Tra i maggiori poeti di tutti i tempi, Tagore è stato anche un lucido saggista, capace di cogliere lo spirito del suo tempo e le sfumature del confronto tra India e Occidente. Profondamente attuali e spesso illuminanti, questi saggi, ricavati da un ciclo di conferenze, riflettono una delle aspirazioni più profonde di Tagore, ovvero la conciliazione dei due atteggiamenti opposti verso la vita, l'uno statico e contemplativo, l'altro dinamico e attivo. Rabindranath Tagore (1861-1941), è stato poeta, romanziere, drammaturgo e filosofo. Bengalese, si è fatto promotore di una nuova India, moderna e indipendente. Profondo conoscitore della lingua inglese, traduce e mette in musica i propri versi, esercitando un enorme fascino sull'Occidente, che lo premia col Premio Nobel per la letteratura nel 1913, primo non occidentale nella storia.
Le discussioni che appassionano l’opinione pubblica sono spesso difficili da seguire per il grado di tecnicità che le contraddistingue, e i dibattiti sulle problematiche morali non fanno eccezione.
Per venire incontro a questa situazione, da anni il professor Mario Rossino cura una rubrica sul bollettino del santuario torinese di Santa Rita. La sede degli interventi non è accademica, ma il servizio della rubrica è estremamente prezioso e va a vantaggio di un pubblico di lettori molto numeroso.
Il professor Rossino ha un’esperienza assai vasta, grazie al ministero pastorale che esercita da parecchi anni e alla competenza della sua specializzazione in teologia morale, oggetto da tempo del suo insegnamento nella Sezione Torinese della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.
Questa trattazione in pillole, esemplare per l’accuratezza dell’informazione e la semplicità dell’esposizione, si colloca accanto agli studi specialistici dell’Autore e offre un servizio non indifferente per favorire chiarezza di idee e solidità di principi in una discussione che continuamente si rinnova.
Il libro mette a fuoco l'attuazione del Concilio Vaticano II nella diocesi di Torino negli anni cruciali in cui era vescovo il card. Michele Pellegrino, concentrando l'attenzione sull'architettura religiosa, considerata nel contesto della città e del suo sviluppo.
Due secoli separano questi due uomini, che hanno percorso una Parigi molto diversa e, oggi, molti luoghi testimoniano ancora la loro presenza. Questa guida vi aiuterà a scoprire questi luoghi ricchi della loro storia.
"Il nome del paese dove sono nato è stato per anni il mio personale tormentone. 'Villarbasse' dicevo io. 'Quel Villarbasse?' mi chiedevano subito. "Proprio quel Villarbasse' ero costretto ad ammettere ogni volta. Un po' di tempo fa, qualcuno dei miei interlocutori canticchiava di rimando: 'Villarbasse cascina fatale...'. Erano i versi di una famosa ballata dell'epoca e raccontava l'orribile ed efferato massacro che là era avvenuto. Se poi spiegavo che proprio in quella 'cascina fatale' ero nato ed avevo trascorso la mia infanzia, potevo godere di un quarto d'ora di quasi celebrità. [...] Il paese, negli anni Cinquanta, era tutto raccolto in se stesso, laborioso, onesto, allegro. Il più estraneo della Terra ad un fatto di sangue. Invece è accaduto quello che Marinella Grosa racconta in questo libro [...]. Non posso che ringraziare la brava autrice. È vitale per tutti ritrovare le proprie radici e in questo libro ritrovo le mie." (Dalla prefazione di Bruno Ferrero)
La Biblioteca del Seminario di Torino custodisce il Fondo Pellegrino, lascito del cardinale Michele Pellegrino, già arcivescovo della diocesi di Torino, comprendente una vasta documentazione circa i vari aspetti della sua lunga vita di studioso e di ecclesiastico. Questo volume ne riporta il catalogo dei libri e l'inventario dell'archivio.
Età di lettura: da 3 anni.