E' opinione diffusa che la globalizzazione offra grandi opportunità per il progresso umano. Tuttavia questo processo crea anche nuovi pericoli: per la sicurezza umana nel campo del lavoro e del reddito, per la coesione sociale a causa del progressivo divario tra le nuove, immense ricchezze e le nuove, estreme povertà. E' indispensabile, perciò, che il processo di globalizzazione venga sottoposto a qualche forma di regolazione a livello nazionale e internazionale.
Il volume presenta l'edizione economica, aggiornata fino all'esperienza del governo Prodi, della nota opera di Denis Mack Smith.
La psicoterapia cognitiva è nota soprattutto come la tecnica terapeutica che ha dato maggiore prova della sua efficacia nel trattamento dei disturbi psichici. Tale tecnica scaturisce da un complesso apparato teorico che affonda le sue radici nella psicologia scientifica e, più in generale, nelle scienze cognitive. Alla luce di questo dato, la prima parte dell'opera traccia una storia dei rapporti tra le scienze cognitive e le teorie cliniche, che costituisce un'ideale introduzione ai vari modelli teorici che oggi animano il cognitivismo clinico. Il resto dell'opera si focalizza, invece, sui modi in cui queste diverse posizioni teoriche si traducono nella tecnica dell'intervento terapeutico.
L'accumularsi di studi sulla figura del governatore della Banca d'italia Guido Carli, il rilancio critico di alcuni temi che affondano le loro radici negli anni Cinquanta e Sessanta, consentono oggi di rileggere i dibattiti sulla programmazione economica e sulla comprensione del modello di sviluppo dell'economia italiana. Un dibattito chiave dell'economia del dopoguerra del nostro paese che nelle pagine di Guido Carli può essere ricostruito nella sua dinamica fattuale e nelle aspettative di riforma formulate dal governatore. Un percorso che condurrà alla nascita del modello econometrico della Banca d'Italia e un'operazione culturale di grande rilievo che porrà l'istituto di via Nazionale all'avanguardia tra le banche centrali.
Il libro ricostruisce il ruolo fondante che l'esperienza politica e istituzionale di città come Atene e Sparta ha svolto nel pensiero e nelle vicende politiche della nostra storia, in particolare nel periodo che va dal '400 al '700. Concetti-chiave quali l'uguaglianza, la democrazia, la libertà, la partecipazione politica affondano infatti le loro radici nella nozione stessa di polis e hanno avuto origine nell'esperienza politica e istituzionale di una civiltà solo apparentemente lontana.
L'impianto del libro si completa, nella presente edizione, con un nono capitolo relativo all'ultimo decennio del Novecento. In esso vengono prese in esame le più recenti tendenze dell'architettura contemporanea, quelle del decostruzionismo, del minimalismo, del transculturalismo, fino all'architettura telematica. Oltre a questo completamento, l'opera, riveduta e corretta, ha conservato la sua struttura originale: ogni tendenza architettonica, dall'eclettismo storicistico al razionalismo, dalle macrostrutture al postmoderno, viene rappresentata con i suoi protagonisti, inquadrata nelle condizioni storico-sociali del suo tempo e interpretata con un tipo ideale rispetto al quale sono esaminate le opere più significative.
Alcuni studiosi europei tracciano un profilo storico complessivo della condizione giovanile: un affresco di una fase di passaggio cruciale nella vita di ogni uomo. Ma oggetto di questi due volumi non è solo la gioventù intesa come fatto biologico o come stadio della crescita individuale, ma soprattutto i giovani intesi come gruppo sociale, come movimento politico, come forza storica e come spinta creativa nelle arti e nelle lettere. In questo volume saggi di: Alian Schnapp, Augusto Fraschetti, Elliott Horowitz, Christiane Marchello Nizia, Elisabeth Crouzet-Pavan, Michel Pastoreau, Norbert Schindler, Renata Ago.
Alcuni studiosi europei tracciano un profilo storico complessivo della condizione giovanile: un affresco di una fase di passaggio cruciale nella vita di ogni uomo. Ma oggetto di questi due volumi non è solo la gioventù intesa come fatto biologico o come stadio della crescita individuale, ma soprattutto i giovani intesi come gruppo sociale, come movimento politico, come forza storica e come spinta creativa nelle arti e nelle lettere. In questo volume saggi di: Giovanni Romano, Sabina Loriga, Daniel Fabre, Michelle Perrot, Jean-Claude Caron, Sergio Luzzatto, Laura Malvano, Erich Michaud, Luisa Passerini.
Il volume analizza l'atteggiamento della cultura umanistica di un secolo intero nei confronti della tecnica e fornisce una mappa per muoversi al suo interno. Si ferma sui maggiori filosofi che l'hanno tematizzata e su quella folla di intellettuali e letterati che ne hanno parlato: vengono indagati perciò la sociologia del primo Novecento e la fantascienza, la cultura della crisi, la grande narrativa e le utopie negative. Un tema centrale è il rapporto fra tecnica e politica: da un lato infatti la tecnica è stata considerata strettamente connessa all'idea di democrazia, dall'altra è stata (ed è tuttora) vista come l'incarnazione di un totalitarismo aggiornato con i tempi. Presentazione di Gianni Vattimo.