Un libro per credenti e non credenti senza distinzioni confessionali. Esso vorrebbe aiutare a recuperare la dimensione più profonda dell'essere umano. Per Panikkar la dimensione contemplativa è innata in tutti gli uomini, per questo egli considera la figura del monaco come modello originario universale. La sua semplicità, essenzialità di vita, può essere un modello anche per chi vive nel mondo. Si tratta della nuova edizione (la seconda) ampliata del volume "La sfida di scoprirsi monaco".
Un'analisi che esplora le inquietudini e le derive contemporanee, scritta da uno dei maggiori vaticanisti. L'Autore indaga le scomposizioni in corso nei sistemi spirituali, individua i segnali balbettanti di una forma di cristianesimo che nel ritorno faticoso allo Spirituale ritrova nella sua crisi una nuova capacita di opposizione all'uso feroce della verita, al mercato nero delle anime, alla manipolazione delle coscienze, del gene e dell'ambiente e all'abuso del Divino per fomentare guerra, terrorismo e violenza. Su queste sfide si confrontano con l'autore, nella sezione finale del volume, alcuni testimoni di frontiera: Pier Paolo Pasolini, Emmanuel Levinas, Sergio Quinzio e Massimo Cacciari.
Un'indagine su ciascuno dei dieci comandamenti in cui si cela la grandezza del monoteismo ebraico-cristiano. Tra tutte le parole dei dizionari e delle enciclopedie, dieci, per la Bibbia, sono le piu assolute e incontestabili. Consegnate da Jhwh a Mose sul monte Sinai e incise su tavole di pietra, simbolo di cio che permane al di la dello scorrere del tempo e della storia, le prime cinque sono svelative del divino come amore gratuito e incondizionato, le altre cinque istitutive dell'umano come possibilita di amore ugualmente gratuito e incondizionato. Di queste dieci parole, conficcate nella coscienza umana e mai cancellabili definitivamente perche non provenienti dalle sue profondita ma da altrove, l'autore ricostruisce la genesi e i contenuti alla luce del testo biblico originario, ritrovandone la potenza di senso capace di parlare anche all'uomo postmoderno.
Una guida discreta che aiuta ad amare la voce del sottile silenzio" di Dio. " Il libro e' il frutto maturo di un prolungato dialogo con la Sacra Scrittura, quale opera di un biblista che consegna piu' dei risultati di un'indagine scientifica. L'autore vi rivela infatti le sue esperienze di vita, il suo mondo spirituale intriso di saggezza. Il percorso e' tracciato con un linguaggio agile e accattivante riservando al lettore molte e felici sorprese.
La rilevanza sociale della fede, i fondamentalismi, Stato e laicità i temi fondamentali del volume. Fede e politica, fede e cultura, relativismo e religione civile, violenza e fondamentalismi, impegno dei cristiani nel mondo, Stato e laicita', sono i temi piu' dibattuti nel nostro tempo che impongono a livello personale e ecclesiale la ricerca di nuovi orizzonti, nuovi linguaggi, nuovi modi di vita. Nella svolta epocale della civilta' attuale spesso drammatica e inquietante emergono a ogni livello, sia pure in forme le piu' diverse, una forte domanda di senso, una diffusa sensibilita' religiosa, la coscienza di possibilita' nuove e soprattutto la disponibilita' a un pieno coinvolgimento. In questa luce si puo' pensare con speranza ad una fase nuova della storia umana in cui la rilevanza sociale della fede acquista una particolare importanza a patto che la chiesa sappia cambiare.
L'autore parte dalla convinzione che tutte le forme espressive della persona umana hanno il potere di "lasciare tracce nella memoria autobiografica diventando, per questo, configurazioni arricchenti del sé autobiografico e dell'essere persona". Ciò lo porta a ideare, per mezzo della teoria e la pratica dell'analisi transazionale, procedure e interventi terapeutici rivolti soprattutto ai bambini perchè diano vita a nuove "tracce di sé", utili a sviluppare nuove possibilità per autodefinirsi, per scegliere e adottare nuovi comportamenti: in una parola per uscire dal proprio ristretto "copione" comportamentale ed esistenziale e conquistare così una nuova libertà nel sentire, nel decidere, nell'agire. Si tratta di tecniche ideate sulla base di alcuni assunti teorici costantemente richiamati e che consentono al lettore non solo di acquisire una nuova sensibilità e una competenza, ma anche di costruire, a propria volta, altre tecniche e altre possibili modalità di interventi. Obiettivo dell'opera è stimolare nel lettore una propria creatività, quella capacità di "cucire" ogni singolo intervento terapeutico ed educativo su misura della specifica e "unica" persona in terapia.
La necessita' di intendere l'esperienza a partire dal costituirsi di una tensione relazionale tra spirito e assoluto. Un'interpretazione dell'esperienza che muove da una presa di posizione nei confronti della problematica religiosa dell'esistenza. La ricerca si articola attorno a due questioni: a) se sia possibile accertare la presenza di un Dio nella sensibilita', se cioe' la relazione fra spirito e assoluto vada intesa nel senso di un'immanenza ontologica di Dio che sia riconosciuta come tale dallo spirito; b) in connessione con tale questione, se la dottrina dell'analogia entis possa essere difesa. Il lavoro e' caratterizzato da un forte impegno speculativo che si concretizza come confronto critico con l'orientamento dell'immaterialismo.
Un'approfondita ricerca che interpreta il pensiero ecclesiologico di Reginald Pole e la sua figura poliedrica e complessa. Prefazione di Marcello Semeraro. La vicenda e soprattutto il pensiero di Reginald Pole (1500-1558), uomo di Chiesa, teologo non di professione ma dalla capacita' non comune di entrare nel vivo delle questioni e delle discussioni che hanno agitato la sua epoca, non e' stata mai studiata con tale ampiezza e profondita', almeno dal punto di vista teologico. Questo studio presenta invece organicamente la sua vita, le sue opere, il suo pensiero, nel quadro di un contesto ben descritto. Ne emerge una linea di pensiero soprattutto ecclesiologico, dove i testi, di carattere episodico e contestuale, se ben letti, offrono una prospettiva organica della Chiesa a carattere prevalentemente spirituale-misterico. La ricerca costituisce un'interessante e necessaria integrazione alla storia dell'ecclesiologia.
La dimensione antropologica del rapporto crescente tra Cristo e la Chiesa nell'Apocalisse. Prefazione di Ugo Vanni. Esiste nell'Apocalisse una presenza di Cristo, attiva coinvolgente, che riguarda la Chiesa nella sua attualita': Ed esiste, ugualmente, una presenza piena che invece e' rimandata al futuro ultimo, strettamente escatologico. Luca Pedroli ha avuto l'idea felice e originale di mettere in contatto tra loro queste due dimensioni, l'antropologia e l'escatologia, interpretando l'uno alla luce dell'altra. Ne deriva una visione nuova e suggestiva. Leggendo questo libro comprenderemo meglio l'Apocalisse e ne resteremo affascinati; potremo cogliere il filo ermeneutico che lo attraversa e che, sottolineando la reciprocita' in crescendo del fidanzamento e della nuzialita' tra Cristo e la Chiesa, ci fara' apprezzare che cosa significa Cristo per noi e noi per Lui: ci sentiremo amati e capaci di amore e, in definitiva, piu' cristiani e piu' uomini.
La proposta costruttiva dell'autore e che il Vangelo riguarda tutti, il suo messaggio d'amore non e roba da preti" ma erivolto a tutti gli uomini. " Per molti il Vangelo è roba da preti, ma il Vangelo è per tuti. Il volume raccoglie le conversazioni tenute alla Radio Vaticana; con esse l'Autore presenta una proposta di fede per atei o meglio per quelli che credono di non credere", e i principali temi della fede cristiana: dalla preghiera alla vita eterna, dalla vocazione alla volontà di Dio. "
Gesù: il Logos nella sua orig inaria sensualità Il volume schizza i contorni di un'estetica cristologica della fede, sottolineando la dimensione affettiva e sensibile dell'evento fondatore cristiano. Il tema e' sviluppato mediante un attraversamento critico della tradizione spirituale legata alla simbolica del cuore di Gesu', che permette di recuperare lo spessore corporeo della verita' cristiana di Dio nel suo con-tatto con la corporeita' della fede. La figura fondamentale del Logos cristiano ritrova cosi, oltre che la sua accezione di razionalita', anche quella altrettanto originaria di sensualita'.
Una guida alla ricerca di una spiritualità delle beatitudiniche può essere raggiunta attraverso relazioni responsabili. Il discorso della montagna rappresenta l'identità dell'uomo, in una forma insuperabile: l'essere umano è povero per sua stessa natura, e deve vivere tale condizione usando le cose senza farne idoli che lo mantengano in schiavitù; deve dirigere la sua vita all'affermazione della giustizia sulla cui base costruire una società pacifica. L'identità è una qualità da raggiungere, la si può conquistare solo attraverso un processo creativo.