I sostantivi, come uguaglianza, libertà, cittadinanza; gli aggettivi, come formale e sostanziale, presidenziale e parlamentare; i verbi, come eleggere, rappresentare, decidere sono parole-chiave che ricorrono in ogni discorso sulla democrazia. Di fronte alla confusione della comunicazione politica, questo libro vuole ridefinire le regole del loro uso corretto e non equivoco. Certi "errori grammaticali" della democrazia, non riconosciuti come tali e, anzi, scambiati per usi corretti, contribuiscono a generare errori anche nella pratica. La democrazia rischia di trasformarsi nel "governo dei peggiori".
Tracciando confini, separando lo spazio 'addomesticato' da quello selvaggio, edificando villaggi e città, gli uomini hanno da sempre orientato se stessi e l'intero universo. Oggi, invece, parlare di insediamenti umani e di 'perdersi' implica dare testimonianza dello sconquasso del mondo dovuto a sempre maggiori situazioni di diaspora e di emigrazione e al costituirsi di forme di cittadinanza nuove. Un libro originale e sorprendente che, come scrive Gianni Vattimo nella prefazione, "muovendo da una riflessione essenzialmente antropologica e 'scientifico-positiva', ritrova la tematica centrale della filosofia contemporanea".
"Un saggio polemico ed estremamente intelligente, che rivendica la complessità della parola a fronte della videobanalità, della conoscenza a fronte della mera informazione". (Fernando Savater). La domanda di fondo intorno alla quale riflette Giovanni Sartori non può essere elusa: davvero il tele-vedere cambia la natura umana?
"Perché un libro sulle passioni? Raramente un'epoca si è sentita così 'spassionata' come la nostra. Le passioni, che hanno costituito per secoli il fulcro dell'affermazione di sé e un nesso potente tra l'individuo, i rapporti privati e la vita pubblica, sembrano aver esaurito la loro funzione. Eppure, nel bene e nel male, nella forma della presenza o dell'assenza, dell'affermazione o del diniego, esse orientano ancora la riflessione e l'agire umano". (Dall'Introduzione di Silvia Vegetti Finzi)
Lo sviluppo dell'Urbe si snocciola davanti agli occhi del lettore in tutte le sue sfaccettature: il profilo politico, la vita religiosa della città, l'attività amministrativa nel succedersi delle varie Giunte, lo sviluppo demografico, lo sviluppo urbanistico, le attività produttive, il cambiamento del quadro sociale, la sua posizione di capitale culturale. Il volume è corredato da una cronologia e da altri apparati come tabelle sui risultati delle elezioni politiche, amministrative e circoscrizionali che consentono un'analisi dello spostamento della base elettorale, la lista delle Giunte dal dopoguerra a oggi, indici dei nomi e dei toponimi.
Oltre mille anni, nel corso dei quali Roma diventò capitale di un vastissimo impero, conoscendo una progressiva espansione con i fasti della Repubblica e gli splendori dell'Impero, per poi subire un drastico ridimensionamento nel periodo delle invasioni barbariche. Specialisti italiani e stranieri dei vari settori offrono una panoramica su tutti gli aspetti della città: gli apporti dell'archeologia alla ricostruzione del primo insediamento sulle rive del Tevere, il popolamento, la ricostruzione delle mura, il suburbio, il fiume, il porto, la vita politica ed economica, il culto e le feste, la vita culturale, gli spettacoli. Una serie di apparati, fra cui una cronologia, cartine originali e indici di nomi e toponimi delle città, arricchiscono il volume.
Il testo fornisce una panoramica dei modelli teorici più significativi che sono stati proposti in quel settore di riflessione concettuale e di impegno di ricerca che va sotto il nome di cognizione sociale. La cognizione sociale è lo studio della coscienza sociale e dei processi cognitivi al fine di comprendere il comportamento sociale. Essa si basa fondamentalmente sulle teorie e i metodi della psicologia cognitiva per realizzare modelli precisi e dettagliati dell'elaborazione dell'informazione sociale.
La caccia ha accompagnato l'umanità lungo tutta la sua storia. E' stata un mezzo di sussistenza e uno strumento culturale per interpretare le relazioni tra ambiente, animali e società umana. In questo libro si incontreranno culture che proiettano sugli animali vizi e virtù, culture per le quali la caccia è una manifestazione di potere sul mondo, altre ancora che credono che tra animali e umani esista un rapporto di parentela e che quindi la caccia non possa essere praticata senza aver chiesto il permesso alla divinità o all'animale stesso. Si conosceranno le diverse composizioni sociali delle società che praticano la caccia per sussistenza o per svago fino ad oggi, quando la caccia ha imparato ha confrontarsi con le problematiche ecologiche.
Il libro è formato dall'intreccio di storie raccontate, di immagini, di spiegazioni delle une e delle altre, allo scopo di dare un'idea più precisa degli anni fra il 1590 e il 1630. La città al centro di questi racconti è Bologna. Le storie sono quasi tutte tratte dagli atti dei processi del tribunale criminale del Torrone (così detto dalla grande torre in cui aveva sede), che operò in città dal 1535 circa al 1796.