In questo libro Fodor esamina lo stato delle odierne scienze della mente. E le conclusioni cui perviene sono radicali: contro la retorica ottimistica di chi sostiene che la scienza cognitiva sarebbe ormai in grado di svelarci "come funziona la mente" (riferimento a un fortunato libro di Steven Pinker), Fodor argomenta che "la mente non funziona così". La realtà nuda e cruda, a suo giudizio, è che in relazione ad alcuni fenomeni mentali la scienza cognitiva ha cominciato solo ora a muovere i primi passi, mentre in relazione ad altri brancola nel buio più totale. Per dimostrare la sua tesi Fodor focalizza l'attenzione sul programma di ricerca noto come psicologia evoluzionista e offre un'istantanea dei più recenti sviluppi in scienza cognitiva.
Dal 1420, quando papa Martino V fece il suo ingresso in una Roma spopolata e con i maggiori monumenti in abbandono, mise in moto un grandioso processo di rinascita della città esemplato sull'aureo modello dell'antica Roma. Ma questa "renovatio Urbis" covava al suo interno un'insanabile contraddizione. La venalità della corte pontificia, il nepotismo, i grandiosi programmi edilizi, se erano indispensabili al rafforzamento del primato del papa, ne minavano la credibilità spirituale, alimentando quella critica radicale che sfociò nello scisma protestante.
Scritto nel 1845, "In vino veritas" è uno dei testi filosofico-letterari più seducenti della modernità. Si tratta di un dialogo a cinque - il Giovinetto, Constantin Constantius, Victor Eremita, il Mercante di mode, Johannes il Seduttore - sul tema dell'amore, dove si incrociano gli aspetti dell'etica e dell'estetica.
Questo libro si propone di colmare il vuoto relativo al periodo medievale dell'Islam, raccontando la vita, le abitudini, le idee che animavano le società musulmane durante il Medioevo nel periodo dal IX al XIV secolo, con particolare riferimento al mondo arabo mediterraneo. Rivivono figure di uomini, donne, adolescenti e bambini colti nelle loro case, nelle strade e nelle botteghe, nelle occasioni di festa come nelle attività produttive.
La storia d'Europa è la storia di una vicenda perenne di contrazioni e espansioni di un grande spazio di civiltà. E' in questo spazio che è nata la tradizione del Cristianesimo, si sono incrociati e fusi i destini di grandi popoli e di grandi tradizioni culturali, è sbocciata la civiltà moderna della scienza e della tecnica, è fiorita la cultura dell'uomo e della libertà morale, politica e civile. E tutto ciò fino ad oggi, alla nuova pagina dell'Unione europea e ai suoi problemi nel mondo della globalizzazione.
Da quando esiste l'alta cucina, i cuochi si sono dedicati a perfezionare tecniche e accorgimenti per la decorazione e la disposizione dei cibi in tavola. Dai banchetti rinascimentali ai trionfi della "grande cuisine" ottocentesca, dal lancio della cucina internazionale alla diffusione della fotografia gastronomica e all'invenzione della "nouvelle cuisine", questo libro ricostruisce la "storia estetica" della cucina attraverso le principali tappe che hanno scandito l'evoluzione del gusto della tavola, mettendone in luce le implicazioni culturali e le influenze artistiche.
Il nostro è un paese di anomalie, sorprese, incoerenze. Alcuni indicatori economici, sociali e civili fanno dell'Italia, rispetto ad altri paesi europei, un paese caratterizzato da progressi non prevedibili e da debolezze evidenti. L'ultimo quarantennio può essere un buon esempio di questi aspetti contradditori: l'Italia ha prodotto il "miracolo economico" ed è riuscita ad avviare un risanamento della finanza pubblica. Ma a due ottimi risultati, l'uno dell'economia privata, l'altro della finanza pubblica, sono seguiti clamorosi insuccessi in entrambi i campi.