Nel cuore di Gaza, mentre la guerra devasta la Striscia, una piccola chiesa resta in piedi: è la parrocchia della Sacra Famiglia, la sola chiesa cattolica dell'intera regione, diventata rifugio per centinaia di persone che ancora anelano alla pace. Tutt'intorno macerie, paura, devastazione: ogni «cessate il fuoco» è fragile, ogni blocco può riportare la fame, ogni dichiarazione dei leader internazionali pesa come una sentenza sul futuro di Gaza. Eppure, in mezzo alle rovine, c'è ancora la preghiera, la speranza. La liturgia scandisce le giornate e la vita di questa piccola comunità in qualche modo continua, grazie all'azione silenziosa di padre Gabriel Romanelli, che ogni giorno sceglie di restare, di lottare per la dignità di ogni vita umana. Aule adibite a dormitori, pane preparato con quello che si trova, messe celebrate tra bombardamenti ed esplosioni che fanno tremare le vetrate, lezioni improvvisate, il tentativo quotidiano - e disperato - di restituire un'illusione di normalità a bambini innocenti. «Siamo quella piccola candela con la fiamma vacillante in una tempesta infernale. È questo il senso della mia presenza qui, in questo oceano di violenza: è la ragione per cui scelgo di restare.» La testimonianza diretta e commovente di un uomo che è rimasto fedele alla sua missione e che non ha smesso di credere che la pace sia possibile.
Condannato per un crimine di sangue, l'ufficiale romano Lucio Fedro riceve la pericolosa missione di seguire le tracce di un uomo di cui tutti parlano ma del quale si sa ben poco: Gesù di Nazaret. Non esiste angolo dell'Impero in cui non si oda il suo nome. C'è chi dice che sia un rivoluzionario; altri lo considerano un semplice profeta; lui afferma di essere "il figlio di Dio". Quel che è certo è che quest'uomo sta sfidando il potere di Roma, e Lucio dovrà svelare i misteri che circondano la sua figura mentre affronta le ombre del proprio passato. Con un ammirevole lavoro di documentazione, José María Zavala, uno dei maggiori esperti della figura di Gesù di Nazaret, ricrea in queste pagine le vicende della sua vita con una prospettiva originale, appassionante e commovente insieme. Un romanzo storico che intreccia un'audace trama con gli episodi più sconosciuti della vita del Messia. Un romanzo ambizioso e perfettamente riuscito sul personaggio più affascinante di tutti i tempi.
Tradurre è sempre un'attività che implica interpretazione, poiché le parole che vengono scelte sono il filtro attraverso cui si accede al senso originale di un'opera. Questo vale per ogni libro, ma nel caso della Bibbia, il testo sacro più letto e studiato nella storia dell'umanità, la questione è molto delicata: le Scritture, almeno per la dottrina cristiana, sono la Parola autentica di Dio, ispirata dallo Spirito Santo e trasmessa agli uomini per la loro salvezza. L'adeguamento del lessico biblico è parte del progetto che la Chiesa ha intrapreso dopo il Concilio Vaticano II, voluto per rispondere agli stimoli della modernità. Ma quando i santi diventano idoli e gli uomini nobili si trasformano in dèi potenti, quando l'inferno lascia il posto ad anonimi abissi tenebrosi e Lucifero scompare completamente da alcuni versetti, è lecito domandarsi se ci si trovi di fronte a semplici errori di traduzione, oppure a modifiche intenzionali. È proprio per denunciare questi travisamenti del messaggio originale che un consacrato, nascosto dietro lo pseudonimo Investigatore Biblico, ha deciso di fondare il blog da cui prende le mosse questo libro. Insieme a Saverio Gaeta e attraverso un'analisi scrupolosa delle Scritture, l'autore svela le distorsioni presenti nelle più recenti traduzioni della Bibbia CEI, dimostrando che, alla base delle progressive modifiche del testo, potrebbe celarsi un intento preciso: orientare il pensiero dei fedeli e sminuire la divinità di Cristo, depersonalizzare o rendere simbolico il demonio e cancellare il senso del peccato.
Le buone intenzioni possono fare molto male. C'è un luogo che pochi osano esplorare. È il territorio in cui le parole "solidarietà", "uguaglianza", "inclusione" e "pace" si trasformano in gabbie dorate. In questo libro tagliente, ironico e documentato, Nicola Porro ci accompagna in un viaggio provocatorio tra le rovine lasciate dal pensiero buonista. Che cos'è il buonismo? È l'inganno collettivo che nasconde dietro le migliori intenzioni - spesso sincere, a volte interessate - le peggiori conseguenze. È lo sguardo pietoso che diventa norma, il sentimento che diventa legge, la compassione che diventa comando. In queste pagine si racconta di un fisco che terrorizza invece di "collaborare", un femminismo trasformato in brand, che esclude chi non si adegua. Tra i tanti argomenti trattati, si smaschera il mito di un welfare compassionevole che crea dipendenza invece di liberare, e di una scuola senza merito che promette uguaglianza ma consegna ignoranza; e poi, ancora, l'Europa delle regole astratte, la cultura woke e quella della cancellazione, le malefatte fintamente super partes dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e di un ambientalismo dogmatico che paralizza invece di proteggere. Con un uso sapiente di fonti, dati, citazioni autorevoli, paradossi e casi emblematici, questo libro è una mappa per chi vuole uscirne. Perché come dice l'autore, «lentamente siamo scesi all'inferno. Ma ce ne stiamo accorgendo».
La figura dell'esorcista, l'uomo di Dio capace di opporsi a Satana, al Male stesso, ha da sempre affascinato e incuriosito il grande pubblico, facendosi strada nell'immaginario collettivo grazie a decine di film e libri che ne mettono in scena le gesta, in alcuni casi divenuti veri e propri cult. Eppure, queste rappresentazioni spettacolari e fantasiose raramente riflettono la realtà di ciò che fa, e di ciò che è, l'esorcista. Chi si nasconde davvero dietro lo stereotipo? Chi sono gli uomini impegnati nella lotta al demonio? Con quali mezzi lo affrontano? Partendo da queste domande, il libro di Yves Chiron ci catapulta in un sorprendente viaggio nel tempo: un percorso storico e spirituale alla scoperta di alcuni tra i più grandi esorcisti della storia della Chiesa, da Gesù Cristo stesso fino a padre Gabriele Amorth, passando - tra gli altri - per san Martino di Tours e Heinrich Kramer, autore del Malleus Maleficarum, il famigerato trattato contro la stregoneria. Attraverso questa galleria di ritratti, basandosi su un'ampia e rigorosa documentazione, l'autore delinea l'evoluzione delle rappresentazioni del diavolo e dei rituali di esorcismo, ma soprattutto ci racconta di uomini in carne e ossa che hanno consacrato la propria vita a una delle missioni più misteriose affidate da Gesù ai suoi discepoli: la battaglia contro il Maligno.
Conflitti, tensioni nazionali e internazionali, aumento dei costi delle materie prime, povertà, migrazioni, crisi politiche, economiche e sociali. Il nostro mondo è vessato ogni giorno da problemi che ci riguardano tutti, e che paiono sempre sul punto di deflagrare in qualcosa di ancora più grande e, forse, irreversibile. Eppure, sembra che noi esseri umani, piuttosto che invertire i processi quando siamo ancora in tempo, ci ostiniamo ad aspettare un punto di non ritorno prima di mobilitarci e agire davvero per il bene comune. E la crisi ambientale non fa eccezione: il disastro ecologico è già iniziato, i suoi effetti sono tutt'intorno a noi, anche se fingiamo di non vedere. Invece, ci dice Gaël Giraud, è ora di aprire gli occhi e trovare risposte concrete a una serie di domande fondamentali: come possiamo affrontare le straordinarie sfide poste dalle crisi causate dalla distruzione del nostro habitat? Cosa c'entra il concetto di proprietà privata con l'emergenza climatica? È tempo di mettere in discussione la sovranità degli Stati nazionali? Come possiamo lavorare insieme per costruire le istituzioni internazionali che ci permetteranno di prenderci cura dei nostri beni comuni? In questo suo libro-manifesto, Giraud procede a un'analisi esaustiva e illuminante della delicata situazione globale, delle cause che ci hanno portato fin qui e delle possibili soluzioni. Coniugando le sue due anime di economista e teologo, l'autore esplora la realtà anche alla luce degli insegnamenti evangelici e della tradizione cristiana: proprio nella Bibbia, suggerisce, è celata la risposta alla «policrisi» che minaccia il nostro pianeta.
È stato un pioniere del documentario naturalistico e uno dei massimi divulgatori scientifici a livello mondiale. Per più di 50 anni ha realizzato reportage di storia naturale trasmessi da numerose reti televisive. Anche Netflix celebrerà l'autore con un documentario sulla sua vita in uscita in autunno. David Attenborough è una star internazionale. Di quelle vere, che non fanno tanto parlare di sé ma che lasciano il segno quando aprono bocca. Il decano dei documentaristi, il grande divulgatore di scienza e natura, in questo viaggio nel tempo e nei luoghi simbolo ci racconta la sua vita di avventuriero, le bellezze del nostro pianeta e le trasformazioni avvenute nell'ultimo secolo o ancora in atto, causate dall'azione dell'uomo. L'inesorabile declino della biodiversità è la vera tragedia del nostro tempo. Il mondo naturale sta scomparendo. Le prove sono intorno a noi. C'è il rischio che il nostro silenzio e la nostra incuria ci portino dritti alla distruzione. Ma c'è ancora tempo per agire. C'è un'alternativa migliore alla catastrofe e Attenborough sembra conoscerla molto bene, grazie alla sua invidiabile esperienza sul campo. I prossimi decenni saranno l'ultima opportunità per costruire una casa stabile per noi e ripristinare l'ambiente ricco, sano e meraviglioso che abbiamo ereditato dai nostri antenati. È in gioco il nostro futuro sul pianeta, l'unico, per quanto ne sappiamo, in cui sia possibile la vita. "La vita sul nostro pianeta" è un coraggioso testamento per le generazioni di oggi e quelle future e per tutti coloro che vogliono preservare la bellezza di questo mondo. Oggi, ancora più di ieri, dopo la pandemia di Covid-19.
«L'amicizia di Gesù ci ricorda che Dio mette una virgola dove noi credevamo possibile solo un punto finale.» L'amicizia è uno dei valori più importanti per ognuno di noi, ma anche un aspetto della vita così naturale, e a volte dato per scontato, che raramente ci fermiamo a riflettere su cosa significhi davvero la parola "amico". Se ci pensiamo, l'amico è chi cammina sempre al nostro fianco, anche se separato da migliaia di chilometri o da decine di anni di distanza: nell'amicizia, il lontano e la distanza sono dimensioni del tutto relative. Così come il silenzio e la parola: gli amici parlano una lingua tutta loro, basta un cenno per capirsi a fondo. O un solo sguardo. Con gli amici costruiamo una storia che è sacra, anche se ci sembra fatta soltanto di cose semplici e del tutto umane. L'amicizia, poi, acquisisce una dimensione universale quando supera i confini per unire nel suo abbraccio popoli diversi, rendendo così il mondo un posto migliore, un luogo di pace. L'amicizia è un miracolo che conserva serenamente l'apparenza che non vi sia proprio alcun miracolo. È di questo miracolo che ci parla, in modo tanto diretto quanto poetico, José Tolentino de Mendonça, regalandoci un libro che è un vero e proprio inno all'amicizia, fonte inesauribile e generatrice di valori e azioni positive, esperienza fondamentale per riportare la luce nel nostro presente.
Perché noi uomini e donne moderni siamo così ossessionati dal controllo? Perché non riusciamo più a goderci il presente, a rilassarci, a mollare il freno, a lasciarci stupire? Sono le domande che Maurizio Botta si pone in questo nuovo libro, ancora una volta ispirato alle sue amatissime catechesi, che registrano sempre il tutto esaurito perché in grado di toccare le corde sensibili di ognuno di noi. Una società veloce, frenetica, in cui bisogna stare sempre al passo, conduce inevitabilmente alla convinzione di dover avere tutto sotto controllo, tutto programmato, pena rimanere indietro, venire esclusi, essere considerati non all'altezza, deboli. Senza rendercene conto, questa smania ci porta a sacrificare le nostre giornate correndo dietro a soddisfazioni effimere e, in questo continuo affannarsi, a rimetterci sono soprattutto le due stagioni della vita più autentiche: l'infanzia e la vecchiaia, quando il giudizio degli altri non ci tocca e siamo davvero liberi di vivere come ci pare. Oggi anticipiamo la fine dell'infanzia e posticipiamo il più possibile l'inizio della vecchiaia, perché ciò che è spontaneo e incontrollabile ci spaventa. Padre Maurizio, studiando i Vangeli e confrontandosi ogni giorno con persone di ogni età, estrazione e religione, ha riflettuto a lungo su queste tematiche fondamentali, e in queste pagine ci sprona a vivere davvero a pieno ogni momento, a non dare nulla per scontato, a essere grati: proprio la gratitudine è il primo passo per imparare l'arte dell'accontentarsi, del godere dei semplici, immensi doni che la vita ci offre ogni giorno.
«Mi osservo di nuovo, mi sono separata da una parte di me che dovevo lasciar andare. Ora c'è una nuova leggerezza che prende spazio. Il mondo fuori è lo stesso, ma io sono diversa.» La vita è imprevedibile. Nel bene e nel male, non è mai dato sapere cosa succederà domani; quello che sembra un percorso già tracciato e sicuro può trasformarsi in una strada impervia, disseminata di ostacoli inattesi, di difficoltà che appaiono insormontabili. Ma non ci sono vie secondarie o scorciatoie: si può solo andare avanti, cadendo e rialzandosi, con la meta ben chiara in testa. Tutto questo Serena Banzato l'ha imparato sulla propria pelle e lo ha affidato a queste pagine, sperando che possano aiutare altri a superare i propri momenti bui. Il suo è un racconto autentico - e una riflessione profonda - sul viaggio di una giovane donna, mamma e atleta che realizza il sogno di partire per il cammino di Santiago, e su come questa esperienza le abbia cambiato la vita per sempre, nel modo più inaspettato. Sì, perché Serena è scampata alla morte per un sospiro: ciò che sembrava un infortunio da nulla, si è rivelato l'inizio di un incubo che mai avrebbe immaginato di vivere. Ma, nella tragedia, ha imparato che le seconde occasioni esistono e che le matite, anche se spezzate, possono colorare ancora. Tra aneddoti personali e pillole di saggezza appresa lungo il cammino, fisico e metaforico, l'autrice si libera passo dopo passo di quei pesi inutili - il senso di colpa, i rimorsi, l'ansia - che tutti ci carichiamo sulle spalle e che ci rallentano, impedendoci di apprezzare quanto abbiamo di più importante: la vita stessa, e le persone per cui vale la pena «allacciarsi le scarpe e ripartire da zero». Prefazione di Davide Banzato.
Dal Natale del 2024 all'Epifania del 2026 si svolgerà a Roma il Giubileo che, fin dal 1300, periodicamente commemora la nascita di Gesù Cristo. Quello del 2025 sarà il 30° Anno santo, definito da papa Francesco «uno speciale dono di grazia, caratterizzato dal perdono dei peccati e, in particolare, dall'indulgenza, espressione piena della misericordia di Dio». Tuttavia, se è vero che chiunque ne ha sentito parlare, non è così semplice comprendere la reale importanza di questo appuntamento, che ha scandito nei secoli la storia della Chiesa e dell'umanità. Districarsi tra le moltissime informazioni e notizie che ruotano intorno a un avvenimento simile può risultare complicato, ed è grande il rischio di perdere l'opportunità di viverlo appieno, in tutta la sua eccezionalità. Per questo, il libro di Saverio Gaeta è una guida indispensabile per chiunque voglia capire la tradizione del Giubileo in ogni suo aspetto: il significato storico e spirituale dell'Anno santo, i simboli - dal pellegrinaggio, all'inno, al logo -, i luoghi, con cartine e illustrazioni chiare e dettagliate. Senza dimenticare una lista di appuntamenti, informazioni pratiche e numeri utili per muoversi e visitare Roma. Insomma, un volume prezioso per orientarsi nella complessità di un evento epocale, che richiamerà fedeli, pellegrini e curiosi da ogni parte del globo.
«Il Vangelo mi rivela che la vita è una caccia al tesoro, la ricerca di una perla da tanto tempo desiderata, un viaggio nell'anima. Stare fermi significa spegnersi, avvilirsi, far diventare la fede un museo da custodire mentre, invece, è un giardino da coltivare. Allora rileggo ciò che vi scrivo e continuo a cercare Dio, dopo averlo già trovato. E, alla sua luce, tento di trovare me stesso. E il senso della vita». "Dio c'è ed è bellissimo", recitava il titolo del primo libro del teologo Paolo Curtaz. Tuttavia, ad oggi, la stragrande maggioranza delle persone, anche coloro che si professano credenti, è convinta che la religione serva a fornire una sorta di guida per diventare «buoni», un'indicazione etica, un (limitante e noioso) percorso morale e che, in fondo, Dio ce l'abbia un po' con tutti noi. Altrimenti, perché ci succedono cose brutte e le nostre preghiere non si avverano mai? Ne sa qualcosa proprio Curtaz, che dall'uscita del primo libro ha dovuto affrontare diversi gravi problemi di salute, e che convive ora con un dolore diventato una costante nella sua vita. E allora come si può, quando ci capitano tragedie improvvise e inspiegabili, continuare a pensare che Dio c'è, è bellissimo e, addirittura, ci ama? In questo nuovo libro, l'autore ci mostra che è proprio nei momenti più bui, quando con più forza cerchiamo la fede, che scopriamo che Dio non ce l'ha con noi, e che il cristianesimo non è una questione di rettitudine, ma di innamoramento: Dio c'è, ed è innamorato. Con il suo stile ironico e unico, Paolo Curtaz ci accompagna alla scoperta del Vangelo, spronandoci ancora una volta a riflettere con lui sulla verità del messaggio cristiano, scevro dalle false credenze e dai pregiudizi che ne celano il senso più puro.