E' quasi un grido lanciato con forza, con passione, dal nuovo Papa polacco nel primo incontro con la folla radunata in piazza San Pietro il 22 ottobre 1978. E, dopo quel grido, si mette quasi a correre, a braccia aperte, con passo da montanaro, la croce sollevata in alto come un vessillo o una spada. Corre verso la gente, verso i giovani, verso i bambini, verso i malati. Comincia così il pontificato di Giovanni Paolo II. E così comincia il film che ne racconta momenti, azioni, gesti, nel loro più forte significato e impatto simbolico. Con emozionanti musiche del pluripremiato Ennio Morricone.
Alice, una insoddisfatta quarantenne di New York, nonostante abbia apparentemente tutto: è bella, ha un marito, Doug, col quale è sposata da sedici anni, e due bambini, desidera qualcosa di più emozionante, diventare scrittrice. La donna, che soffre di malattie psicosomatiche curate dal medico cinese Yang con erbe portentose, sente infatti che l'affetto del marito è diventato abitudinario e distratto, e prova una viva attrazione per Joe, un sassofonista separato dalla moglie, incontrato per caso alla scuola dei figli, e, dopo molti rifiuti, perché è una cattolica convinta, finisce con l'avere una lunga relazione con lui. Tormentata dal rimorso e sempre più tesa, Alice cerca invano un aiuto per realizzare le proprie aspirazioni da parte di Doug, che le suggerisce di occuparsi di moda, poi dalla efficiente sorella Dorothy, e, infine, dall'amica Nancy, che ha un importante lavoro alla televisione. Poi ricorre ancora alle prodigiose erbe di Yang, una delle quali la rende invisibile. Così Alice scopre i numerosi tradimenti del marito e la falsità di alcune amiche. In crisi, le appare il fantasma del pittore Ed, un innamorato respinto, morto da venti anni, che la porta con sé a volare nel cielo notturno di New York, e in seguito le appare anche la MStati Uniti degli scrittori. DelStati Uniti dal marito, Alice pensa di mettersi con Joe, ma lui ha deciso di tornare a vivere con la moglie. Prima di partire per il Tibet, il dottor Yang consegna alla sua paziente una busta di erbe, con le quali potrà ottenere per sempre l'amore di Doug o quello di Joe: deve perciò scegliere fra i due. Ma, recatasi al party di Natale di Dorothy, dove un po' di quelle erbe finiscono per errore nello zabaione, Alice si trova improvvisamente assediata da un gruppo di uomini innamorati di lei, e getta nel lavello l'erba rimasta: non vuole un amore ottenuto per magia. Rifiutata poi la proposta del marito di riunirsi a lei, Alice decide di partire per Calcutta, per collaborare con Madre Teresa, poi torna a New York, per svolgere un lavoro di volontariato e vive sola in un modesto alloggio di periferia coi suoi bambini, ai quali si dedica con gioia.
I fratelli Wendy e Jon Savage hanno abbandonato molto presto la casa paterna ed ognuno di loro conduce ormai un'esistenza lontana dai legami familiari. Il loro ultimo desiderio sarebbe proprio quello di tornare a vivere una situazione familiare da cui sono precocemente fuggiti, ma una telefonata in cui vengono informati della demenza senile del padre ormai giunta ad uno stato gravemente avanzato li fa ricongiungere con l'anziano genitore.
Figlia di due sopravvissuti al campo di concentramento Chaja, una giovane studentessa di filosofia, ha un rappoto conflittuale con i genitori e per questo si mantiene facendo i lavori più disperati. Finchè decide di accettare un posto da nanny.
E' il 1952 e la radio diffonde in tutta l'Argentina la notizia della morte di Evita Peròn, personaggio che aveva cambiato la storia del Paese negli ultimi dieci anni. Parte un flashback, e la voce narrante del Che ricorda l'infanzia di Evita, figlia illegittima di un contadino, in una cittadina ad ovest di Buenos Aires. Cresciuta, Eva si lega ad Agustin Magaldi, famoso artista di tango con il quale arriva nella capitale. Ambiziosa e decisa, Eva vuole diventare attrice radiofonica e cinematografica e a tale scopo si introduce nei circoli importanti della società che conta. Quando conosce Juan Peròn, nome emergente della politica argentina, gli si affianca in maniera molto stretta. Superando le malelingue e l'opposizione dei benpensanti e dei militari, i due si sposano. Dopo il 1945, Peròn, viene eletto presidente e la moglie Evita ne è la prima consigliera e sostenitrice. Fa un viaggio in Europa, dà vita alla fondazione Eva Peròn per aiutare i bisognosi, forma il partito peronista delle donne e il suo carisma presso la popolazione aumenta a vista d'occhio. Nel momento della massima popolarità, Eva si ammala, le viene diagnosticato un tumore che nel giro di poco tempo la conduce alla morte. Tutto il popolo piange la scomparsa di un personaggo forse irripetibile.