Occuparsi di qualità, nell'ambito dei servizi educativi alla prima infanzia, si configura non semplicemente come una priorità pedagogica, quanto piuttosto come una responsabilità professionale ed etica che, in un processo partecipativo e dinamico, sappia diventare reale espressione della cura che gli adulti rivolgono ai bambini e alle loro famiglie. Il libro, nel pieno rispetto delle indicazioni nazionali e dei suggerimenti proposti dalla letteratura internazionale sull'argomento, si propone dunque come un supporto efficace, in grado di migliorare i processi di progettazione/valutazione e di offrire quegli strumenti pratici utili alla realizzazione di concreti percorsi di ricerca-intervento nei nidi e nelle scuole dell'infanzia. Il testo si sviluppa in tre parti: la prima, di ordine metodologico, è finalizzata a illustrare la ricerca; la seconda, di carattere culturale, è volta a individuare gli snodi più fecondi connessi al tema della qualità (qualità come cura, spazio estetico, ambiente naturale o di apprendimento); la terza, di ordine istituzionale, contiene il documento di sintesi del progetto, nonché le schede di ricerca e il glossario.
Dietro ogni scuola cattolica e ogni centro di formazione professionale di ispirazione cristiana c'è sempre un gestore, che ne consente il funzionamento concreto e ha responsabilità non solo amministrative, ma anche e soprattutto educative, essendo il garante e il custode del progetto educativo della scuola, o del centro. Il XV Rapporto del Centro Studi per la Scuola Cattolica ne analizza la figura, offrendo spunti interessanti per definirne gli aspetti giuridici, organizzativi, economici, pedagogici ed ecclesiali, affiancando gli interventi di numerosi esperti del settore con i risultati di un'indagine condotta per la prima volta a livello nazionale. Completa il volume la consueta raccolta di dati statistici sul sistema italiano di scuola cattolica nell'anno scolastico 2012-13.
Una denuncia attualissima e inquietante della pesante offensiva in atto negli Stati Uniti contro l'idea pubblica e democratica di educazione e contro il lavoro degli insegnanti. Dietro questo attacco, il progetto di smantellamento delle scuole pubbliche a favore di un modello di educazione privatizzato guidato dal mercato. Nell'era della globalizzazione, con la crisi dello stato sociale, anche i sistemi educativi vivono profonde trasformazioni, ma Giroux ribadisce l'importanza di una cultura formativa dell'apprendimento che difenda l'educazione pubblica, bene generale e requisito necessario per l'esercizio della cittadinanza critica in una società democratica.
La Sezione Monografica propone un confronto fra storici, storici della pedagogia e storici della filosofia sul ruolo dei precettori nell'Europa moderna e sulla fase di transizione che tra Sette e Ottocento portò, dopo le sperimentazioni educative dell'Illuminismo e della Rivoluzione francese, all'istituzione di nuovi sistemi scolastici. Sono tre le linee principali di ricerca: la trasmissione e ricezione del sapere in antico regime; la formazione dei principi e delle élite aristocratiche e/o borghesi; la professionalizzazione degli educatori e degli insegnanti. Nella Miscellanea, un'analisi dei libri di italiano usati nelle scuole della Svizzera italiana dal 1915 al 1945 e una ricognizione sull'insegnamento della matematica nelle scuole superiori dalla nascita del Regno d'Italia alla riforma Gentile. Alla autobiografia educativa e religiosa di Étienne Fouilloux, uno dei maggiori storici cattolici viventi, è dedicata la sezione Memorie di scuola. Le Note e discussioni si occupano, tra l'altro, del genere autobiografico infantile - diari, "documenti dell'io" - con tre esempi storici, dall'età dei lumi al primo Novecento (la storia del piccolo Hans raccolta da Sigmund Freud).
La ricostruzione filologica e documentaria della figura di Giovanni Calò, studioso e docente universitario a Firenze e protagonista del dibattito pedagogico nel primo sessantennio del Novecento. Dalle sue opere, a più di quarant'anni dalla morte, emerge un pensiero originale ed "eclettico" (rispetto al neoidealismo che dominava il quadro nazionale) e un punto di vista inedito sulle grandi questioni della scuola e delle riforme ordinamentali, testimoniato anche dal dialogo con i protagonisti e le istituzioni della scena culturale italiana (memorabile il confronto-scontro con Giovanni Gentile) e della pedagogia cristiana.
Una lettura dell'innovazione scolastica, un ponte tra la riflessione pedagogico-didattica sui media e l'analisi degli spazi della scuola, per aprire un terreno di ricerca basato sul passaggio dal pensiero dei media come ambienti ai media negli ambienti formativi. Questa posizione è sostanziata da una ricerca svolta da studenti-insegnanti della Libera Università di Bolzano presso alcune scuole del Trentino-Alto Adige. Attraverso questionari e workshop si presentano dati interessanti che esprimono la voce degli insegnanti, la visione d'insieme dei dirigenti, le visioni dei bambini sulla scuola del futuro.