"Nel mondo antico e poi ancora in quello moderno, "La Repubblica" non ha mai mancato di svolgere il suo compito principale: quello di invitare a pensare sul destino della vita individuale e sociale degli uomini. Un destino, secondo Platone, non prescritto e immutabile, ma da immaginare, argomentare, costruire." (Dall'Introduzione di Mario Vegetti)
Un libro fondamentale del più grande storico del fascismo. Renzo De Felice (1929-1996) ha insegnato Storia dei partiti politici presso l'Università di Roma La Sapienza. Ha rinnovato con i suoi studi la comprensione del fascismo e della sua parabola storica. Per i nostri tipi ha pubblicato, tra l'altro, "Mussolini. Il mito" (con L. Goglia), "Il fascismo. Le interpretazioni dei contemporanei e degli storici" e "Intervista sul fascismo".
Per la prima volta in tutta la loro prepotente evidenza le dimensioni del fenomeno della povertà nel Medioevo e nell'età moderna e il posto di rilievo che la miseria ha occupato in Europa nell'immaginario collettivo e nel dibattito delle idee. Bronislaw Geremek (1932-2000), storico, si è formato in Polonia e poi in Francia, sotto la guida di Fernand Braudel.
Il volume fornisce un quadro, spesso sorprendente, di una società passionale e carnale, meno timida e anche meno ipocrita della nostra. Jacques Rossiaud, discepolo di Duby, insegna all'Università di Lione. È autore di numerosi articoli e saggi sulla storia medievale del Sud-Est della Francia.
Il "romanzo di viaggio" attraverso l'Europa di un personaggio d'eccezione: il cardinale napoletano Luigi d'Aragona, imparentato con Lucrezia Borgia e con Isabella d'Este, nonché pretendente al trono del Regno di Napoli. Attraverso il resoconto delle sue avventure e dei suoi incontri con personaggi oscuri e illustri, André Chastel ci offre una magistrale ricostruzione della vita sociale, culturale e politica del tempo.
Monachesimo e diritto, architettura e musica, letteratura e pittura in una ricostruzione unitaria delle linee fondamentali della civiltà bizantina nell'arco della sua lunga storia e in particolare durante i suoi tre secoli cruciali, quelli che vanno dal X al XII. Il costante contrappunto che Kazhdan stabilisce con il Medioevo occidentale mette in luce coincidenze e differenze che rendono il mondo bizantino a noi più vicino e "contemporaneo".
Un classico della scienza antropologica che confuta definitivamente le varie teorie razziali e razziste. Sulla base di un'analisi comparativa senza confini - dai Vedda di Ceylon ai negri d'America, dagli Eschimesi alle tribù della California, agli Europei in varie epoche - Boas dimostra che razza, cultura e lingua sono variabili indipendenti, ossia che ad una stessa razza può corrispondere una o altra lingua, una o altra cultura e viceversa.