Le grandi sciagure a volte hanno enormi meriti storici. È il caso di Pompei, che dalla immane eruzione del Vesuvio fu trasformata in una miniera di informazioni e testimonianze inestimabili. E così è stato anche per l'abolizione dei contributi regionali all'editoria: un enorme catalogo di romanzi e saggi sardeschi, destinato a essere pubblicato alla spicciolata per finire poi dimenticato nei magazzini dell'assessorato o in tristissimi pacchi dono natalizi, fu congelato un istante prima della stampa. Quei libri li abbiamo ritrovati così, tutti insieme, dimenticati: un corpus unico, omogeneo, che nell'arco di 100 titoli descrive la parabola della nouvelle-nouvelle vague della narrativa isolana. Ci restano i titoli e le sinossi, indizi sufficienti per intravedere almeno il bagliore di opere come Pirri Calzelunghe e Il libro della giunta, e per rimpiangere il lascito di autori come Italo Calvisi e Thomas Mannu.
"Antichi mestieri e saperi di Sardegna" è una summa di testi e immagini in cui sono trattati i temi del mondo pastorale, i mestieri della terra, quelli connessi al mare, alla ceramica, alla lavorazione della pietra, del legno, dei metalli e gioielli, della tessitura, alle tematiche del mondo della cultura, del cibo, della medicina popolare, dei piccoli mestieri scomparsi. Un percorso esaustivo, ricco di curiosità e spunti, che illustra il mondo del sapere dei sardi, in gran parte perduto, e quello che faticosamente si cerca di preservare. Con un ricco apparato iconografico il volume ripercorre la storia di quelle arti, di quei mestieri e di quei lasciati culturali che ancora oggi fondano la società sarda.
In un periodo travagliato come quello della Controriforma in Europa si apre anche per la Sardegna una nuova epoca in cui la Chiesa, le gerarchie, il basso clero, nonché i funzionari del Regno, si trovano impegnati in una sfida che porterà grandi cambiamenti nei costumi e nella società isolana. All'indomani del "tornado" luterano, la Sardegna si trova in un grave stato di abbandono, nonostante la politica dello splendore di Carlo V e di Filippo II: carestie, assalti barbareschi, pestilenze, un quadro fosco e privo di prospettive. In questo quadro di degrado anche la Chiesa subisce ampi contraccolpi che la portano a reinventare una sorta di "evangelizzazione" di quei territori che gradualmente si stavano allontanando dall'obbedienza romana. In base ai dati disponibili e agli studi su documenti coevi, l'autrice delinea in modo divulgativo e affascinante una vicenda per lo più sconosciuta, componendo un quadro dell'epoca per molti versi ignoto e ancora da approfondire.
Le 12 immagini del calendario Le Valli valdesi 2014 sono della fotografa Elena Benech. Ogni mese è arricchito da un versetto biblico. Il retro delle pagine è dedicato alla storia della American Waldensian Society e della Deutsche Waldenser Vereinigung. Versetti e testi in italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo.
Il Servo arbitrio non è altro che un ampio e tumultuoso commento al sola gratia. Nuova edizione integrale con testo latino a fronte.
Il rapporto di Lutero con la mistica è assai più significativo di quanto si ritenga comunemente: la ricerca internazionale degli ultimi anni ha dimostrato che essa non fu per Lutero solo un entusiasmo giovanile. Identificare il fondamento mistico del pensiero del Riformatore tedesco contribuisce a portare alla luce le radici del suo pensiero nel monachesimo e nella teologia medievale, permettendone una migliore comprensione e una valorizzazione per l'oggi, anche in ottica ecumenica. Come affermano gli studiosi Bernd Hamm e Volker Leppin, la stessa "composizione d'insieme della teologia di Lutero ha carattere mistico e la genesi di tale teologia è da descrivere come l'ideazione di una nuova forma di mistica".