnalatori, come strumenti nel campo terapeutico, poiche se avanzano secondo un movimento solidale, fanno parte, secondo il linguaggio bioniano, di quella sonda che mentre esplora allarga il campo; se invertono il ritmo fanno parte di reazioni negative, di "impasse"... Cosi, io vedo Dario, nove anni, piccolo, in abiti piu grandi, come un bambino-vecchino, che gioca, nelle sedute con me, a fare il mendicante all'angolo della strada, con il cane, con il piattino. Uno sguardo sull'"Hilflosigkeit", sull'impotenza, sulla sua inermita, che si riflette nei miei occhi. I genitori adottivi ne vedono il riflesso, pensano che questo loro alieno bambino adottivo, catapultato da un orfanotrofio dell'est, diverra un grande musicista... "
Riflessioni dell'autore intorno a quell'area dello sviluppo, ad alto potenziale traumatico, che chiama area della confusione dei linguaggi e alle molteplici forme in cui essa si puo trasformare e presentare nella cura analitica. Con questo libro ho pensato di dare vita a uno spazio in cui raccogliere le mie riflessioni maturate, nel corso degli anni, intorno a quell'area dello sviluppo, ad alto potenziale traumatico, che chiamo area della confusione dei linguaggi e alle molteplici forme in cui essa si puo trasformare e presentare nella cura analitica. Si e inizialmente trattato di un tentativo di comprendere e approfondire le intuizioni di Ferenczi sullo sviluppo del bambino in relazione con l'ambiente, che poi e sfociato nel progetto di renderle strumenti utilizzabili nella pratica clinica. Mi e sempre parso che il concetto di confusione delle lingue, a volte banalizzato per la sua ovvieta, nascondesse delle profonde e inconsce radici, e presentasse delle insidie non sempre evitabili nelle relazioni umane; insidie che sono ugualmente annidate nelle relazioni terapeutiche... "
L'autore
Mons. PASQUALE MARIA MAINOLFI, è nato a Cervinara, provincia di Avellino e arcidiocesi dì Benevento, nel 1958, quinto di sette figli. E’ sacerdote dal 1983. Ha conseguito la Licenza in Teologia con Specializzazione in Morale, il Dottorato in Teologia e la Laurea in Pedagogia con lode. E’ giornalista, scrittore, editorialista e conferenziere. Tiene corsi di aggiornamento e di esercizi spirituali a sacerdoti, religiosi e laici in diverse diocesi italiane. Ordinario di Teologia Morale e Dogmatica e Direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose "Redemptor Hominis" di Benevento.
Il libro
"...Il Vangelo possiede la forza di cambiare la vita dei cristiani. Gesù Cristo, il Crocefisso, è Risorto e può rigenerare il vissuto nella sua dimensione quotidiana. Nell'epoca della complessità, la presenza dei cristiani, nel momento storico attraversato dal nostro Paese, deve favorire un impegno forte, capace di generare speranza per tutti...
A quarant'anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II dobbiamo riprenderne gli intenti e lo slancio per annunciare a tutti il Vangelo della speranza. La speranza viva, quella che non delude, affonda le sue radici nella fede e rafforza in ogni tempo lo slancio della carità... Ho tenuto in Italia e all'estero corsi di esercizi spirituali per vescovi, sacerdoti, religiose, famiglie e laici consacrati o pastoralmente impegnati, sulle tematiche che propongo nel presente volume. Queste meditazioni vogliono offrire un itinerario essenziale ma completo per incontrare Dio Padre misericordioso e diventare, con la grazia dello Spirito Santo, coraggiosi e generosi testimoni di Cristo nostra speranza» (dalla Presentazione).
Un testo sul transfert in psicoanalisi. Il transfert, che cos'e per il profano? Generalmente e il fatto che il paziente assimila (attraverso una mesalliance") il padre, la madre alla persona dell'analista, rivive l'amore o il non-amore che ha ricevuto dai suoi genitori o che ha dato loro. Come tutte le idee correnti, questa idea non e falsa. Ma essa nasconde quel che c'e di strano e di estraneo nel transfert, la sua "follia", in analisi. Un'altra idea corrente nasconde la follia della teoria: la psicoanalisi sarebbe - il dibattito non e nuovo - o una scienza o un'arte. Ora, il transfert fa della psicoanalisi una categoria anomala del sapere, crea un autentico paradigma a parte nel campo della conoscenza. Nella cura, due persone si parlano: questo apre a tutt'altra cosa che a un dialogo... "