Il libro
Io credo: risorgerò!
(S.A. Panimolte)
Il «grande problema» della morte nel pensiero dei padri della Chiesa
(L. r. Pizzotato)
La risurrezione nei Padri (E. Prinzivalli)
La risurrezione della carne nelle iscrizioni latine del primo cristianesimo (A. Mastino)
Morte e risurrezione di Maria nell'insegnamento dei padri della Chiesa (L. Gambero)
II "Compiersi della vita terrena" della Madonna e la sua glorificazione nella Dormizione dello Pseudo-Giovanni e nel Transito Romano (Dormizione e assunzione della vergine Maria?) (E. Peretto)
La scala del paradiso, uno dei più grandi classici della tradizione bizantina, delinea un vero e proprio itinerario di perfezione, irto di difficoltà e di ostacoli, di tranelli e di insidie, ma anche di incontri straordinari, di maestri spirituali e discepoli degni di imitazione e di ricordo. Attraverso i trenta gradini (capitoli), che descrivono la difficile ascesi, il monaco impara la necessità della penitenza e del discernimento e, guidato dal padre spirituale, supera le difficoltà percorrendo gradatamente questo itinerario spirituale che conduce alla imitazione del Cristo morto e risorto. Si tratta di un testo straordinario, capace di parlare ancora oggi a monaci e laici. Sintesi di quanto la tradizione monastica ha precedentemente elaborato, è al contempo un'opera originale, nella sua ricchezza di insegnamenti spirituali, che passano ora attraverso argomentazioni teoriche, ora attraverso aneddoti gustosi, ora attraverso veri e propri ritratti di santità.
Un mondo metropolitano grigio e frenetico. Una realtà dove lavoro e carriera offuscano la mente e i doveri di una coppia di genitori. Ivano è il risultato di una Milano che cambia, si trasforma e si dimentica. Ragazzo bello, intelligente e simpatico, Ivano è un adolescente con tanta fantasia e un grande sogno: fare il poeta. Tutto si svolge tra poesie di delirio e richieste d'aiuto, tra un amore impossibile e tanto bisogno di gridare al mondo: "Eccomi, ci sono anch'io". Una compagna di scuola come musa ispiratrice, una tentazione forte e costante che fa battere il cuore, fa sperare, fa volare. La quotidianità invece è una realtà dura, dove è un bullo a spadroneggiare tra i compagni e a imporre il suo fascino da cattivo ragazzo. Ivano urla sottovoce la sua storia, il suo dolore, le sue speranze, le sue emozioni, combatte, ci crede, spera, soffre, sogna, si arrende. Ma alla fine decide. La sua scelta è forte, coraggiosa e lo porterà a vedere il mondo in modo diverso. La storia di Ivano è quella di un ragazzo che si sente schiacciato dalla solitudine in un mondo che è sempre più a misura di furbi e di modelli vincenti a tutti i costi. Ivano si sente un poeta, perché diverso, perché perdente? È un adolescente che, dopo un percorso travagliato, decide di prendere in mano la sua vita: con una nuova determinazione sceglie di vivere fino in fondo, di essere protagonista e di non lasciarsi guidare dagli eventi esterni. Età di lettura: da 13 anni.
Niccolò è a casa con la febbre. Ma è un tipo che non si lascia smontare da nulla: anche se è un po' malato, continua a giocare e, quando viene la sera, gioca con i suoi pensieri. Per esempio: la Luna, che se ne sta lassù sola soletta, magari al freddo. Non si potrebbe farle un po' di compagnia? Detto fatto: una scaletta cala dal cielo, Niccolò ci monta sopra e tenta di salire. Ma è la Luna che lo tira su, da solo non ce la farebbe. E la Luna che fa? Rapisce i bambini per mangiarseli? No! È una gran simpaticona: gioca e vuole scoprire tutto del mondo di ciascun bambino che viene a trovarla. E poi è magica davvero: con una polverina fa passare la febbre di Niccolò e con mano delicata lo riporta nella sua stanza. Ora la mamma è contenta: Niccolò è guarito. Non sa che il merito è della Luna! Età di lettura: da 5 anni.
Costantino ha un fratello più grande, Filippo, e uno più piccolo, Lorenzo. Filippo se ne sta per i fatti suoi, ma tra Costantino e Lorenzo c'è una grande intesa. Costantino porta spesso con sé il fratellino in soffitta, dove si siedono sul vecchio "letto delle stelle" e dove il più grande racconta al piccolo meravigliose avventure: la scoperta dell'isola delle bambine, il volo in mongolfiera, l'incontro con la misteriosa Signora sulla sedia (una stella che ha una storia da raccontare, in cielo). Queste storie Costantino le racconta senza problemi, cioè senza balbettare: un difetto che nella vita quotidiana, invece, lo tormenta. E poi c'è la mamma, solo lei, che sembra a volte un po' scorbutica e invece pensa a tutto, anche ai bambini più lontani e poveri. A loro, tramite l'Associazione "Aiutiamo i bambini", giungeranno i giochi e i vestiti che i tre fratelli non usano più. Anche il letto delle stelle se ne va in Moldavia. E così, nel dolore di una separazione da un oggetto caro, Costantino si apre al mondo e scopre che può essere un luogo di nuovi amici, dove trovare la forza di esprimersi con fiducia e libertà. Ecco alcuni temi che emergono dal racconto: La fatica di diventare grandi. L'amore di una mamma, tutto da capire e apprezzare dietro le apparenze. L'apertura al mondo attraverso il duplice canale della fantasia e del dono, vero, di sé agli altri. La comprensione nei confronti di un bambino con un difetto da superare.
Il libro propone un campo-scuola per ragazzi, articolato in otto giornate, prendendo spunto dal romanzo Il Piccolo Principe, dell'autore francese Antoine de Saint-Exupéry. Il campo-scuola propone un momento di scambio ragazzi-animatori in cui è possibile riflettere su come vediamo noi stessi; come ci vedono gli altri; come si possono migliorare i rapporti fra di noi; come possiamo migliorare il nostro rapporto con Dio.Il sussidio è articolato in otto capitoli, ognuno dei quali riflette su un particolare brano del romanzo, proponendo attività, momenti di preghiera e molti giochi, legati alla storia del Piccolo Principe, perché il clima caratteristico del campo-scuola è di dare continuità fra gioco, preghiera, attività e riflessione. La struttura proposta è la seguente:Storia - Breve sintesi di uno o più capitoli del romanzo, che può essere letta o drammatizzata. Attività - Traccia per scoprire l'essenziale su se stessi e gli altri, per imparare l'importanza dei legami autentici con gli uomini e con Dio. Preghiera - Lodi mattutine e compieta, unite dal medesimo tema del giorno. È presente anche una traccia per la Celebrazione penitenziale e per la Messa conclusiva. Giochi - Tantissime sono le idee proposte per divertire i ragazzi, seguendo comunque il filo logico delle riflessioni e delle attività previste per ogni giornata.
Un approccio innovativo alla teologia e alla prassi liturgica: aperto sul mondo ecumenico, attento al sociale.
La storia delle origini della Chiesa viene qui riletta con il metodo classico della lectio divina, privilegiando la prospettiva della spiritualita' missionaria.
La prima generazione cristiana torna a rivivere in questo romanzo epistolare, erudito e al tempo stesso affascinante.
Dalla fitta corrispondenza tra l’evangelista Luca e Antipa, cittadino di Pergamo, sgorga una storia che, se è immaginaria, risulta nondimeno possibile e credibile.
Dalla quarta di copertina:
«Usando l’antica forma dello scambio di lettere, Longenecker offre, attraverso una storia erudita e al tempo stesso affascinante, un quadro estremamente chiaro e accurato della presenza cristiana nel Mediterraneo orientale nel I secolo. Ci si stacca dal libro – un romanzo storico nella migliore accezione del termine – affascinati e culturalmente arricchiti. Lettura accattivante non solo per esperti» (Paul J. Achtemeier, Union Theological Seminary, Virginia).
«Attraverso l’espediente di una fitta corrispondenza tra l’evangelista Luca e Antipa, cittadino di Pergamo, Bruce Longenecker fa rivivere la prima cristianità. I personaggi sono vivi, credibili e accompagnano il lettore all’interno di un ricco contesto storico e culturale. Coloro che conoscono a fondo le origini del cristianesimo ammireranno l’abilità di sovrapporre al rigoroso approccio storico la sua vivace capacità immaginativa e coloro che vi si avvicinano per la prima volta si arricchiranno leggendo questa corrispondenza. Il libro offre contemporaneamente una piacevole lettura e una guida affidabile della storia degli albori del cristianesimo» (Frederick J. Murphy, College of the Holy Cross).
«Le lettere di Longenecker presentano in una luce affascinante e coinvolgente il contesto del giudaismo del secondo tempio e della vita urbana greco-romana. Il racconto che egli tesse non è soltanto credibile, ma appassionante sia dal punto di vista accademico sia da quello personale. Questa presentazione inconsueta merita larga diffusione anche tra quei lettori che s’interessano in modo tradizionale all’éthos sullo sfondo del Nuovo Testamento» (Joel B. Green, Asbury Theological Seminary).
«Un romanzo storico, quasi un apocrifo. La forma delle lettere – che qua e là richiama il celebre epistolario apocrifo tra Seneca e san Paolo – è il tratto che più avvicina questa raffinata fiction alla storia reale del cristianesimo delle origini, caratterizzato da una intensissima circolazione di testi. Una storia che è immaginaria, ma possibile e plausibile» (Dalla Introduzione all’edizione italiana di Giovanni Maria Vian).
Recensioni:
Romanzo avvincente, questa "historical fiction" di Bruce W. Longenecker: erudito, ricco di eventi e di idee, ben costruito, dallo stile semplice e scorrevole, ritmato da molti "suspence".
F. Castelli, in La Civiltà Cattolica (n. 3790) 17 maggio 2008, pp. 360-364
Il libro è di piacevole lettura e delinea in modo vivo e concreto l'ambiente storico dell'Apocalisse e del vangelo di Luca e di Matteo. il soggetto è il culto imperiale di fronte al quale si dividono gli animi: chi è romano lo difende illustrando la grandezza della civiltà romana, chi è cristiano invece lo critica come contrario al culto da rendere al solo Signore Gesù e per il quale accettare anche il martirio o l'esilio. Potrebbe essere una buona introduzione storica elementare e piacevole al libro dell'Apocalisse.
G. Segalla, in Studia Patavina 55 (1-2008) p. 289
Si tratta di un romanzo epistolare di buona scrittura, che risulta piacevolmente istruttivo anche per un approccio non convenzionale e non manualistico ai primi secoli, offrendo al lettore un'informazione generale sull'antichità cristiana.
F. Pieri, in Rivista di teologia dell'evangelizzazione n. 23 (1/2008) pp. 189-190
Si tratta di una raccolta ragionata di testi di Paolo VI sulla gioia, tema caro alla tradizione spirituale cristiana. La figura di Paolo VI, noto soprattutto come un Papa di grande spessore culturale, emerge in queste pagine come quella di un vero maestro spirituale, appassionato di Crsito e testimone della gioia del Vangelo.
Nell'antichità quale era il destino dei libri, una volta pubblicati? Abbiamo testimonianze di scritti che raggiunsero una seconda o una terza edizione? Esistevano diritti di autore e di editore? Ci sono tracce concrete di varianti d'autore già nell'antichità? Lo studio delle pratiche compositive di un'opera letteraria e del metodo di lavoro degli autori antichi costituisce un dominio di ricerca affascinante e misterioso. Ci possiamo chiedere se gli autori dell'antichità greca e latina utilizzavano foglietti di papiro o di pergamena o tavolette per prendere appunti o per redigere i brogliacci delle loro opere; come raccoglievano i loro estratti durante le fasi preliminari della composizione; se scrivevano le proprie opere di loro mano oppure le dettavano a un segretario. Molti autori antichi avevano in comune la pratica di riservare una parte almeno della loro produzione letteraria a una circolazione limitata, pratica che li portava a rinunciare a pubblicare i loro scritti, nel senso che intendiamo oggi. Era comunque in vista di una pubblicazione, cioè di una diffusione riservata a un pubblico più vasto, che gli autori antichi componevano le loro opere. Muovendo da questi e altri aspetti il volume intende ricostruire le avvincenti fasi della redazione di un testo nell'antichità.
Don Divo Barsotti, scrittore e fondatore della poliedrica comunità dei Figli di Dio, è indubbiamente una delle personalità che più hanno inciso nella vita e nel rinnovamento della Chiesa italiana. In questo libro l'autore propone una rilettura spirituale del messaggio che la Madonna ha rivolto ai pastorelli Massimino e Melania a La Salette il 19 settembre 1846.