Data di pubblicazione: Febbraio 2018
Codice: 9788804685913
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L’attrazione del nazismo per le scienze occulte ha richiamato da
sempre l’interesse degli storici e degli studiosi del Terzo Reich, i
quali hanno scorto nell’«immaginario soprannaturale» una delle chiavi
per spiegare l’ascesa, la popolarità e la peculiarità del regime
hitleriano. Ma perché proprio in Germania, e non negli altri paesi
europei, il pensiero soprannaturale trovò un’adeguata espressione
politica e ideologica? Perché l’esoterismo, il paganesimo,
l’astrologia, il paranormale o le teorie pseudoscientifiche come la
«teoria del ghiaccio cosmico» ebbero così grande successo presso il
popolo tedesco? Per quale motivo nemmeno i vertici del partito – da
Himmler a Goebbels allo stesso Hitler – ne rimasero immuni, ma anzi
operarono al fine di ridefinire e riorganizzare la scienza e la
religione tedesche?
Per Eric Kurlander la risposta a queste domande va trovata nella
volontà della leadership nazista di conquistare il consenso popolare
non solo attraverso la propaganda, il controllo dei media, la
creazione di miti e leggende di una supposta tradizione nordica a
sostegno di una nuova comunità su base etnica o razziale, ma anche
mediante la manipolazione delle coscienze. E questo allo scopo di
attuare i due capisaldi dell’ideologia nazista: la conquista dello
«spazio vitale» e la distruzione del giudeobolscevismo, in altre
parole la guerra all’Est e lo sterminio degli ebrei d’Europa. Ecco
allora un Terzo Reich popolato di veggenti, maghi, sensitivi e
rabdomanti, spesso in lotta fra loro per accattivarsi le simpatie del
potere; di ciarlatani che setacciano il paese alla ricerca delle prove
dell’esistenza di un’ancestrale patria tedesca; di pseudoscienziati
impegnati a diffondere dottrine prive di ogni fondamento scientifico,
a mettere a punto le armi miracolose che avrebbero assicurato la
vittoria finale o a condurre orribili esperimenti sulle «cavie umane»
prigioniere nei campi di sterminio. Un mondo soprannaturale fatto di
magie, folclore, rune, lupi mannari, streghe e vampiri. Un mondo di
demoni, che, come scrisse Carl Gustav Jung, seppero suggestionare e
portare alla catastrofe un popolo smarrito.
Frutto di lunghi anni di ricerche condotte su un’impressionante mole
di documenti rinvenuti negli archivi tedeschi, I mostri di Hitler
affronta un argomento cruciale per la comprensione del Terzo Reich
scavando nel cuore più oscuro della Germania nazista.
L’attrazione del nazismo per le scienze occulte ha richiamato da
sempre l’interesse degli storici e degli studiosi del Terzo Reich, i
quali hanno scorto nell’«immaginario soprannaturale» una delle chiavi
per spiegare l’ascesa, la popolarità e la peculiarità del regime
hitleriano. Ma perché proprio in Germania, e non negli altri paesi
europei, il pensiero soprannaturale trovò un’adeguata espressione
politica e ideologica? Perché l’esoterismo, il paganesimo,
l’astrologia, il paranormale o le teorie pseudoscientifiche come la
«teoria del ghiaccio cosmico» ebbero così grande successo presso il
popolo tedesco? Per quale motivo nemmeno i vertici del partito – da
Himmler a Goebbels allo stesso Hitler – ne rimasero immuni, ma anzi
operarono al fine di ridefinire e riorganizzare la scienza e la
religione tedesche?
Per Eric Kurlander la risposta a queste domande va trovata nella
volontà della leadership nazista di conquistare il consenso popolare
non solo attraverso la propaganda, il controllo dei media, la
creazione di miti e leggende di una supposta tradizione nordica a
sostegno di una nuova comunità su base etnica o razziale, ma anche
mediante la manipolazione delle coscienze. E questo allo scopo di
attuare i due capisaldi dell’ideologia nazista: la conquista dello
«spazio vitale» e la distruzione del giudeobolscevismo, in altre
parole la guerra all’Est e lo sterminio degli ebrei d’Europa. Ecco
allora un Terzo Reich popolato di veggenti, maghi, sensitivi e
rabdomanti, spesso in lotta fra loro per accattivarsi le simpatie del
potere; di ciarlatani che setacciano il paese alla ricerca delle prove
dell’esistenza di un’ancestrale patria tedesca; di pseudoscienziati
impegnati a diffondere dottrine prive di ogni fondamento scientifico,
a mettere a punto le armi miracolose che avrebbero assicurato la
vittoria finale o a condurre orribili esperimenti sulle «cavie umane»
prigioniere nei campi di sterminio. Un mondo soprannaturale fatto di
magie, folclore, rune, lupi mannari, streghe e vampiri. Un mondo di
demoni, che, come scrisse Carl Gustav Jung, seppero suggestionare e
portare alla catastrofe un popolo smarrito.
Frutto di lunghi anni di ricerche condotte su un’impressionante mole
di documenti rinvenuti negli archivi tedeschi, I mostri di Hitler
affronta un argomento cruciale per la comprensione del Terzo Reich
scavando nel cuore più oscuro della Germania nazista.