In una Ferrara in festa - il Palio o si ama o si cambia residenza -, strani avvenimenti squassano la sorniona tranquillità estense: un killer, sfigato ma con tanta buona volontà, appende per il collo un losco individuo. Proprio lì, nella libreria del centro, quella che ogni ferrarese e ogni turista saprà individuare. Così, a suon di vittime, la vicenda ci condurrà a spasso per Ferrara, in compagnia di un fotografo della Scientifica. Le sue indagini lo porteranno a riallacciare i contatti col parentado ferrarese: solo scoprendo l'autore di quell'omicidio, e di quelli che seguiranno, potrà salvare il buon nome dei suoi familiari, presunti colpevoli di una faida libresca. Una famiglia parecchio in vista, quella dei Girondi, lavoratori indefessi e titolari di un'altra libreria: che stiano tentando di sbaragliare la concorrenza? Poco importa cosa crede la polizia, Luchino Girondi e il fidato Poirot - detective dal grande fiuto canino - sanno che i loro squinternati parenti ferraresi sono assolutamente innocui. Strambi, certo, ma inoffensivi. Un giallo all'inglese in salsa ferrarese che vuole essere un omaggio a Ferrara e alla ferraresità dei suoi abitanti.
La vita di Clara Scardi è stata sconvolta dalla scomparsa del marito, ricco finanziere, il cui corpo non è mai stato ritrovato. A seguito della tragedia che l'ha colpita, Clara, che non ricorda nulla del proprio passato, vive in una condizione di apatia, mentre il suo patrimonio è gestito da un curatore, il dott. Varosi. Nel frattempo, l'avvocato Mario Valadier si trova ad affrontare l'inspiegabile scomparsa della moglie Emma. L'ispettore Bertoli conduce delle indagini infruttuose, credendo più a una fuga d'amore che a un omicidio o a un rapimento. Clara, intanto, in seguito a un nuovo choc, si convince di essere vittima del diabolico piano di una ramificata organizzazione criminale. Inizia così una rocambolesca battaglia per la sua sopravvivenza che la porterà a intrecciare la sua vita con quelle di Mario e di Emma. Di chi o di che cosa è vittima Clara Scardi? Che fine ha fatto Emma Valadier? Ambientato nella Milano dei nostri tempi, "Life on loan", primo romanzo di Rossana Balduzzi Gastini, è una storia adrenalinica che ruota intorno alla figura di due donne: Clara ed Emma.
Che generazione è la generazione Match Music? Quella delle discoteche o quella della musica italiana? Dei creativi di provincia o dei budget da metropoli? Probabilmente di tutti questi elementi fusi assieme. Un fondatore, pochi collaboratori, entusiasmo, voglia di sperimentare, concerti su spiagge libere, eventi, nuovi modelli di business. Match Music è riuscita a coinvolgere artisti affermati con la formula "puoi dire e fare quello che vuoi". Forse più che un progetto artistico Match Music è stata un'avventura a tempo determinato, una di quelle che sai che sicuramente prima o poi finiranno e che quindi devi berla tutta fino in fondo dando il meglio di te per assaporarne ogni istante. I protagonisti di questa avventura raccontano in questo libro un periodo della loro esistenza seguendo l'onda dei ricordi con la coscienza di aver vissuto un'esperienza irripetibile. Con interventi di: Massimo Fini, Biagio Antonacci, Omar Pedrini, Isa B, Michele Ferrari, Domenico Liggeri.
Pietro Mazzucchelli (Milano, 1762-1829) - Prefetto della Biblioteca Ambrosiana dal 1823 al 1829 - non fu solo un prodigioso erudito capace di muoversi, con uguale competenza, in diverse discipline come la paleografia, la codicologia, la diplomatica, la bibliografia, la numismatica, l'epigrafia, l'archeologia medievale, la storia della liturgia, passando indistintamente dall'orientalistica alle letterature classiche e moderne, ma fu anche un attento e acuto filologo. Il presente studio intende appunto soffermarsi su quest'ultimo aspetto, illuminando il contributo, generoso e intelligente, che Mazzucchelli ha saputo offrire nell'ambito della filologia dantesca milanese fiorita nel primo trentennio dell'Ottocento; in quel torno di tempo, infatti, sotto la guida di Vincenzo Monti e del marchese Gian Giacomo Trivulzio, sarebbe uscita, tra l'altro, l'edizione del "Convivio" (1827), interessante e sorprendente tentativo di edizione critica prelachmanniana.
Questo libro sostiene due tre tesi centrali. La prima: il dramma storico non è una conquista dell'Ottocento, perché la rinascita moderna della tragedia avviene nel segno della storia, come nell'antica Grecia o nel teatro elisabettiano. Episodi della storia romana o di quella medievale sono già drammatizzati nel Cinquecento, da Trissino e Rucellai, con funzione esemplare in vista dell'educazione del principe o delle repubbliche (così anche Tasso). Poi la tragedia è investita di compiti riformistici o rivoluzionari nel Settecento. Per questo recupera il passato della 'nazione' che può significare Firenze e i Medici come fa Alfieri non perché segua Machiavelli, da cui, in nome di una storia alternativa, si discosta. Considerata il corrispettivo della stessa nazione, da Foscolo a Mme de Staël a Pellico a Niccolini, la tragedia affianca l'attività clandestina con favole che parlano di patria, prigioni, rivolte. Per questo è sino al 1848 parte attiva del Risorgimento.
I Cinque libri di Giambattista Vico de' Principj d'una Scienza Nuova d'intorno alla comune natura delle nazioni costituiscono la seconda delle tre edizioni del capolavoro vichiano, e sono protagonisti di una complessa storia compositiva. L'edizione che qui si offre mira per la prima volta alla completezza del testo a stampa in edizione critica, con l'apparato integrato dall'edizione critica dei manoscritti degli anni 1731-1733/4. Ne viene fuori l'edizione della Scienza nuova del 1730 così come è stata concepita dall'autore, mettendo in sequenza prima il testo edito e poi le quattro serie di Correzioni, miglioramenti e aggiunte.
Questo volume dell'edizione critica vichiana raccoglie opere minori di Vico di spiccata natura storica d'occasione, come il Panegirico a Filippo V (1702), il distico Per il ritorno in Ispagna di don Francesco Benavides (1697), la composizione funebre del 1707 per i funerali di Carlo di Sangro e Giuseppe Capece e quella per la morte di Caterina d'Aragona (1697), l'allocuzione per Carlo di Borbone (1734). Scritti che tradiscono in maniera eloquente la posizione politica di Vico e l'inserimento del suo cattolicesimo all'interno del dibattito sul giurisdizionalismo. Oltre all'analitico commentario ai testi, vengono presentati dal curatore indici delle fonti, dei termini e dei nomi presenti nel volume.
La Vita del maresciallo Antonio Carafa fu commissionata a Vico dal nipote Adriano Antonio Carafa, che nel 1696, ricevette da Vienna l'archivio privato del maresciallo e lo mise a disposizione del suo antico precettore come supporto biografico. Di questi documenti che Vico utilizzò per la sua opera storiografica, soltanto un volume si conserva ancora presso l'Archivio di Stato napoletano. Ma fonte ancora più preziosa alla quale Vico attinse per i riferimenti alle vicende della storia ungherese è risultato essere "L'Istoria della Repubblica di Venezia in tempo della Sacra Lega Contra Maometto IV, e tre suoi Successori, Gran Sultani de' Turchi di P. Garzoni", pubblicato a Venezia nel 1705 e presente presso la Biblioteca Nazionale di Napoli.
Il volume raccoglie iscrizioni e versi latini di Vico, raccolti per la prima volta in una veste autonoma. Si tratta prevalentemente di epigrammi e composizioni in occasione di nozze di personaggi illustri, di iscrizioni ed altre composizioni latine, cui è allegato anche l'apparato grafico delle immagini allegoriche originalmente apposte ai testi.
Il volume comprende il "De mente heroica" e gli scritti latini minori ed è parallelo a quello dei "Minora", che comprende gli scritti storici minori e d'occasione. Opera capitale nella storia del pensiero vichiano, il "De mente heroica", e i cinque scritti latini, rivelano alcuni aspetti importanti del filosofo partenopeo. Attraverso di essi si potrà meglio comprendere il Vico uomo, chiuso dalle necessitanti esigenze della vita, talvolta iroso e talvolta dolente, ma sublime ed eroico nella consapevolezza del suo genio e della sua dignità di uomo.