"Il sacramento non si 'aggiunge' alla fede bensì esso configura nel tempo la 'forma' indispensabile alla fede, se esso la configura è perché la rende in misura efficace avverabile [...]. In effetti il sacramento, quando se ne consideri l'assetto concreto, fornisce la conveniente figura non solo per come Dio appelli l'uomo ma anche per come l'uomo risponda all'appello divino [...]. Senza dubbio la domanda sulla fede non è riducibile alla domanda sul sacramento, ma la domanda sul sacramento non è né problema accessorio né problema esteriore alla decisiva domanda sulla fede."
Vita di coppia, famiglia, scuola, dialettica tra le generazioni: le valenze, la portata, le implicazioni educative. Quando si pensa ai temi della coppia, della famiglia, della scuola, della relazione con i giovani, ci si accorge del fatto che questi nuclei delle relazioni interpersonali quotidiane sono accomunati da una stessa crisi, che grava sulla condizione complessiva della societa'. Spesso l'unica reazione alla crisi e' quella dello scontro ideologico, la contrapposizione tra clericali e anticlericali. Questo libro vuole andare contro l'ideologia e partire dalla domanda sul significato e sul valore delle relazioni affettive, educative e familiari. Esse vanno ripensate entro un orizzonte unitario di senso che illumini una logica di risposta e di rigenerazione delle forme della convivenza. Il filo conduttore del libro e' dato dalla logica della buona reciprocita', cioe' da un modo di stare insieme nel quale ciascuno arriva a condividere cio' che e', il proprio modo d'essere, di sentire e di pensare, imparando nel contempo ad avere cura della relazione.
I vangeli sono stati scritti per suscitare la fede in Gesù di Nazaret. Numerosi sono gli interrogativi o i problemi che la lettura di essi comporta; problemi che sorgono anche dall'uso di un linguaggio espressione di una cultura molto diversa dalla nostra. Qui, una serie di riflessioni rivolte ai "non credenti" che tentino un primo approccio ai vangeli e ai "credenti" che desiderino scoprire le ricchezze in essi nascoste.
L'autore presenta la risurrezione di Gesu' attraverso gli occhi dei quattro evangelisti, di cui vengono riportati i relativi racconti seguiti da commento. In modo umile e discreto, quasi invitandoci ad arrestarci alle soglie del mistero, i vangeli parlano della risurrezione di Gesu'. E ne parlano con la preoccupazione di collegare sempre passione e risurrezione, due facce del medesimo evento". Certo, nei racconti della risurrezione gli evangelisti sono piu' attenti agli aspetti teologici dell'evento, anche se ne affermano con energia la "storicita'", e quindi la realta' e la concretezza. Cio' spiega come le primitive comunita' hanno potuto comprendere Gesu' e se stesse partendo dalla fede nella risurrezione. Questa fede modella tutte le manifestazioni dell'esperienza cristiana: il culto, la vita comunitaria, le scelte morali. "
Uno studio che ha il merito di comporre e proporre in unità organica il rapporto tra sacramenti e morale sotto il profilo fondativo ovvero del luogo e del ruolo sorgivo dei sacramenti nella vita morale. L'autore rilegge e compone in forma sistematica i molti contributi della teologia e del magistero arrivando a delineare una morale sacramentale: una morale che ha nei sacramenti il centro fontale e fondante e che ne traduce ed esprime la dinamica di grazia.
Una rinnovata e approfondita riflessione sulla realta' e sui dinamismi dell'anima. Seguendo l'esigenza di recuperare in chiave non dualista la nozione di anima nel cuore della cultura contemporanea, l'autrice si pone al di la' sia del ritorno ad una visione spiritualistica, che contrapponga anima e corporeita', sia della riduzione della vita interiore a un fatto esclusivamente neurologico. In questo senso l'accostamento di due autori come Martin Buber e Maria Zambrano risulta fecondo e motivato sia per il loro comune trascrivere filosoficamente la tradizione biblica, sia per la convergenza delle indicazioni salienti e delle risultanze della loro opera. Lungo tale itinerario l'anima si mostra come nucleo profondo del mistero dell'identita' umana: non solo un luogo invisibile, ma un viaggio, il 'chi' della liberta' e della speranza, una soggettivita' 'filiale' alla ricerca del Padre.
L'Autore punta il dito su Eb 13,13 quale vertice di tutta l'Epistola agli Ebrei, perché le sue sole undici parole ne riprendono in sintesi i temi, i movimenti ideali, e lo scopo. E' il versetto che invita a uscire dal chiuso e a muovere verso il Cristo, il quale patì fuori dalla porta della città. Poiché si deve uscire ''portando il suo obbrobrio'' e cioè la croce, l'uscita è in realtà una sequela, così che l'epistola ha come tema centrale non solo il sacerdozio secondo l'ordine di Melchisedek ma, ancor più, quello della sequela Christi. Giacomo Violi sacerdote dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola, ha conseguito il Dottorato in Teologia biblica presso la Pontificia Università Urbaniana. E' professore di Esegesi del Nuovo Testamento e Teologia Biblica presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose Contardo Ferrini di Modena. E' vicedirettore dell'Ufficio Biblico Diocesano e Guida di Terra Santa.
Indice: Alle nozze di Cana, l'inizio dei segni; Le discepole: l'inizio di un ethos di reciprocità; La scoperta della stranierità; Una luce nuova su peccato e salvezza; Morte e vita si affrontano; L'unzione di Betania; Le donne nell'ora di Gesù: la fine e l'inizio. Lilia Sebastiani teologa e scrittrice.
Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza". Proprio questo Spirito auguro e invoco per tutte le nostre famiglie, perche' sappiano proclamare con fermezza, gioia e fede che il Signore e' risorto e vive, ci ama ed e' in mezzo a noi. (Carlo Maria Martini). " Il numero 1 del 'Terebinto' si presenta con una 'lectio' un po' speciale che il Card. Carlo Maria Martini, Arcivescovo emerito di Milano, ha tenuto a Lodi nel settembre del 2006. La familiarita' del linguaggio, la semplicita' della comunicazione della fede fanno di questo testo una esortazione alla gioia, alla concordia, alla festa. Il luogo privilegiato in cui, facendo festa, si trasmette la fede ai piu' piccoli, e' proprio la famiglia.
Una ricerca sul modernismo che si distingue per quantita' e novita' della documentazione e straordinaria ricchezza dell'apparato scientifico. Celebrando l'anniversario dell'enciclica Pascendi (1907), il volume si dedica allo studio del Modernismo. Da un lato permette di conoscere aspetti diversi o nuovi di personalita' gia' note, dall'altro fa riemergere dall'ombra altri personaggi che non hanno ricevuto sufficiente attenzione. Facendo uso di una grande quantita' di documentazione e attraverso la straordinaria ricchezza dell'apparato scientifico il testo offre un interessante spaccato della teologia di inizio Novecento.
La figura e il pensiero di L.Billot, eminente pensatore di riferimento per l'audacia innovativa della sua proposta teologica.
Il presente studio di carattere biblico evidenzia come nella pericope di Giovanni 11 la risurrezione di Lazzaro sia un ''segno'' non solo per i testimoni oculari e per i lettori (o ascoltatori) del Vangelo, ma anche per Gesù. Compiendo questo ''segno'' egli stesso riceve una conferma circa la propria missione di dare in dono ai credenti la vita eterna con Dio. Dall'indice: - Prospettiva di lettura di Giovanni 11 - Un segno per credenti e per non credenti - Un segno per Gesù. Franco Manzi ha conseguito il dottorato in scienze bibliche e in teologia nelle Pontificie Facoltà di Roma e il titolo di élève titulaire all'École Biblique di Gerusalemme. È docente di Sacra Scrittura nella Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale.