Una recopilación de textos muy diversos tanto en su estilo como en la manera de plantear la cuestión, sobre la belleza en el culto a lo largo del siglo XX.
Con el ensayo introductorio del Cardenal Gerhard Ludwig Müller y un apéndice del autor que se añade a la edición italiana Rocco Buttiglione “Leamos juntos Amoris Laetitia, sin recíprocos reproches y sospechas, con el sentimiento de la fe (sensus fidei) a la luz de toda la tradición de la doctrina de la Iglesia y con una ardiente preocupación pastoral”.
Cardenal Gerhard Ludwig Müller
Hacía tiempo que un documento pontificio no provocaba tantas polémicas. Es lo que ha sucedido con Amoris Laetitia, sobre todo en lo que atañe a la admisión a la Eucaristía de los divorciados que se han vuelto a casar. El Cardenal Gerhard Ludwig Müller, prefecto emérito de la Congregación para la Doctrina de la Fe, ofrece una interpretación de Amoris Laetitia en plena continuidad con el magisterio de Pablo VI, Juan Pablo II y Benedicto XVI. Por su parte, Rocco Buttiglione responde de manera amigable a las críticas planteadas por teólogos y pastores sobre los puntos más controvertidos de la Exhortación apostólica.
Este libro es una contribución autorizada a la serenidad de las discusiones y la unidad de la Iglesia.
Rocco Buttiglione (1948) es un político y académico italiano. Ministro en dos ocasiones y diputado europeo, en 2008 fue nombrado Vicepresidente de la Cámara de Diputados de Italia. Es titular de la Cátedra San Juan Pablo II en la Universidad Lateranense. Casado, tiene 4 hijas y 12 nietos.
El Cardenal Gerhard Ludwig Müller (1947) es prefecto emérito de la Congregación para la Doctrina de la Fe. Responsable de la edición de la Opera Omnia de Joseph Ratzinger- Benedicto XVI, en español se han publicado varios títulos de los que es el autor. Entre otros: La esperanza de la familia (BAC), La misa: fuente de vida cristiana (Ediciones Cristiandad), ¿Qué significa María para nosotros, los cristianos? (Palabra), Las mujeres en la Iglesia: especificidad y corresponsabilidad (Ediciones Encuentro).
Il concilio aperto a Ferrara l'8 gennaio 1438 e trasferito l'anno dopo a Firenze proclama l'unione fra la Chiesa greca e quella latina, un accordo che dura sino alla presa di Costantinopoli, nel 1453, e viene rotto ufficialmente da un concilio della Chiesa greca poco meno di vent'anni dopo. Questo volume si propone di indagare dal punto di vista storico ed ecclesiologico le unioni che si sono verificate dopo il concilio ferrarese-fiorentino. In particolare, la ricerca si sofferma sulla prima grande unione dei ruteni del 1595, conosciuta anche come Unione di Brest, e sull'unione della Chiesa romena ortodossa della Transilvania (1697-1700). Questo avvenimento ha portato alla riscoperta delle radici latine, alla comunione ecclesiastica con la Sede di Pietro e alla nascita di un movimento illuminista che ha suscitato, nel tempo, la nascita di un solo Stato per i romeni delle province di Moldova, Valacchia e Transilvania. Dal punto di vista ecclesiologico il processo di unione della Chiesa ortodossa romena della Transilvania si compie con il Concilio Vaticano II, che con il documento sulle Chiese cattoliche orientali "Orientalium Ecclesiarium" riconosce le comunità cattoliche orientali come vere Chiese.
Questo libro propone alcune prospettive sistematiche per ripensare il tema della misericordia e indagare un aspetto fondamentale del vissuto credente, il modo in cui Dio è implicato con la sofferenza dell'uomo. In dialogo con le scienze umane e con le posizioni teologiche di Bordoni, Forte, Canobbio e Mancuso, l'autore distingue tra dolore e sofferenza, attribuendo il primo all'uomo, in quanto passività, e la seconda a Dio, in quanto attività. Tale distinzione risulta essere un criterio teologico rispettoso della diversità insopprimibile tra Dio e l'uomo e, allo stesso tempo, adatto a reinterpretare la questione del soffrire di Dio.
L'inno alla carità di Paolo è la «tavolozza dei toni dell'Amore di Dio». Papa Francesco ci invita a meditarla per gustare le infinite profondità con cui il Padre ama ciascuno di noi, e per imparare a disegnare la nostra vita con i medesimi colori. Seguire passo passo i tratti della carità di Dio è lasciarsi condurre da Gesù che è la Via per imparare ad amare, e costruire così la felicità vera. Il sussidio comprende 8 schede, che commentano la seconda parte di 1 Corinzi 13, letta alla luce di una parabola di Gesù. Ne scaturisce una vera e propria «lectio biblica familiare»: nata da famiglie e rivolta alla famiglia, raccoglie, con freschezza e immediatezza, le risonanze che maggiormente possono interpellare la vita attuale delle coppie.
Sicar è il luogo dell'incontro tra Gesù e la Samaritana, presso il pozzo di Giacobbe. Proprio lì Gesù condivide la sete degli uomini e, a partire dai semplici gesti della quotidianità, risveglia una sete più profonda e conduce il suo interlocutore al cuore della buona notizia. Il progetto Sicar recepisce l'invito dei vescovi a rinnovare la catechesi attraverso un modello di ispirazione catecumenale. Si rivolge ai catechisti e li guida nell'accompagnamento dei bambini e dei ragazzi dai ó ai 14 anni, con il coinvolgimento delle famiglie. Gli incontri di ogni itinerario si sviluppano in tre passaggi, secondo una metodologia denominata «regola delle Affascinare: partire dalla vita e suscitare interesse. Approfondire: scoprire la bellezza e la profondità della fede. Assimilare: ritornare alla vita, rinnovati dall'incontro con Gesù. Primo anno. Sulle strade di Gesù: Un percorso di rinnovato annuncio, in cui bambini e genitori sono accompagnati dalla Galilea a Gerusalemme all'ascolto della bella notizia di Gesù, nato, morto e risorto per noi. L'itinerario è scandito dalle pagine del Vangelo di Marco, dai personaggi che hanno incontrato Gesù lungo le rive del lago di Tiberiade: nel racconto della loro esperienza rivelano ai bambini e alle famiglie un tratto del volto di Gesù; occorre incontrare Gesù ripercorrendo le sue strade, ascoltare la sua Parola, vedere i segni che compie per accoglierlo come il Risorto che rimane con noi per sempre.
È una proposta per l'accompagnamento dei genitori di bambini che partecipano al cammino di iniziazione cristiana ispirato al catecumenato. Strutturato su quattro anni che corrispondono a precise tappe. Per ogni tappa sono previsti cinque o sei incontri in stile laboratoriale, nei quali vengono offerti materiali per stimolare la partecipazione e il coinvolgimento dei genitori, e riflessioni, centrate sulla parola di Dio, utili al risveglio della vita di fede, perché in loro possa ripartire un vero cammino d'incontro con Cristo e d'inserimento nella vita ecclesiale. Un'esperienza indispensabile per ogni comunità cristiana che desideri offrire un secondo annuncio in un passaggio particolare della vita degli adulti.Questo primo volume accompagna i genitori a riscoprire il rapporto personale con Dio e a riappropriarsi del ruolo di primi educatori alla fede dei figli.
Il testo, nato dall'esperienza della diocesi di Verona con il metodo a quattro tempi, propone un percorso di sei incontri rivolti ai genitori di bambini da 0 a 6 anni. Il punto di riferimento è il "Catechismo dei bambini" e offre la possibilità agli adulti di rivisitare il proprio cammino di fede attraverso lo scambio e il confronto con altri genitori alla luce della parola di Dio. Ogni incontro propone materiale per l'accompagnamento dei genitori e per l'accompagnamento dei bambini che, in uno spazio loro dedicato - e, se desiderato, con la compagnia dei nonni - in modo giocoso e coinvolgente possono sperimentare i primi passi nella fede. «La nascita di un bambino apre una breccia di senso nella vita dei genitori, una domanda implicita a metà tra un grazie da dire e un aiuto da chiedere. È dunque questa una proposta di "secondo primo annuncio", un annuncio che raggiunge i papà e le mamme in un momento della loro vita carico di sorpresa e di responsabilità. E aiuta i bambini, con i gesti semplici e le parole giuste, a conoscere Dio e a imparare a chiamarlo "Papà", come Gesù ci ha insegnato» (dalla Presentazione di Enzo Biemmi).
Questa edizione quadriforme dei libri di Giosuè e Giudici, utile per recepire il testo biblico in lingua originale e affrontare le difficoltà delle lingue antiche, propone: il testo ebraico masoretico (TM) della Biblia Hebraica Stuttgartensia, basato prevalentemente sul Codex Leningradensis B19A, datato circa 1008; il testo greco nella versione dei Settanta (LXX) di Rahlfs, basata prevalentemente sul Codex Vaticanus (B) risalente al IV secolo dopo Cristo; il testo latino della Nova Vulgata, redatta nel post-concilio e normativa per la liturgia cattolica; il testo della Bibbia CEI 2008, normativo per la liturgia italiana, con paralleli essenziali a margine e segnalazione dei termini difformi dall'ebraico; la traduzione interlineare italiana di ebraico e greco, eseguita a calco e orientata a privilegiare gli aspetti morfologico-sintattici del testo originale.
Codificate sulla base della Scrittura e divulgate attraverso una pluralità di testi e immagini, le opere di misericordia fornirono a istituzioni e città un riferimento fondamentale nell’individuare bisogni primari e interventi esemplari della carità pubblica. I saggi raccolti in questo volume si interrogano sulla trasformazione delle politiche di misericordia tra medieovo e prima età moderna. Grazie a un approccio multidisciplinare, il volume indaga come la misericordia venne declinata quale virtù politica, tesa a rendere meno feroce la società, mitigando il vivere comune in nome dell’ideale evangelico. La riflessione teologica e la retorica della carità servirono – non senza ambiguità – a catalizzare energie, a elaborare progetti sociali, a rendere riconoscibili e credibili antiche e recenti istituzioni, a sostenere politiche di soccorso e, anche, di controllo e disciplinamento. In nome della medesima carità si poteva infatti sia elargire un aiuto generalizzato, sia attuare un’attenta selezione, basata sull’idea che l’assistenza era un diritto riservato ad alcuni ma precluso a molti, giudicati indesiderati, pericolosi e viziosi.
Il libro ci accompagna alla scoperta delle emozioni: ne conosceremo le origini, le basi neurali, capiremo le ragioni della loro pervasività e del loro inestricabile intreccio con il nostro corpo. Vedremo come riconoscere le emozioni altrui sia un fenomeno esso stesso emozionale, e perché non esistano stati emozionali al netto della dimensione espressiva e comunicativa; perché le nostre azioni, le nostre decisioni e i nostri ricordi hanno sempre una connotazione emozionale. Perché, insomma, il nostro pensiero è «fatto di emozioni».
Da oltre un ventennio assistiamo alla vasta ripresa del dibattito sulla disuguaglianza. La novità è che non ci si limita a considerare il classico divario della condizione umana, ma si è aggiunta una specifica attenzione, acuita dalla crisi, alla situazione dell'Occidente benestante. Le differenze nazionali sono ovviamente marcate se guardiamo al Nord Europa, ai paesi mediterranei e agli Stati Uniti. La disuguaglianza non è sempre socialmente negativa, lo diventa quando la ricchezza si concentra vistosamente e convive con quote cospicue di povertà. Occorre tuttavia distinguere la forte disuguaglianza economica dei redditi e dei patrimoni da quella più tenue che concerne gli stili di vita, la salute, l'istruzione, i consumi e il tempo libero. È ragionevole la sfida a contrastare questo stato di cose? Gli ostacoli sono molteplici, basta pensare all'instabilità internazionale, al divario tra tecnologia e occupazione, ai differenti livelli di produttività. Inoltre le politiche redistributive di contrasto alla povertà si scontrano con l'insidia del debito pubblico. Non si può quindi prescindere dalla crescita economica, che va aiutata da scelte pubbliche e non solo affidata ad automatismi di mercato. Questa è la priorità che sembra meglio corrispondere alle aspettative dei gruppi sociali intermedi e di quelli svantaggiati. Essa non sarà in grado di ridurre la disuguaglianza economica, ma offrirà risorse preziose per sostenere il percorso verso una più ampia equità.