A oltre quarant'anni dalla pubblicazione del Decreto del Vaticano II Inter mirifica (4 dicembre 1963), con questa Lettera apostolica Giovanni Paolo II, in considerazione del rapido sviluppo delle tecnologie nel campo dei media, intende richiamare l'attenzione dei responsabili delle comunicazioni sociali perché tornino a riflettere sulle "sfide" che le comunicazioni sociali costituiscono per la Chiesa. La Chiesa, infatti, non è soltanto chiamata a usare i media per diffondere il Vangelo ma, oggi più che mai, a integrare il messaggio salvifico nella "nuova cultura" che i potenti strumenti della comunicazione creano e amplificano. Nei mezzi della comunicazione la Chiesa trova anche un sostegno prezioso per diffondere il Vangelo e i valori religiosi, per promuovere il dialogo e la cooperazione ecumenica e interreligiosa, come pure per difendere quei solidi principi che sono indispensabili per costruire una società rispettosa della dignità della persona umana e attenta al bene comune. Per questo essa li impiega volentieri, anzi Giovanni Paolo II auspica una sorta di revisione pastorale e culturale per affrontare in modo adeguato il passaggio epocale che stiamo vivendo
Padre Pino Puglisi è stato ucciso dalla mafia la sera del 15 settembre 1993, davanti alla porta di casa sua. La sua colpa? Quella di lavorare per la normalità in un quartiere di Palermo ad alta densità mafiosa, Brancaccio. In quel quartiere P. Puglisi voleva una scuola media, voleva un asilo nido, chiedeva con forza quelle strutture che fanno di un territorio una comunità civile. Mirava all'educazione e alla formazione e senz'altro questo suo impegno non piaceva a Cosa Nostra. In questo libro parlano soprattutto le persone che lo hanno conosciuto e che gli sono state vicine e sono raccolte memorie e testimonianze che disegnano il ritratto interiore di questo piccolo prete che ha osato sfidare i grandi boss.
Si tratta di una raccolta di pensieri tratti dagli scritti di Tecla Merlo (1894-1964), Confondatrice e prima superiora generale delle Figlie di S. Paolo, congregazione della Famiglia Paolina, fondata da don Giacomo Alberione per il servizio al Vangelo attraverso i mezzi dell'informazione e della comunicazione. Sono pensieri di grande semplicità e sapienza che rivelano la personalità di questa donna umile e generosa che ha intuito la forza dei nuovi mezzi e collaborato con tutte le sue forze per l'affermarsi di una forma di vita religiosa e di apostolato che non aveva precedenti.
Con questo saggio, Carlo Climati propone un tema di grande attualità: la non-cultura dell'estremo: le mode, gli hobby e i giochi "oltre ogni limite" che caratterizzano il tempo libero dei ragazzi. I giovani e i giovanissimi di questi decenni manifestano una voglia di estremo, un bisogno di cercare l'eccesso e il pericolo. Dagli sport estremi all'abbigliamento trasgressivo, dalla musica ai videogiochi violenti, dalla pittura sui muri al satanismo "fatto in casa", dai suicidi collettivi via Internet alle bombe fabbricate "in rete", dalla pornografia al collezionismo di cartoni animati e film sanguinari, quello che sembra contare di più è la possibilità di misurarsi con il rischio e con l'eccesso. Perché? Quale domanda è contenuta in queste manifestazioni? Lo spirito del libro è fondamentalmente positivo. Climati non si limita, semplicemente, a fare un lungo elenco di orrori o di mode raccapriccianti. Ogni capitolo si conclude sempre con una parte propositiva e con una serie di consigli per cercare di trovare una soluzione ai vari problemi. Proprio per questa caratteristica, il libro è adatto a tutti coloro che si interessano ai giovani e vivono con loro: genitori, educatori, insegnanti, animatori e operatori pastorali. Al termine del volume c'è un'ampia bibliografia, suddivisa secondo i vari temi, ed un glossario con la spiegazione di alcuni termini ed argomenti utilizzati nel corso dell'inchiesta.
L'Eucaristia è "sigillo sul cuore", perché è mistero d'amore. Per questo non è possibile spiegare l'Eucaristia a parole, né comprenderla col ragionamento. C'è un'unica strada per sondare e lasciarsi trasformare dal mistero eucaristico: la fede che abita il cuore, che è principio di vita, memoria, sapienza, spiritualità, ambito dove fioriscono e maturano le relazioni con Dio e con gli altri, dove si consumano le scelte definitive. Ecco perché l'Eucaristia è il sigillo sul cuore della sposa. cioè la Chiesa, ma anche l'anima del credente. Nel sacramento del suo corpo e del suo sangue Cristo stringe intima alleanza con uomini e donne di fede, imprimendo nelle loro esistenze l'inconfondibile fisionomia della carità celebrata per la vita. Molteplici sono i riflessi della "sigillatura" eucaristica. Corrado Maggioni evidenzia 9 impronte. Ognuno dei 9 capitoli di cui si compone il libro è introdotto da un testo poetico di Bianca Gaudiano (per Paoline ha pubblicato Stabat Mater. La via della croce con Maria, gennaio 2005). "La sua poesia ha il potere di parlare al cuore, facendo brillare i mille colori impressi dal passaggio ?eucaristico' di Cristo nella nostra carne e nel nostro sangue" (dalla Introduzione). A mo' di conclusione, un altro testo poetico della Gaudiano: L'istituzione dell'Eucaristia, in un dialogo tra Maria, Gesù, il Narratore.
Un sano realismo porta ad affermare che la fede non è in crisi, lo è semmai il modo in cui essa è stata vissuta nei decenni precedenti. Il teologo non può non sentirsi provocato da ciò e riflettere per cercare possibili vie di soluzione. Come, quindi, presentare la fede all'uomo d'oggi in modo tale che essa possa essere vissuta nella maniera più autentica possibile? Fisichella risponde a questa domanda partendo da una frase di san Paolo nella Lettera ai Galati: "Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me" (2,20). "Vivere nella carne" è l'esistenza storica, quella quotidiana, fatta di incontri e di malintesi, di amore e di incomprensione, di desideri e di illusioni, di aspirazioni e di speranze. È la vita come la viviamo ogni giorno. Questa vita, dice Paolo, la vivo nella fede. E qui nasce il paradosso che si apre dinanzi ai nostri occhi e che provoca la mente a riflettere sul senso di un tale atto: cosa vuol dire vivere nella fede? C'è contraddizione tra la vita quotidiana e quella della fede? Viene tolta una qualche forma di autonomia a chi vuole vivere nella fede? È possibile a tutti una simile scelta? Il libro risponde a tutte queste domande presentando la fede come scelta che personalizza chi la compie, dando veramente senso alla vita, e che consente di raggiungere un rapporto di familiarità con Dio mentre inserisce in una relazionalità ecclesiale che spezza ogni solitudine individualistica.