Eugenio Del Toma (Figline Valdarno, 1930) è uno dei più noti specialisti italiani in Scienza dell'alimentazione. Oltre all'insegnamento universitario, svolge un'intensa attività divulgativa, collaborando a varie rubriche della Rai ("Elisir", "Medicina 33") e con i maggiori quotidiani. Appassionato sportivo, è stato medico della squadra italiana di Coppa Davis.
"Offrire un'interpretazione sintetica, ma non schematica, delle vicende della sinistra italiana è, senza alcun dubbio, un'impresa difficile non priva di rischi. A Massimo L. Salvadori, che quest'impresa ha tentato e portato a termine con risultati assai brillanti, va il merito di averlo fatto con grande chiarezza e limpidità di scrittura, proponendo una tesi centrale che può essere certo discussa e magari respinta, ma che è caratterizzata da una sua interna, sostanziale coerenza" (Nicola Tranfaglia, "La Stampa"). Aggiornato agli ultimi risultati elettorali del maggio 2001, il primo bilancio del ruolo della Sinistra italiana nel Novecento. Massimo L. Salvadori è professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino.
Molti sono, per l'autore, i processi che mettono a repentaglio la democrazia. Prima di tutto la globalizzazione economica e l'accentramento di un grande potere decisionale nelle mani di poche multinazionali che sfuggono al controllo politico. Poi la creazione di organismi sovranazionali, più lontani dai cittadini, spesso governati da élite tecnocratiche non formate attraverso competizioni elettorali. E come se non bastasse, anche le nuove tecnologie, come Internet che alterano il meccanismo tradizionale della rappresentanza politica (basta pensare all'uso spesso arbitrario dei sondaggi).
L'Europa non è nata nel primo millennio dell'era cristiana, come di solito si crede, ma nel secondo. Gli europei hanno accarezzato l'idea di essere eredi delle civiltà classiche del mondo mediterraneo e pensato che la loro fosse il prodotto della fusione della cultura umanistica di Grecia e Roma, con le intuizioni spirituali e le forze morali della tradizione religiosa giudaico-cristiana. Quest'idea è un prodotto dell'XI e XII secolo, quando l'Europa nord-occidentale conquistò per la prima volta una centralità continentale. Tuttavia, dal blocco di materiali sociali, istituzionali e intellettuali che l'eredità greco-romana fornì all'Europa, la civiltà di quei secoli prese solo ciò che gli interessava per la propria costruzione.
Il "secolo breve" è finito nel 1991: com'è, come sarà il nuovo secolo in cui abbiamo cominciato a vivere? Come saranno le guerre? Sopravviveranno le nazioni? E saranno ancora gli Stati Uniti il paese leader? Con quali nuovi e sconvolgenti problemi - dal degrado ambientale alla crescita demografica dovremo convivere? A queste e ad altre domande cerca di dare risposta Eric John Hobsbawm, Fellow della British Academy e Honorary Fellow del King's College di Cambridge.
"Un giorno o l'altro bisognerà liberarsi di tanta correttezza politica, di tanto perbenismo intellettuale, e osare dire come uno la pensa veramente. No, gli uomini non sono tutti uguali; sì, le razze esistono, e si dividono in inferiori e superiori. E superiore a tutte è l'africana". Il libro presenta i reportages dei lunghi soggiorni in Africa dell'inviato speciale Pietro Veronese.
"Una delle ultime streghe storiche che ci siano state rivelate, Gostanza di San Miniato, è un buon esempio di quanto sia complesso il personaggio della strega e ciò che la circonda. [...] Storia esemplare che conferma molti aspetti importanti del paesaggio della stregoneria nel '500 ma che esce fuori dall'ordinario. Gostanza ha avuto la fortuna postuma di essere salvata dall'oblio grazie all'organizzazione degli archivi di un comune, San Miniato, e grazie a un libro sorprendente." (Jacques Le Goff)
Bruno Munari (Milano, 1907-1998), pittore, designer e sperimentatore di nuove forme d'arte, ha segnato una svolta fondamentale nella storia del design in Italia e nel mondo. In questo libro affronta un tema di grande attualità, quello della separazione sempre maggiore tra l'arte pura e la produzione d'arte legata all'esigenza della grande industria e dei consumi di massa.
Nel 1924 Plessner presenta un testo di polemica contro il mito della comunità e contro le sue possibili degenerazioni illiberali e totalitarie. Attraverso un'analisi del rapporto comunità-società, Plessner afferma la necessità di metter mano a un'immagine etico-politica più equilibrata dell'individuo e del potere. Una riflessione sui problemi inerenti la costruzione dell'identità politica, elaborata negli anni della Repubblica di Weimar, ma ancora attuale di fronte al riemergere delle questioni etniche e dei dibattiti sull'identità nazionale.